Risarcire sino in fondo le vittime,
proteggere le persone fragili, far respirare i nuovi diritti

Famiglia, relazioni affettive / rapporti personali fra coniugi

02/06/16

Dal delitto d’onore al bondage. La giurisprudenza nel talamo nuziale – di Valeria Cianciolo

Introduzione

Le questioni di letto sono privatissime e la legge non si dovrebbe occupare di questioni così personali come i rapporti fisici fra i coniugi; tuttavia così non è, stando alla copiosa giurisprudenza di merito e di legittimità sul punto.

I problemi legati ai rapporti sessuali sono senza dubbio frequenti, ma difficilmente la cosiddetta “comunione materiale” come la definisce il codice, costituisce il motivo reale della separazione: spesso sono latenti la perdita di stima, di affetto, e se tra i coniugi manca un’intesa psichica, certamente sparisce anche il desiderio di un incontro ...

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04/11/15

VIOLENZA SESSUALE: SUSSISTE ANCHE SE L’INTIMIDAZIONE È PSICOLOGICA”- Emanuela FOLIGNO

“VIOLENZA SESSUALE: SUSSISTE ANCHE SE L’INTIMIDAZIONE È PSICOLOGICA”- Emanuela FOLIGNO

Cass. Pen. N. 42993 del 26 ottobre 2015

 

Il caso riguarda  maltrattementi e violenza sessuale perpetrati da un uomo in danno della moglie.

Per tali reati l’uomo è stato condannato in primo grado alla pena di quattro anni e otto mesi di reclusione, pena che la Corte d’Appello ha ridotto a quattro anni.

 

L’imputato ricorre in Cassazione dolendosi dell’ errata decisione e del vizio della motivazione in relazione al reato di violenza ...

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19/01/15

“RAPPORTI TRA LA MEDIAZIONE FAMILIARE E IL PROCESSO” - Maria TANGARI

Diritto civile e processo

L'affidamento condiviso e il fondamentale ruolo che può avere la mediazione familiare

Mediazione familiare ed altre tipologie da non confondere

 

a) Il ruolo della mediazione familiare nell'affidament ...

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31/12/14

"MEDIAZIONE FAMILIARE: ALCUNE RIFLESSIONI” - Maria TANGARI

Famiglia e mediazione dei conflitti

L'utilità e le caratteristiche della mediazione familiare

Una valida alternativa per risolvere la conflittualità tra i coniugi

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22/10/14

CASSAZIONE: ANCHE SE LO STUPRO è COMPLETO LA PENA PUò ESSERE RIDOTTA (Cass. Penale n. 39445/2014)- Stefania TONUTTI

In base ad una recente sentenza, per la Cassazione è possibile concedere delle attenuanti agli uomini accusati di violenza carnale "completa".

Il caso sta sollevando numerose polemiche.

I fatti: con sentenza del 7/10/2013 la Corte d'Appello  di Venezia ha confermato la sentenza del G.i.p di Vicenza di conndanna di un uomo per i reati di cui agli artt. 572 e 609 bis c.p. (articoli che rispondono ai reati rispettivamente di  maltrattementi in famiglia e violenza sessuale) ai danni della moglie. La medesima Corte d'Appello aveva quindi rigettato la richiesta (effettuata dal difensore del reo) di applicare l'attenu ...

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14/05/14

"OMOSESSUALITA' CONIUGE, ADDEBITO E AFFIDO - Trib. Milano 19 marzo 2014" - Maria CARIELLO

La sentenza del Tribunale di Milano sez. IX civ.del 19 marzo 2014 (Pres. Servetti, est. O. Canali), si colloca nel solco, tracciato dalla Suprema Corte (Cass. civ. 601/13), secondo cui si tratta di "un mero pregiudizio" il ritenere che "sia dannoso per l'equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale"..

Senza cedere all'utilizzo di parametri astratti, apprezziamo la decisione in commento nel vagliare tutti gli interessi coinvolti, primariamente il best interest del minore e secondariamente il contesto sociale nel quale le persone coinvolte si trovano ad interagire. ...

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20/10/12

"MALTRATTARE LA MOGLIE CASALINGA E' REATO Cass. 40485/2012" - Maria Rita MOTTOLA

La Cassazione, con la sentenza in commento, conferma il consolidato orientamento che riconosce il sussistere della fattispecie criminosa del reato di maltrattamenti in condotte ingiuriose e umilianti. Non solo le percosse o le violenze fisiche sono penalmente rilevanti ma anche le offese, le prevaricazioni, le vessazioni.

