Legislazione e Giurisprudenza, Servizi sociosanitari, volontariato -  Santuari Alceste - 2013-12-09

FARMACI CON RICETTE SOLO IN FARMACIA – Corte UE DA C-159/12 A 161/12 – Alceste SANTUARI

"FARMACI CON RICETTE SOLO IN FARMACIA – Corte UE DA C-159/12 A 161/12" – Alceste SANTUARI

Aderendo a quanto già segnalato dall"Avvocato Generale (cfr. su questo sito http://www.personaedanno.it/index.php?option=com_content&view=article&id=43492&catid=134&Itemid=381&mese=09&anno=2013), la Corte Ue, con la sentenza 5 dicembre 2013, ha confermato che la normativa italiana riguardante le farmacie non è in contrasto con la disciplina comunitaria.

I giudici di Lussemburgo, pur riconoscendo che in linea di principio, la dispensazione dei farmaci con ricetta nelle sole farmacie (autorizzate) potrebbe risultare restrittiva per la libertà di stabilimento di altri operatori (quali le parafarmacie) (art. 49 TFUE), hanno tuttavia riconosciuto che tale restrizione può essere derogata. Quando tale deroga è giustificata? Quando si è in presenza di ragioni imperative di interesse generale, che siano atte a garantire la realizzazione dell"obiettivo perseguito e che non vadano oltre quanto necessario al raggiungimento dello stesso.

E nel caso di specie, la realizzazione degli obiettivi di interesse generale che possono finanche costituire un"eccezione al principio della libertà di stabilimento e di non discriminazione è rappresentata dalla normativa italiana che intende perseguire l"obiettivo di garantire alla popolazione un rifornimento di medicinali sicuro e di qualità, scopo che viene fatto rientrare nell"obiettivo più generale di tutela della salute.

A monte, quindi, la programmazione stabilita dalla normativa nazionale in ordine all"apertura delle farmacie è considerata dai giudici europei quale presupposto per assicurare ai cittadini un rifornimento "equilibrato". La Corte, al riguardo, ribadisce che "accettare la situazione auspicata dalle ricorrenti dei procedimenti principali, in base alla quale sarebbe possibile vendere nelle parafarmacie determinati medicinali soggetti a prescrizione medica, equivarrebbe a poter commercializzare tali medicinali senza osservare il requisito della pianificazione territoriale. Pertanto, gli interessati potrebbero stabilirsi in ogni luogo e a proprio piacere". Libertà di stabilimento, questa, che i giudici non sono in grado di riconoscere, in quanto l"attività è collegata alla realizzazione di un obiettivo di interesse generale (la tutela della salute) che dunque deve ammettere restrizioni (sotto forma di autorizzazioni preventive) sia nel numero delle farmacie gestite sia nella quantità dei prodotti dispensati.

La sentenza in parola, che deve essere collocata in un alveo interpretativo che, in questi ultimi anni, ha avuto spesso ad oggetto la configurazione del servizio farmaceutico (non solo italiano), sembra in ultima analisi confermare un principio su cui si regge l"intero sistema sanitario nazionale: le farmacie rimangono, almeno per quanto riguarda la dispensazione dei farmaci con prescrizione medica, le uniche "unità di offerte" autorizzate.

E ciò potrebbe invero rafforzare la funzione di counseling che il farmacista è chiamato a svolgere in un ambito di azioni ed interventi sempre più complesso e "sensibile" che richiede l"apporto di tutte le professioni medico-sanitarie nella realizzazione di un"efficace ed effettiva tutela del cittadino-utente-paziente.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati