Legislazione e Giurisprudenza, Reato -  Mastronardi Viola - 2015-05-19

FALSO DOCUMENTALE: IL LIMITE CON IL REATO DI TRUFFA – Cass. pen. 19040/15 - V. MASTRONARDI

- reato di falso commesso dal privato in certificazioni o autorizzazioni amministrative

- quando l'esposizione della fotocopia di un"autorizzazione rileva penalmente

- la fotocopia di un documento originale, priva di qualsiasi attestazione di originalità, non integra il

reato di falso documentale, potendo rimanere integrato il solo delitto di truffa

La Corte di Appello di Milano, confermando il giudizio espresso, dai giudici di merito, nella sentenza di primo grado confermava la condanna a carico di Tizio, per i reati di cui agli artt. 477-482 c.p., per aver contraffatto ed utilizzato un pass per invalidi idoneo ad acctdere ad una zona a traffico limitato della città.

Tuttavia, in senso contrario, la V sezione della Suprema Corte di Cassazione ha affermato che " la fotocopia di un documento originale, se priva di qualsiasi attestazione che ne confermi la sua originalità, non integra alcun reato di falso documentale, potendo rimanere integrato il solo delitto di truffa ove si riscontrasse l'attitudine della fotocopia a trarre in inganno terzi".

Più precisamente, al ricorrente veniva contestato, non soltanto la duplicazione del suddetto permesso e, di conseguenza, l'esposizione dello stesso nell'autovettura bensí l'aver realizzato una fotocopia a colori dell"autorizzazione amministrativa in questione . É in questo senso che, secondo i giudici di prime cure, Tizio aveva poeto in essere una evidente contraffazione del documento.

I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso dell'imputato ribadendo un ormai consolidato orientamento giurisprudenziale secondo il quale "l'alterazione della copia fotostatica di un documento, priva di attestazione di autenticità, esibita come tale e senza farla valere come originale, non integra il reato di falsità materiale; ciò in quanto la copia, pur avendo la funzione di assumere l'apparenza dell'originale, mantiene la sua natura di mera riproduzione e non può acquisire valenza probatoria equiparabile a quella di un documento originale, se non attraverso l'attestazione di conformerà legalmente appostavi.

Il Supremo Collegio ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata.



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