Legislazione e Giurisprudenza, Filiazione, potestà, tutela -  Cardani Valentina - 2015-05-12

FAMIGLIA DI FATTO: OLTRE LE REGOLE, LE SCELTE E I PREGIUDIZI CÈ LINTERESSE DEL MINORE - Trib. Palermo 02/04/2015 – V. C.

- Coppie di fatto - omosessuali

- Affidamento minori / diritti di visita

- Superiore interesse minori

Ormai il tema delle famiglie cd. "atipiche" è sempre più attuale ed attuali sono le problematiche connesse alle loro dinamiche – affatto diverse da quelle che affliggono le famiglie "razionali".

Si segnala a tale proposito la sentenza in commento del Tribunale di Palermo, in particolare per la sua sensibilità nei confronti dell"interesse del minore che, indipendentemente dalla configurazione dei rapporti dei genitori, deve essere sempre e comunque prevalente.

Il caso

La vicenda in esame prende le mosse dal ricorso presentato da una donna nei confronti della ex compagna al fine di veder riconosciuto il proprio diritto a crescere e comunque mantenere vivi i rapporti con i bambini della coppia.

Ed infatti, nel corso della vita assieme, le due donne, mosse dal desiderio di avere una famiglia, ricorrevano alla procreazione assistita, grazie alla quale realizzavano il proprio desiderio con la nascita di due gemelli.

La coppia successivamente ricorreva al Tribunale per i Minorenni affinchè venisse riconosciuto il ruolo di genitore ad entrambe e non solamente alla madre biologica. Il ricorso veniva rigettato, con la conseguenza che alcuna rilevanza era attribuita alla famiglia di fatto instaurata ed alla "seconda mamma".

Senonchè, la relazione affettiva tra le due donne dopo alcuni anni terminava così che, in assenza di accordo tra le genitrici, la "mamma bis" si vedeva costretta ad agire in Tribunale per veder riconosciuto il proprio ruolo nella crescita dei due bambini.

La decisione

Il Tribunale di Palermo, nella sentenza in commento, dopo aver esaminato le eccezioni di incompetenza territoriale, incompetenza del Tribunale ordinario in favore dei Tribunale per i Minorenni e l"eccezione di "ne bis in idem", rigettandole, negava la sussistenza in capo all"attrice della legittimazione ad agire.

Secondo il Magistrato adito, infatti, alla ricorrente mancava ab origine il riconoscimento della cd. responsabilità genitoriale, propria delle mamme e dei papà biologici o adottivi, con conseguente insussistenza di ogni diritto – ma anche di qualsivoglia obbligo – nei confronti dei figli minori della ex compagna.

Soggetto necessario del procedimento, osserva il giudicante, è tuttavia anche il PM, soggetto questo con un ruolo di carattere pubblicistico posto alla tutela degli interessi, nel caso specifico, dei minori, che, in difetto, potrebbero essere pregiudicati dalle decisioni prese in loro vece dai genitori.

E così, il Tribunale di Palermo, disposta l"audizione dei minori mediante nomina di un consulente tecnico, riconosceva la sussistenza di un nucleo familiare di fatto composto dalle due donne e dai bambini della coppia; riconosceva altresì il rapporto affettivo in essere tra la ricorrente e i minori, paragonabile a quello tra un bambino e la madre.

Da un punto di vista giuridico, l"art. 337ter c.c., nell"attribuire il diritto al minore di avere rapporti continuativi con entrambi i genitori non può essere interpretato restrittivamente con solo riferimento alla coppia genitoriale "tradizionale".

In primo luogo, ad una tale considerazione il Giudice perviene dando pienamente rilievo all"interesse del minore, principio questo tutelato già in ambito sovranazionale e recepito nel nostro ordinamento.

Alla luce poi dei principi contenuti nella Carta di Nizza e nella CEDU, l"art. 337ter c.c. deve ritenersi applicabile anche alla famiglia di fatto ed al genitore "sociale", a prescindere da vincoli di sangue o stabiliti per legge.

Rilevata dunque la sussistenza di una relazione familiare e la sussistenza di un preminente interesse a salvaguardare la crescita e lo sviluppo dei minori coinvolti, non può che discendere il riconoscimento, anche in caso di separazione della coppia omosessuale, di un diritto di visita in capo al genitore non affidatario.



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