Legislazione e Giurisprudenza, Espropriazioni per pubblica utilità -  Span√≤ Giuseppe - 2015-05-05

ESPROPRI ILLEGITTIMI E PROBLEMATICHE - T.A.R. Parma sez. I, 18/09/2014, n. 353 - Giuseppe SPANÒ

Espropriazioni illegittime

Non vi è l'obbligo da parte della P.A. di provvedere

Interruzione del possesso ad usucapionem maturato dall'Amministrazione


Il T.A.R. Parma con la sentenza in epigrafe si sofferma su due problematiche ricorrenti nell'ambito delle procedure espropriative illegittime.
La prima riguarda l'obbligo o meno da parte della P.A. di dover provvedere in merito ad una istanza da parte del privato con la quale si chiede all'amministrazione l'emanazione di un provvedimento di acquisizione ex art. 42 bis del D.P.R. n. 327 del 2001.
Sul punto il T.A.R. Parma ha ricordato che, essendo il silenzio inadempimento della pubblica amministrazione configurabile solo nei casi in cui alla presentazione di un'istanza corrisponda un obbligo giuridico di provvedere, non può configurarsi una simile ipotesi nel caso in cui il proprietario di un fondo illecitamente occupato chieda all'Amministrazione l'emanazione di un provvedimento di acquisizione ex art. 42 bis del D.P.R. n. 327 del 2001, poiché la norma invocata configura una facoltà e non un obbligo dell'Amministrazione, con la conseguenza che il Giudice amministrativo non può ordinare all'Amministrazione di adottare il provvedimento di acquisizione sanante né, tanto meno, può nominare un commissario ad acta che agisca in vece dell'Amministrazione.
La seconda problematica è relativa al tema dell'usucapione ventennale (ed in particolare alla sua eventuale interruzione).
Sul punto il Tribunale Amministrativo ha ritenuto che il proprietario di un'area illegittimamente occupata (che agisca in giudizio o che proponga domanda stragiudiziale nei confronti dell'Ente occupante) vanta un'unica complessa pretesa, fondata sullo ius omnes alios excludendi insito nel diritto di proprietà ai sensi dell'art. 832 c.c.. Tale pretesa può articolarsi nel petitum restitutorio e risarcitorio, ovvero soltanto in quello risarcitorio, laddove il bene sia stato irreversibilmente trasformato e l'Amministrazione intenda utilizzarlo per fini pubblicistici, ai sensi dell'art. 42 bis del D.P.R. n. 327 del 2001, discendendo da ciò che qualunque richiesta (risarcitoria, restitutoria ovvero di adozione di un provvedimento di acquisizione sanante), proposta in qualità di dominus del bene e fondata sul presupposto della illegittima protrazione della detenzione dello stesso da parte della P.A., vale ad escludere il presupposto applicativo dell'istituto della usucapione ventennale prevista dall'art. 1158 c.c.



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