"Comportamenti volgari, irriguardosi e umilianti, caratterizzati da una serie indeterminata di aggressioni verbali ed ingiuriose abitualmente poste in essere dall'imputato nei confronti del coniuge, possono configurare il reato di maltrattamenti quando essi realizzino un regime di vita avvilente e morti ...

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25/09/12

“NON VOLERE FIGLI NON GIUSTIFICA IL TRADIMENTO DEL MARITO” - Cass. civ. n. 16089/2012 – Stefano ROSSI

Addebito o non addebito, è questo il dilemma.

A risolverlo hanno tentato le corti di merito con esito opposti, infatti, mentre il Tribunale pronunciava la separazione con addebito per il marito, contrariamente, la Corte d’Appello ha riformato la sentenza graziandolo dall’addebito.

Per quale motivo ? Che il marito fosse fedifrago era provato, concretamente e con certezza, avendo questi intrapreso una relazione clandestina con un’altra donna già dal 2003, tuttavia la scelta del coniuge di venir meno ai suoi doveri era stat ...

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05/09/12

“MATRIMONIO NULLO PER DISTURBO DELLA PERSONALITÀ” – Cass. 8772/12

Nullità prima confermata dal Tribunale ecclesiastico e poi riconosciuta dallo Stato italiano e dichiarata, quindi, efficace.

"La pronuncia si fonda sull’incapacità dell’uomo di assumersi i doveri derivanti dal matrimonio. Il terzo grado ha riconosciuto i motivi fondanti la pronuncia nella rigidezza, intolleranza, difficoltà di espressione degli affetti i quali costituiscono un disturbo della personalità indipendentemente dal livello culturale, dall’estrazione sociale o dall’attività professionale incidendo negativamente sulla sfera volitiva e sui processi psico-affettivi, rendendolo inidoneo a realizzare un r ...

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28/06/12

“NON COMPARABILE LA CONDOTTA VIOLENTA DEL CONIUGE” – Cass. 8928/2012 - Andrea BELOTTI

Il giudice, nel caso si trovi di fronte a una condotta violenta tenuta dal marito nei confronti del coniuge, è esonerato dalla comparazione di tale condotta con il comportamento  della moglie vittima, nell'adozione dei relativi provvedimenti.

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25/06/12

"FAMIGLIA E RESPONSABILITA’ CIVILE" -Lecco, 6 luglio 2012

L'Ordine degli Avvocati di Lecoo organizza il convegno "FAMIGLIA E RESPONSABILITA’ CIVILE" -Lecco, 6 luglio 2012, Relatore il Prof. Paolo Cendon. L'incontro si terrà Venerdì 6 luglio 2012 dalle ore 15.00 alle ore 18.00 (ore 14.30 Registrazione partecipanti). Presso: "Sala Don Ticozzi", Via Ongania n.4, Lecco. La partecièpazione al Seminario è gratuita e darà diritto a n. 3 crediti formativi.

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01/11/11

Trib. Roma, I sez. civ., 13 settembre 2011, g. u. Mauro - "LA MOGLIE OSTACOLA LA FREQUENTAZIONE PADRE-FIGLIO: DANNO NON PATRIMONIALE" - Natalino SAPONE

Il Tribunale di Roma, I sez. civ., 13 settembre 2011, g. u. Mauro, ha risarcito il danno non patrimoniale subito da un marito separato a causa del comportamento della moglie, affidataria del figlio, la quale ha reiteratamente ostacolato la frequentazione padre-figlio. Il Tribunale ha determinato il danno in misura pari ad € 50.000,00. 

Secondo il Tribunale, la moglie è venuta meno al fondamentale dovere, morale e giuridico, di non ostacolare la partecipazione dell'altro genitore alla crescita ed alla vita affettiva del figlio; il comportamento della moglie integra la lesione del diritto personale del marito alla genitorialità, avendo comportato nell'uomo una forte sofferenza per non avere potuto assolvere ai doveri verso il figlio e per non aver potuto godere della presenza e dell'affetto del piccolo. 

Convince il risultato finale, non così la motivazione, a causa della: 
a) sovrapposizione tra il piano dell’ingiustizia e quello del pregiudizio;
b) assenza di criteri che consentano la verificabilità della determinazione del danno;
c) assenza di riferimenti alle categorie/voci, ed in particolare al danno esistenziale.




