Legislazione e Giurisprudenza, Procedura penale -  Redazione P&D - 2016-03-04

ESTRADIZIONE: CONSENSO E REVOCA DI MISURE CAUTELARI- Cass. Pen. n. 6870/16 - Carol COMAND

Nella pronuncia di seguito riportata si rileva, in particolar modo, per quanto concerne l'incontro tra interesse e volontà: 1) che il consenso del soggetto interessato dall'estradizione, non obbliga, di per sè, alla consegna e, 2) che, come prescritto, una valida rinuncia all'impugnazione richiede la presenza di idonea procura.

L"estradizione passiva, o per l"estero, è un istituto che trova applicazione quando uno stato ne venga richiesto, ai fini della consegna di determinato soggetto ad altro stato, ed è disciplinata anche dalla normativa interna.

Le norme di procedura, artt. 697-722 c.p.p., contemplano il divieto di estradizione ove questa non sia legalmente concessa ovvero non vi sia il consenso dell"estradando, che, ritualmente espresso, elimina la fase c.d. di garanzia giurisdizionale.

Nell"ipotesi in cui sia possibile prendere in considerazione il consenso del soggetto interessato, questo non obbliga comunque alla consegna, non incidendo sui poteri attribuiti al ministro.

Nel caso di specie, a seguito di istanza di revoca delle misure cautelari disposte nall"ambito del procedimento estradizionale, con la quale si chiedeva di dar corso all"estradizione e si manifestava la volontà di rinunciare alla proposta impugnazione avverso la relativa decisione della Corte d"appello, rilevato non essere pervenuta nessuna rinuncia da parte delle autorità, alla richiesta estradizione, considerata l'inidoneità della rinuncia al ricorso, si è altresì ritenuto non fosse venuta meno l"esigenza delle misure disposte.

Cassazione penale, sez. VI, 19/02/2016-22/02/2016, n. 6870 LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA PENALE

-omissis-

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

Letta  l'istanza  in data 14.1.2016 proposta ai sensi  dell'art.  299 c.p.p. nell'interesse di:

-omissis-,

attualmente   sottoposto   alla  misura   cautelare   degli   arresti domiciliari  nell'ambito di procedimento di estradizione  avviato  su richiesta della Repubblica di -omissis-.

Fatto OSSERVA Rilevato che con tale istanza il difensore - procuratore speciale del -omissis- ha chiesto la revoca della misura cautelare in atto e di dar corso alla richiesta dello Stato richiedente l'estradizione al fine di consentire al -omissis- di presentarsi presso il pubblico ministero e il Tribunale -omissis- procedenti, con contestuale rinuncia al ricorso per cassazione proposto avverso la sentenza della Corte d'Appello di -omissis- che ha dichiarato sussistere le condizioni per la consegna del  -omissis- alla Repubblica di -omissis-;
Rilevato altresì che la procura speciale allegata all'istanza non consente al difensore - procuratore speciale la rinuncia al ricorso in cassazione avverso la suddetta sentenza della Corte d'Appello di -omissis- e che non risulta la rinuncia delle autorità -omissis- alla richiesta estradizione;
Ritenuto che non è venuta meno l'esigenza di garantire che la persona della quale è domandata l'estradizione non si sottragga all'eventuale consegna.

PQM P.Q.M. Rigetta l'istanza.
Così deciso in Roma, il 19 febbraio 2016.
Depositato in Cancelleria il 22 febbraio 2016



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