Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2017-03-11

Enti non commerciali: agevolazioni e semplificazioni – Alceste Santuari

Gli enti non commerciali, in specie di tipo associativo, possono godere di agevolazioni e semplificazioni che possono contribuire allo sviluppo efficace delle loro attività

In via preliminare, è opportuno ricordare che a favore degli enti di carattere associativo (associazioni sportive dilettantistiche, associazioni pro loco e altri enti associativi, nonché le società di capitali e cooperative sportive dilettantistiche) risulta applicabile il regime forfetario previsto dalla l. 16 dicembre 1991, n. 398, le cui modalità di applicazione tuttavia variano a seconda della forma civilistica prescelta.

Al fine di applicare tale regime è necessario che i soggetti beneficiari non abbiano conseguito, nel periodo d"imposta precedente a quello in cui si avvalgono del regime agevolativo recato dall"anzidetta legge, proventi di natura commerciale per un importo superiore a quello stabilito normativamente. Tale importo, fissato dall"art. 1, comma 1, della l. n. 398/91, come sostituito dall"art. 25 della l. n. 133/1999 in 185.924,48 euro (360 milioni di lire), è stato elevato a 250.000 euro dall"art. 90, comma 2, della l. n. 289/2002.

L"art. 1, comma 5, l. 232/2016 (legge di Bilancio 2017) ha stabilito che il limite dei ricavi per accedere allo speciale regime disciplinato dalla l. n. 398/1991 sia ora fissato a 400.000 euro, rispetto al precedente limite di 250.000. Ne consegue che tutti gli enti non commerciali di natura associativa che non superano nell"ambito dell"attività di impresa il limite stabilito possono beneficiare delle agevolazioni e semplificazioni (compresa la contabilità semplificata) individuate dalla l. n. 398/1991.

Che cosa devono fare gli enti non commerciali per accedere a questo regime speciale? Gli enti associativi senza scopo di lucro devono inviare una specifica comunicazione alla Siae e all"Agenzia delle Entrate territorialmente competente. Gli enti in parola devono utilizzare l"apposito quadro (VO) della dichiarazione IVA, che deve essere allegata alla dichiarazione dei redditi, nel quale esprimere l"opzione per il regime fiscale speciale. Si tratta di un"opzione che ha validità fino alla revoca comunicata dagli stessi enti non commerciali, che tuttavia è vincolante per un quinquennio.

E per gli enti non commerciali aventi forme diverse da quella dell"associazione cosa è previsto? Essi necessariamente devono fare riferimento esclusivamente alle regole ordinarie previste per la contabilità degli enti non commerciali. Il riferimento è dunque all"art. 20, dpr 600/1973 che, a sua volta, opera un rinvio, inter alia, anche all"art. 18 del medesimo decreto sulle regole contabili per le "imprese in contabilità semplificata".

Occorre ricordare che, a partire da quest"anno, anche gli enti non commerciali, al fine di gestire l"attività d"impresa in contabilità semplificata, che affianca quella più propriamente istituzionale, devono obbligatoriamente seguire il criterio di cassa. Non è infatti più possibile – tranne che nel caso di opzione per la contabilità ordinaria – effettuare le registrazioni per competenza.

E proprio per godere dei benefici fiscali e delle agevolazioni riguardanti la semplificazione burocratica, gli enti non commerciali di tipo associativo sono chiamati a presidiare attentamente l"effettiva attività svolta, in specie valutandone la coerenza con le previsioni statutarie. Al riguardo, non sembra inutile, in questa sede, richiamare quanto la Corte di Cassazione, con sentenza 6 novembre 2013, n. 24898, ha ribadito: "gli enti di tipo associativo possono godere del trattamento agevolato[…]a condizione non solo dell'inserimento, nei loro atti costitutivi e negli statuti, di tutte le clausole" di cui all'art. 148 (ex art. 111) del TUIR "ma anche dell'accertamento[…]che la loro attività si svolga, in concreto, nel pieno rispetto delle prescrizioni contenute nelle clausole stesse".

La Cassazione ha dunque inteso evidenziare che "gli enti di tipo associativo non godono di uno status di extrafiscalità che li esenta, per definizione, da ogni prelievo fiscale, potendo anche le associazioni senza fini di lucro[…] svolgere, di fatto, attività a carattere commerciale".



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