Legislazione e Giurisprudenza, Licenziamento -  Tarantino Gianluca - 2015-07-11

FALSO PROFILO FACEBOOK E CONTROLLO DEL LAVORATORE - Cass. 10955/2015 - Gianluca TARANTINO

La creazione, da parte di preposto aziendale e per conto del datore di lavoro, di un falso profilo facebook, al fine di effettuare un controllo sull"attività del lavoratore, già in precedenza allontanatosi dalla postazione lavorativa per parlare al cellulare, esula dal divieto di cui all"art. 4 dello Statuto dei lavoratori, trattandosi di controllo difensivo, volto alla tutela dei beni aziendali, insuscettibile di violare gli obblighi di buona fede e correttezza in quanto mera modalità di accertamento dell"illecito comportamento del dipendente.

Questo è il principio stabilito dalla Cassazione, con la sentenza n. 10955 del 27 maggio 2015 (Pres. Vidiri, Rel. Doronzo), riaffermando la legittimità dei controlli "occulti", qualora diretti all'accertamento di illeciti diversi dal mero inadempimento della prestazione lavorativa, sotto il profilo qualitativo e quantitativo. Secondo il S.C., in particolare, la creazione di un falso profilo facebook da parte del responsabile delle risorse umane (profilo di una donna) con il quale si è accertata la reiterata condotta del lavoratore di svolgere chat e conversazioni con tale profilo, non è lesiva del principio di buona fede e correttezza, in quanto idonea alla verifica di eventuali illeciti da parte del dipendente; tanto più che, nei giorni precedenti, il lavoratore si era assentato dal posto di lavoro per effettuare una telefonata privata non rilevando un guasto in una pressa, che poi si era bloccata, con danni per il patrimonio aziendale.



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