Legislazione e Giurisprudenza, Espropriazioni per pubblica utilità -  Span√≤ Giuseppe - 2014-12-29

ESPROPRI: INDENNITÀ AGGIUNTIVA DELL'AFFITTUARIO - Cass. n. 14782/2014 - Giuseppe SPANÒ

Affittuario ed indennità aggiuntiva

Criteri di determinazione: valore agricolo medio relativo al tipo di coltura effettivamente praticato, che deve essere detratto dall'indennità ablativa quantificata in base al valore pieno di mercato del bene espropriato

La Prima sezione della Corte di Cassazione nella recente sentenza in commento si sofferma sull'indennità aggiuntiva dovuta all'affittuario analizzando le problematiche sorte dopo le note decisioni 348 e 349/2007 della Corte Costituzionale. Queste ultime hanno inciso sui criteri per la determinazione dell'indennizzo dovuto secondo il precetto contenuto nell'art. 42 Cost., all'espropriato nell'ipotesi di legittima ablazione degli immobili per la realizzazione di opere di p.u.: dichiarando incostituzionale per contrasto con il menzionato precetto e con quello dell'art. 117 Cost., il parametro riduttivo introdotto dalla L. n. 662 del 1996, art. 3, comma 65, per le aree edificatorie e perciò ripristinando la regola che detto indennizzo deve essere liquidato in misura corrispondente al suo valore venale.
La giurisprudenza tanto della Corte Costituzionale quanto di legittimità ha costantemente tratto dal ricordato precetto costituzionale i seguenti principi:
a) l'indennità per l'esproprio, essendo destinata a tener luogo del bene espropriato, è unica e non può superare in nessun caso il valore che esso presenta, in considerazione della sua concreta destinazione (il valore cioè che il proprietario ne ritrarrebbe se decidesse di porlo sul mercato della L. n. 2359 del 1865, ex art. 39);
b) il termine di riferimento dell'unica indennità è quindi rappresentato dal valore di mercato del bene espropriato, quale gli deriva dalle sue caratteristiche naturali, economiche e giuridiche, e soprattutto dal criterio previsto dalla legge per apprezzarle (cfr cass. n. 11782 del 2007; n. 2424 del 2008 n. 893 del 2012).
Pertanto secondo la Suprema Corte anche a privilegiare l'orientamento che ritiene tuttora applicabile in astratto la L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 2, agli affittuari ed equiparati pur nel caso di espropriazione di un fondo di natura edificatoria (in senso contrario cfr. Cass. n. 2552 del 2014), è certo che dopo la menzionata decisione n. 348/2007 della Consulta, l'indennizzo dovuto dall'affittuario va detratto dall'indennità ablativa quale ormai determinata a valore pieno di mercato (in tema cfr anche cass. n. 15744 del 2001; n. 11301 del 1996; n. 8978 del 1993), non potendo ad essa aggiungersi con illegittimo superamento del limite del valore venale.



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