Legislazione e Giurisprudenza, Servizi sociosanitari, volontariato -  Santuari Alceste - 2015-03-09

FARMACIE (COMUNALI): INAMISSIBILE IL GIUDIZIO DI COSTITUZIONALITA SUL D.L. 1/2012 – Corte Cost. 24/15 – Alceste SANTUARI

Il d.l. 1/2012 ha introdotto nuove modalità per l"apertura delle sedi farmaceutiche

Il Tar Veneto (ord. 17.5.2013) aveva promosso giudizio di legittimità costituzionale dell"art. 2, comma 1, secondo periodo, l. 475/68 così come modificato dal d.l. 1/2012

La Corte costituzionale si è espressa in merito alla manifesta inammissibilità della questione

Con ordinanza 27 febbraio 2015, n. 24, la Corte costituzionale ha dichiarato la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell"art. 2, comma 1, secondo periodo, della l. n. 475/1968 (Norme concernenti il servizio farmaceutico), nel testo introdotto dalla lett. C) del comma 1 dell"art. 11 del d.l. n. 1/2012, sollevata dal Tar Veneto con ordinanza del 17 maggio 2013.

L"oggetto del contendere verteva sul (nuovo) potere riconosciuto agli enti locali: questi ultimi secondo il titolare di una farmacia che ha proposto la illegittimità costituzionale della disposizione contenuta nel d.l. 1/2012 sarebbero stati definiti da un ampio margine di discrezionalità (amministrativa), che non può ritenersi delimitato dai parametri numerici e dagli scopi di equa distribuzione sul territorio e di garanzia di accessibilità del servizio che ne vincolano l"esercizio. In particolare, veniva censurato il potenziale conflitto di interessi in capo all"ente locale che nell"esercizio del potere di zonizzazione delle farmacie potrebbe favorire le proprie farmacie, assicurando alle stesse un bacino d"utenza maggiore rispetto alle farmacie non comunali.

L"Avvocatura dello Stato ha evidenziato che l"intento del legislatore è quello di "far sì che, nell"individuazione dei siti ove allocare le farmacie, prevalga non già il criterio della difesa di un bacino di utenza commerciale, bensì quello dell"equa distribuzione delle farmacie sul territorio, onde assicurare il servizio che esse devono svolgere per i cittadini". Da ciò consegue che l"attribuzione della relativa funzione programmatoria ai comuni sia da considerarsi "del tutto ragionevole, in quanto l"intero settore delle farmacie è connotato di rilevanti aspetti di pubblico servi zio (in senso oggettivo e soggettivo) e la presenza di farmacie "comunali", come pure la riserva generale delle farmacie ai farmacisti, non altera alcuna regola dell"Unione europea".

L"Avvocatura ha altresì ribadito che la scelta dei comuni viene effettuata "sulla base di una puntuale verifica della sussistenza dei requisiti di legge, e la relativa scelta deve essere sorretta da adeguata istruttoria". Qualora dunque le eventuali determinazioni comunali dovessero presentare risvolti patologici di discrezionalità tali circostanze dovrebbero essere comprovate. Il caso di specie sembra "escludere in concreto i presupposti da cui muove il giudice a quo per incardinare un dubbio di costituzionalità sorretto solo da un astratto richiamo ad un principio di distinzione tra funzione di regolazione e gestione dei pubblici servizi essenziali, che non trova alcune concreta sanzione nella normativa europea o in quella nazionale".

In ultima analisi, quindi la difesa dello Stato ha rilevato che l"esistenza di un possibile conflitto d"interesse dell"amministrazione comunale che sia anche titolare di esercizi farmaceutici (profilo riguardante l"imparzialità amministrativa) e il possibile abuso di una posizione di privilegio (che limiterebbe la libertà di iniziativa economica) si dovrebbero prospettare non già come conseguenza necessaria dell"esercizio del potere attribuito ai comuni, bensì quale riflesso di un esercizio illegittimo della potestà amministrativa di zonizzazione delle farmacie.

Il principio di sussidiarietà (contestato dal farmacista ricorrente) ex art. 118, primo comma, nella cornice sopra delineata, a giudizio dell"Avvocatura dello Stato, permette di individuare proprio nel comune l"ente istituzionale più vicino al tessuto sociale, che garantisce l"esercizio unitario delle funzioni amministrative.

Ancorché non trattasi di decisione riguardante la legittimità costituzionale ma di inammissibilità della questione di legittimità costituzionale, dalla sentenza in commento è possibile inferire che l"impianto uscito dal d.l. 1/2012 garantisca (ancora) un mix equilibrato tra esigenze imprenditoriali e programmazione sanitaria territoriale. E l"ordinanza della Corte costituzionale assume una valenza del tutto particolare nel dibattito in corso in ordine al disegno di legge "concorrenza" attualmente incardinato in Parlamento, dal quale è stato espunto nel testo licenziato dal Consiglio dei ministri la previsione secondo la quale i farmaci di fascia C non possono essere dispensati al di fuori del canale farmaceutico tradizionale.



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