Legislazione e Giurisprudenza, Espropriazioni per pubblica utilità -  Span√≤ Giuseppe - 2014-11-24

ESPROPRI: CONCLUSIONE DEL PROCEDIMENTO E POTERE DISCREZIONALE DELLA P.A. - Cass. 9990/2014 - Giuseppe SPANÒ

Cessione volontaria

Non obbligo della P.A. a contrarre

Potere discrezionale P.A. tra decreto di esproprio e cessione volontaria

Con la sentenza in esame la Suprema Corte riafferma un principio consolidato, ossia che in tema di espropriazione per pubblica utilità, la scelta del proprietario per la cessione volontaria del bene non obbliga la P.A. a contrarre, conservando quest'ultima il potere discrezionale di chiudere il procedimento con atto d'autorità.
La Corte ricorda che la cessione volontaria, in quanto sostitutiva del decreto di espropriazione, di cui produce i medesimi effetti, non perde la sua connotazione di atto autoritario implicando, più semplicemente, la confluenza, in un unico testo, di provvedimento e negozio (cfr. Cass. n. 19980/2009). Ne consegue che rispetto alla scelta se concludere o meno l'accordo di cessione, la P.A. conserva intatto il proprio potere discrezionale, rimanendo sempre libera di chiudere il procedimento espropriativo con un atto autoritativo unilaterale (quale il decreto di esproprio) anziché consensuale.
Del resto per il privato accettante, è del tutto indifferente che la vicenda ablativa si concluda con la stipula della cessione volontaria, ovvero con l'emanazione del decreto d'esproprio, poiché in entrambi i casi egli godrà del vantaggio economico già prefigurato, concordando la cessione volontaria del bene.



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