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05/07/11

"IL TRADIMENTO, BRANI DA SIMONE DE BEAUVOIR" - E.P.

da Simone de Beauvoir, Una donna spezzata, Einaudi, Torino, 1988

Monique e Maurice sono una coppia di mezz’età sposata da più di vent’anni; hanno due figlie grandi che ormai vivono fuori casa, una quotidianità nella quale condividono cibi, sonni, veglie, musica, libri. La donna avverte però da un po’ di tempo, forse dall’ultima vacanza fatta insieme, un certo distacco da parte di Maurice, una nuova e reiterata ossessione per il lavoro. Così una sera, dopo un rientro a casa particolarmente tardivo, pone al marito la fatidica domanda; se ci sia un’altra donna.

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14/10/10

Cass civ sez I 14 ottobre 2010 n. 21245 pres Luccioli rel Cultrera - " SEPARAZIONE - ADDEBITO " . mc

 La violazione dell’obbligo di fedeltà coniugale giustifica ex se l’addebito della separazione al coniuge responsabile, a meno che non risulti che comunque non abbia avuto incidenza causale nel determinare la crisi coniugale, siccome già preesisteva un menage solo formale. 

Secondo l’art. 4 della legge n. 898 del 1970, il Presidente del tribunale, in caso di infruttuosità del tentativo di conciliazione, ha il potere di adottare i provvedimenti temporanei ed urgenti che ritenga opportuni nell’interesse dei coniugi e della prole. Tale potere può essere esercitato anche per la regolazione dei rapporti patrimoniali, stabilendo in via provvisoria la spettanza e la misura dell’assegno divorzile. Il provvedimento presidenziale non si cumula con il titolo formato in sede di separazione, ma si sovrappone ad esso, costituendo dalla data della sua emissione l’unica disciplina regolatrice dei rapporti tra i coniugi.

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25/01/10

Trib. Rimini, decr. 25 gennaio 2010, pres. est. Talia – "TRASFERIMENTO UNILATERALE DEL MINORE, CONTRASTO TRA I GENITORI, COMPETENZA TERRITORIALE" – Antonio COSTANZO

In caso di trasferimento della residenza del minore attuato da uno solo dei genitori coaffidatari nonostante il dissenso, espresso o tacito, dell'altro, ai sensi del combinato disposto degli artt. 710 e 709-ter, co. 1, c.p.c., la competenza territoriale inderogabile spetta al tribunale del luogo della pregressa residenza abituale del minore (ossia a quello che avrebbe dovuto risolvere in via preventiva il conflitto), qualora il ricorso per la modifica delle condizioni di separazione sia presentato entro un arco temporale variabile ma orientativamente compreso tra un minimo di tre mesi ed un massimo di un anno, considerati i criteri di cui agli artt. 9 e 10, Regolamento n. 2201/2003/CE (nel caso di specie, il tribunale, sul ricorso della madre, ha dichiarato la propria incompetenza territoriale nonché la litispendenza, in relazione al giudizio già promosso dal padre davanti al tribunale di Bologna subito dopo il mutamento di residenza attuato in via di fatto dall'altro genitore).

Massima e commento già pubblicati in Fam. Pers. Succ., 2010, 4, 311

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27/01/10

"LA MEDIAZIONE FAMILIARE TRA REALTÀ E PROGETTUALITÀ" - Antonio SCALISI

La mediazione familiare è un tipo di intervento volto alla riorganizzazione delle relazioni familiari e alla risoluzione o attenuazione dei conflitti in caso di separazione o di divorzio. Il percorso di mediazione rappresenta una valida alternativa alla tradizionale via giudiziaria: il suo scopo è quello di consentire ai coniugi che scelgono di porre fine al proprio vincolo matrimoniale di raggiungere, in prima persona, degli accordi di separazione e di essere artefici della riorganizzazione familiare che andrà a regolare la vita futura loro e dei loro figli. 
Per illustrare i profili giuridici di tale istituto si propone all'attenzione del lettore la relazione tenuta dal Prof. Scalisi in occasione del convegno "La mediazione familiare tra l’essere e il divenire" tenuto il 26 gennaio presso la Provincia di Messina.

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19/10/09

"ILLECITO ENDOFAMILIARE: DANNO ESISTENZIALE TRA CONIUGI"- Massimo DRAGONE

1. Figura - generalità
Con l’espressione illecito endofamiliare si intende l’illecito commesso da un familiare a danno di altro soggetto appartenente alla medesima cerchia domestica; in tal modo differenziandosi dall’illecito esofamiliare, ove l’illecito è commesso da un terzo estraneo a danno di uno dei componenti del nucleo familiare.
Si parla di mobbing anche in seno alla famiglia, distinguendosi tra quello “orizzontale” (soprattutto nel caso di violenza tra coniugi) e “verticale” (concernente i rapporti tra genitori e la prole).  

