Legislazione e Giurisprudenza, Espropriazioni per pubblica utilità -  Span√≤ Giuseppe - 2015-02-10

ESPROPRI ILLEGITTIMI E DANNO ERARIALE - T.A.R. Piemonte n. 1239/2014 - Giuseppe SPANÒ

Occupazione illegittima

Fonte di danno erariale

Il T.A.R. Piemonte, con la recente sentenza in commento, si sofferma lungamente sulle problematiche dell'occupazione illegittima, riconoscendo quest'ultima come fonte di danno erariale.
Il giudice amministrativo ricorda l'ormai consolidato principio giurisprudenziale secondo cui la realizzazione di un"opera pubblica su un fondo illegittimamente occupato, ovvero legittimamente occupato ma non espropriato nei termini di legge, non è di per sé in grado di determinare il trasferimento della proprietà del bene a favore della Amministrazione.
Il diritto di proprietà, d"altro canto, non può essere fatto oggetto di atti abdicativi, e quindi anche la richiesta di risarcimento formulata dal privato, finalizzata ad ottenere il mero controvalore del fondo compromesso dalla realizzazione dell"opera pubblica, ancorché interpretata quale manifestazione della volontà di rinunciare alla proprietà del fondo, non può valere a determinare in capo al privato la perdita di proprietà del fondo illegittimamente occupato dall"opera pubblica (TAR Piemonte, sez. I, sentenze citate).
Discende da quanto sopra che in tali casi solo un formale atto di acquisizione del fondo riconducibile ad un negozio giuridico, o ad un decreto espropriativo adottato all"esito di un rinnovato procedimento di pubblica utilità, ovvero, se del caso, ad un provvedimento ex art. 42 bis D.P.R. 327/01, può precludere la restituzione del bene: di guisa che, in assenza di un tale atto, è obbligo primario della Amministrazione quello di restituire il fondo illegittimamente appreso.
Correlativamente, mantenendo il privato la proprietà di quest"ultimo, egli non ha alcun titolo per chiedere un risarcimento commisurato alla perdita della proprietà o della disponibilità fondo, potendo invece agire per la restituzione di esso e per il risarcimento del danno conseguente al mancato godimento del bene durante il periodo di occupazione illegittima.
La restituito in integrum non può essere paralizzata dalla presenza dell"opera pubblica, la quale non dà titolo per opporre l"eccessiva onerosità della rimozione delle opere nel frattempo realizzate né per invocare il principio di cui al comma 2 dell"art. 2933 cod. civ.: infatti l"eccessiva onerosità di cui all"art. 2058 cod. civ. non è opponibile nelle azioni intese a far valere un diritto reale, il cui carattere assoluto non lascia margini a modalità di reintegrazione diverse da quella in forma specifica, salva diversa volontà del titolare (TAR Piemonte, sez. I. 30 agosto 2012, n. 985; Cass. Civ. sez. II n 2359/2012).
In conclusione secondo il T.A.R. Piemonte la Pubblica Amministrazione è tenuta a far cessare tale occupazione illecita in una delle forme attualmente previste dall"ordinamento (restituzione e risarcimento del danno; accordo col privato proprietario; decreto di acquisizione ex art. 42 bis D.P.R. n. 327/2001), anche perché la persistente occupazione abusiva non fa che aggravare l"entità del risarcimento del danno che l"Amministrazione sarà necessariamente chiamata a pagare al privato proprietario, e quindi, correlativamente, anche la consistenza del danno erariale causato da tale comportamento illecito.



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