Legislazione e Giurisprudenza, Successioni, donazioni -  Mazzon Riccardo - 2016-09-09

Eredità: accettazione conseguente a donazione, vendita, cessione o rinuncia dei diritti di successione - Riccardo Mazzon

Quanto all"accettazione tacita, il legislatore tipizza un c.d. comportamento concludente in cui coesistono due requisiti imprescindibili: uno oggettivo (l'avere posto in essere un atto riservato all'erede) e uno soggettivo, ossia la volontà di accettare.

Ovviamente, anche la donazione, la vendita o la cessione che il chiamato all'eredità faccia dei suoi diritti di successione – tanto ad un estraneo, quanto a tutti gli altri chiamati o ad alcuno soltanto di questi ultimi - importa accettazione dell'eredità (cfr., amplius, il paragrafo 1.5., capitolo primo del volume "MANUALE PRATICO PER LA SUCCESSIONE EREDITARIA", Riccardo MAZZON 2015).

Ulteriormente, anche la rinunzia ai diritti di successione, qualora sia fatta verso corrispettivo o a favore di alcuni soltanto dei chiamati, importa accettazione, trattandosi, in ogni caso, pur sempre di disposizione della propria quota, anche se "mascherata" dall"utilizzo ufficiale dello strumento della "rinuncia".

Così, per citare una complessa vicenda decisa dalla giurisprudenza, l'erede legittimo che non abbia partecipato al giudizio, promosso dagli altri eredi legittimi, diretto a far dichiarare la decadenza del (diverso soggetto) chiamato con testamento dal diritto di accettare l'eredità, qualora convenga in via transattiva di rinunciare agli effetti della sentenza a fronte dell'attribuzione in proprietà di immobili facenti parte dell'asse ereditario, non si limita (come erroneamente affermato dal giudice di merito) a rinunciare "a far valere la decadenza", in quanto il potere così esercitato afferisce comunque ad un diritto sull'eredità - almeno vantato in quanto chiamato e quindi a lui appartenente perché espressivo del diritto di accettare quell'eredità -;

"la rinuncia dedotta in transazione non è quindi avulsa dalla qualità di erede legittimo, sicché quanto ricevuto in sede transattiva costituisce tacitazione non già della rinunzia a far valere la decadenza, ma del diritto a succedere in via legittima al "de cuius" e, quindi, esercizio di tale diritto" (Cass., sez. trib., 16 maggio 2007, n. 11213,GCM, 2007, 9).



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