Legislazione e Giurisprudenza, Pubblico impiego -  Santuari Alceste - 2014-07-10

EX IPAB COMUNI E FONDAZIONI – Corte Conti Piemonte 133/2014 – Alceste SANTUARI

La Corte dei Conti sezione regionale di controllo per il Piemonte, con delibera n. 133/2014/SRCPIE/PAR del 1 luglio 2014, ha risposto all"istanza di un sindaco che ha chiesto

  1. se le spese del personale trasferito al Comune allo scioglimento di un"IPAB ex ECA (nella specie una Casa di riposo) concorrono o meno al rispetto dei limiti imposti dall"art. 76, comma 7, del D.L. n. 112/2008, conv. nella L. n. 133/2008 e dall"art. 1, comma 557, della L. n. 296/2006;
  2. se sia possibile la creazione, da parte del Comune, di una fondazione per la gestione della suddetta Casa di riposo o se ciò risulti vietato dall"art. 9, comma 6, del D.L. n. 95/2012, conv. nella L. n. 135/2012.

In ordine al primo quesito, i giudici contabili, hanno osservato che nelle more tra la richiesta di parere e l"esame della stessa da parte della Sezione le disposizioni normative richiamate nel quesito sono state modificate dal legislatore. Invero, l"art. 76, comma 7, del D.L. n. 112/2008, conv. nella L. n. 133/2008 è stato abrogato dall"art. 3, comma 5, del D.L. 24 giugno 2014, n. 90/2014 ("Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l"efficienza degli uffici giudiziari"), che ricordiamo recita quanto segue:

"Art. 3 (Semplificazione e flessibilità nel turn-over), comma 5: Negli anni 2014 e 2015 le regioni e gli enti locali sottoposti al patto di stabilita' interno procedono ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 60 per cento di quella relativa al personale di ruolo cessato nell'anno precedente. Resta fermo quanto disposto dall'articolo 16, comma 9, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135. La predetta facolta' ad assumere e' fissata nella misura dell'80 per cento negli anni 2016 e 2017 e del 100 per cento a decorrere dall'anno 2018. Restano   ferme   le disposizioni previste dall'articolo 1, commi 557, 557-bis e 557-ter, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. A decorrere dall'anno 2014 e' consentito il cumulo delle risorse destinate alle assunzioni per un arco temporale non superiore a tre anni, nel rispetto   della programmazione del fabbisogno e di quella finanziaria e contabile. L'articolo 76, comma 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e' abrogato. Le amministrazioni di cui al presente comma coordinano le politiche assunzionali dei soggetti di cui all'articolo 18, comma 2-bis, del citato decreto-legge n. 112 del 2008 al fine di garantire anche per i medesimi soggetti una   graduale  riduzione   della percentuale tra spese di personale e spese correnti." Alla luce di questa e di altre disposizioni vigenti, la Corte segnala che "permane in capo all"Ente locale, nell"assetto normativo attuale, il limite assunzionale: esso risulta fissato, dal comma 5 dell"art. 3 del D.L. n. 90/2014, in una percentuale di spesa relativa al personale di ruolo cessato nell"anno precedente." A ciò i giudici contabili hanno aggiunto che "[p]ermane altresì, nell"art. 1, commi 557 e ss., della L. n. 296/2006, sia l"obbligo di riduzione delle spese di personale, anche con riferimento all"incidenza percentuale delle spese di personale rispetto al complesso delle spese correnti, sia il concetto "lato" delle spese di personale, come tale ricomprendente "quelle sostenute per tutti i soggetti a vario titolo utilizzati, senza estinzione del rapporto di pubblico impiego, in strutture e organismi variamente denominati partecipati o comunque facenti capo all'ente".

Per quanto riguarda il processo di reinternalizzazione, i giudici contabili piemontesi hanno richiamato la deliberazione n. 4/2012 della Sezione Riunite della Corte dei Conti, con la quale si è stabilito che "l"Ente locale, in caso di reinternalizzazione di servizi precedentemente affidati a soggetti esterni, non possa derogare alle norme introdotte dal legislatore statale in materia di contenimento della spesa per il personale, trattandosi di disposizioni, di natura cogente, che rispondono a imprescindibili esigenze di riequilibrio della finanza pubblica per ragioni di coordinamento finanziario, connesse ad obiettivi nazionali ancorati al rispetto di rigidi obblighi comunitari."