Oggi, a seguito dell’evoluzione legislativa (art. 709 ter c.p.c., introdotto dalla L. 542006 che ha canonizzato il risarcimento danni a carico del genitore responsabile di “gravi inadempienze o comunque di atti che arrechino comunque pregiudizio al minore od ostacolino le modalità di affidamento”) e giurisprudenziale, non vi è dubbio che l’illecito endofamiliare dia luogo a risarcimento dei danni a favore della vittima.
Tuttavia per anni la situazione è stata profondamente diversa, in quanto l’illecito civile commesso all’interno della famiglia rimaneva confinato nella mura domestiche e le azioni di risarcimento danni per gli illeciti endofamiliari erano rarissime.
La giurisprudenza era contraria, ma prima ancora erano gli stessi danneggiati – soggetti deboli, ad essere restii a promuovere le azioni risarcitorie.
Si diceva: “la famiglia è un’isola che può essere solo lambita dal diritto” e l’ordinamento non pone regole per garantirla contro la volontà degli interessati che non deve intromettersi nelle vicende di natura familiare. Altro argomento invocato a sostegno della negazione del risarcimento del danno nell’ambito dei rapporti familiari era costituito dalla incoercibilità dell’adempimento dei cosiddetti doveri coniugali. 

Come è stato acutamente osservato i doveri coniugali, specialmente quelli di carattere personale, si distinguono dalle obbligazioni contrattuali, non solo per il carattere non patrimoniale di tali prestazioni, ma soprattutto per la loro infungibilità e per l’impossibilità di darvi esecuzione in forma specifica in caso di inadempimento da parte del soggetto che ne è tenuto.
La situazione così descritta è profondamente cambiata nel corso degli anni a seguito delle riforme legislative, del mutamento dei costumi e della stessa concezione della famiglia, non più intesa come istituzione chiusa, disciplinata da regole interne dettate dai suoi stessi componenti, bensì come formazione fondata sulla “uguaglianza” e sulla reciproca solidarietà dei suoi membri tutti portatori di autonomi diritti soggettivi meritevoli di tutela giuridica. 

La dottrina e la giurisprudenza hanno così iniziato a riconoscere l’esistenza di “nuovi danni” all’interno della famiglia, anche in considerazione della centralità assunta dalla persona nell’universo giuridico, sia come singolo, sia nell’ambito delle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, prima tra tutte la famiglia.

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26/06/09

"NON ESISTE IL DIRITTO ALL'AMPLESSO - LA CASSAZIONE CONDANNA UN MARITO" - Grazia LONGO

La libertà, anche a letto, prima di tutto. 
Chi costringe la moglie a troppi rapporti sessuali nonostante il suo rifiuto, si mette contro la legge. Peggio, rischia di finire dritto in carcere perché l’imposizione, con comportamenti dispotici e minacciosi, viene equiparata allo stupro.
La sentenza della Cassazione numero 26345 è a suo modo rivoluzionaria.

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19/03/09

Cass. civ., sez. I, 19 marzo 2009, n. 6697, pres. Luccioli, rel. Salvago – "LUI TACE L'IMPOTENZA, LEI LO TRADISCE (UNA SOLA VOLTA): INGIUSTO ADDEBITARE LA SEPARAZIONE ALLA MOGLIE"

Di fronte ad un comportamento contrario ai doveri del matrimonio da parte di entrambi i coniugi, la condotta dell’uno non può essere giudicata senza un suo raffronto con quella dell’altro, perché solo tale comparazione consente di riscontrare se e quale incidenza le stesse abbiano rivestito, nel loro reciproco interferire, nel verificarsi della crisi coniugale. Il monito arriva dalla Cassazione ed è rivolto a tutti quei giudici di merito che, nel decidere se ed a chi addebitare la separazione, dovranno procedere ad un accertamento rigoroso che tenga conto di una valutazione complessiva del comportamento di ambedue i consorti.

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15/01/09

Cass., civ., sez. I, 15 gennaio 2009, n. 814, pres. Luccioli, rel. Fioretti - "SESSO PROTETTO E NIENTE FIGLI RENDONO NULLE LE NOZZE CONCORDATARIE"

Il matrimonio concordatario può essere annullato se i coniugi hanno rapporti protetti per non avere figli. Ciò anche se la scelta della coppia è dovuta ad evitare la trasmissione di una malattia contagiosa.

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