Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Giovanni Sollazzo - 2015-03-05

ESTRADIZIONE: UN'IPOTESI DI MANCATA URGENZA PER LE MISURE CAUTELARI- C.d.S., sez. IV, n. 900/15 - Carol COMAND

- Provvedimento di estradizione del Ministro della giustizia

- impugnazione innanzi al giudice amministrativo e richiesta di emissione di misure cautelari

- il Consiglio di Stato, confermando l'ordinanza del T.a.r non ritiene sussistere la necessaria urgenza se la camera di consiglio è fissata in data anteriore alla cessazione della detenzione.

L'urgenza richiesta dall'art. 56 c.p.a. "presuppone l'esistenza di una situazione ad effetti irreversibili ed irreparabili" che non consenta attese sino alla data della camera di consiglio e tale non è ritenuto il periodo intercorrente tra il deposito del ricorso avverso il provvedimento di estradizione e l'imminente camera di consiglio ove il soggetto interessato sia in stato di detenzione.

E' possibile peraltro osservare che l'ipotesi riportata non toglie alcun valore a quanto affermato in una recente pronuncia della Corte di Cassazione -adita in riferimento ad una corretta applicazione dell'art. 708 c.p.p.- circa la difficoltà incontrata dal giudice amministrativo "investito di una richiesta di sospensione provvisoria avanzata dall'estradando" unitamente al ricorso avverso il provvedimento di estradizione "di escludere, vertendosi in materia di libertà personale, la ravvisabilità delle ragioni" legittimanti l'invocata sospensione (così Cass. Pen., sez. VI, n. 4338/15, attualmente consultabile presso il sito ufficiale della Corte).

Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Quarta)

Il Presidente

ha pronunciato il presente

DECRETO

sul ricorso numero di registro generale (omissis) del 2015, proposto da:
Ministero della Giustizia in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, Via dei Portoghesi 12;

contro

-OMISSIS-;

per la riforma

dell'ordinanza cautelare del T.a.r. Lazio - Roma: sezione I n. -OMISSIS-, resa tra le parti, concernente decreto di estradizione -OMISSIS- - verifica condizioni – mcp.

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visto l'art. 52 D. Lgs. 30.06.2003 n. 196, commi 1 e 2;

Vista l'istanza di misure cautelari monocratiche proposta dal ricorrente, ai sensi degli artt. 56 e 98, co. 1, cod. proc. amm.;

ritenuto che l"adozione del provvedimento cautelare d"urgenza presuppone l"esistenza di una situazione ad effetti irreversibili ed irreparabili tale da non consentir neppure di attendere il tempo intercorrente tra il deposito del ricorso e la prima camera di consiglio utile che nella fattispecie è calendarizzata per il prossimo (omissis) 2015;

che tale pregiudizio non acquista nell"intervallo anzidetto i caratteri della irreversibilità e della irreparabilità atteso che la camera di consiglio è anteriore alla cessazione della detenzione;

che, pertanto, difettano i presupposti di cui all"art. 56 del D.Lgs 2 luglio 2010 n. 104;

P.Q.M.

Respinge l"istanza di cui sopra.

Fissa, per la discussione, la camera di consiglio del (omissis) 2015.

Il presente decreto sarà eseguito dall'Amministrazione ed è depositato presso la Segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'art. 52, comma 1 D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, per procedere all'oscuramento delle generalità degli altri dati identificativi di parte appellata, manda alla Segreteria di procedere all'annotazione di cui ai commi 1 e 2 della medesima disposizione, nei termini indicati.

Così deciso in Roma il giorno 25 febbraio 2015.

Pronuncia tratta dal sito ufficiale della giustizia amministrativa.



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