Considerando la specifica domanda rivolta dal Sindaco riguardante le (ex) IPAB, la sezione regionale ha inteso ricordare che proprio l"art. 3, comma 5, del D.L. n. 90/2014 richiama la previsione dell"art. 18, comma 2bis, del D.L. n. 112/2008, conv. nella L. n. 133/2008, che, nell"attuale testo, così dispone: "2-bis. Le aziende speciali, le istituzioni e le societa' a partecipazione pubblica locale totale o di controllo si attengono al principio di riduzione dei costi del personale, attraverso il contenimento degli oneri contrattuali e   delle   assunzioni   di personale. A tal fine l'ente controllante, con proprio atto di indirizzo, tenuto anche conto delle disposizioni che stabiliscono, a suo carico, divieti o limitazioni alle assunzioni di personale, definisce, per ciascuno dei soggetti di cui al precedente periodo, specifici criteri e modalita' di attuazione del principio  di contenimento dei costi del personale, tenendo conto del settore in cui ciascun soggetto opera. Le aziende speciali, le istituzioni e le societa' a partecipazione pubblica locale totale o di controllo adottano tali indirizzi con propri provvedimenti e, nel caso del contenimento degli oneri contrattuali, gli stessi vengono recepiti in sede di contrattazione di secondo livello fermo restando il contratto nazionale in vigore al 1º gennaio 2014. Le aziende speciali e le istituzioni che gestiscono servizi socio-assistenziali ed educativi, scolastici e per l'infanzia, culturali e alla persona (ex IPAB) e le farmacie sono escluse dai limiti di cui al precedente periodo, fermo restando l'obbligo di mantenere un livello dei costi del personale coerente rispetto alla quantita' di servizi erogati. Per le aziende speciali cosiddette multiservizi le disposizioni di cui al periodo precedente si applicano qualora l'incidenza del fatturato dei servizi esclusi risulti superiore al 50 per cento del totale del valore della produzione." (su questo specifico argomento si veda l"articolo pubblicato su questo sito dal titolo "LE NOVITA" DEL D.L. 66/2014 PER SOCIETA" PUBBLICHE, AZIENDE SPECIALI EX IPAB). Alla luce del contesto normativo qui richiamato, la Corte ritiene dunque che:

  1. in caso di scioglimento di un"IPAB con reinternalizzazione del personale al Comune, si applichino i limiti in materia di contenimento della spesa di personale sopra indicati;
  2. nel caso di gestione del servizio casa di riposo tramite azienda speciale o altra istituzione possa valere la deroga di cui all"art. 18, comma 2bis, del D.L. n. 112/2008, conv. nella L. n. 133/2008, sopra citato.

In ordine al secondo quesito posto dal Sindaco, relativo alla possibilità o meno da parte del Comune di costituire una fondazione per la gestione della casa di riposo, richiamando precedenti deliberazioni (si veda in argomento il recente contributo pubblicato su questo sito dal titolo ""GLI ENTI LOCALI POSSONO COSTITUIRE FONDAZIONI DI PARTECIPAZIONE – Corte Conti Veneto 345/14"), conferma che l"art. 1, comma 562, lett. a), legge di Stabilità 2014 (l. 27 dicembre 2013, n. 147) ha abrogato il divieto introdotto dall"art. 9, comma 6, del D.L. n. 95/2012, conv. nella L. n. 135/2012, che faceva divieto "agli Enti locali di istituire enti, agenzie e organismi comunque denominati e di qualsiasi natura giuridica, che esercitino una o più funzioni fondamentali e funzioni amministrative loro conferite ai sensi dell"art. 118 Cost."

Conseguentemente, la Sezione ribadisce che non sussiste "un divieto "a monte" per l"Ente locale di istituire una fondazione per la gestione di una Casa di riposo", ma che comunque il Comune deve valutare attentamente le implicazioni giuridico-organizzative sottese ad una simile eventuale decisione.



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