Legislazione e Giurisprudenza, Servizi sociosanitari, volontariato -  Santuari Alceste - 2015-12-29

FARMACIE: COMUNI COMPETENTI A DEFINIRE LE SEDI – Cons. St. 5701/15 – Alceste SANTUARI

La l. 475/1968, nel testo novellato dal d.l. 1/2012, non prevede più per le farmacie un atto tipico denominato pianta organica

Il comune è comunque competente alla formazione di uno strumento pianificatorio

Si tratta di un atto che sostanzialmente corrisponde alla vecchia pianta organica

Il Consiglio di Stato, sez. III, con la sentenza 17 dicembre 2015, n. 5701, ha respinto l"appello di due titolare di farmacie per la riforma della sentenza del T.A.R. Abruzzo – L"Aquila, sez. I, n. 00005/2014, resa tra le parti, concernente revisione pianta organica delle farmacie del Comune.

Nella fattispecie, i due farmacisti avevano impugnato dinanzi al TAR Abruzzo una delibera di giunta, con la quale l"Amministrazione comunale aveva provveduto a revisionare la pianta organica, istituendo, in deroga al criterio demografico, una seconda sede farmaceutica nel Comune posta tra le due farmacie degli appellanti.

L"impugnazione è stata estesa, a titolo di invalidità derivata, ad una successiva delibera di giunta, con cui è stato approvato il bando di concorso per l"assegnazione delle sedi farmaceutiche disponibili (nella parte in cui comprende la predetta sede di nuova istituzione).

In primo grado, sostenendo che la nuova zona sarebbe adeguatamente servita dalle loro farmacie, i due farmacisti avevano lamentato che:

-) il d.l. 1/2012, sopravvenuto nel corso del procedimento, avrebbe fatto venir meno il criterio c.d. topografico (sul quale si basa l"istituzione della nuova sede);

-) tra la sede della nuova farmacia e quella già esistente c"è una distanza inferiore ai 3.000 metri richiesti (2.698, secondo la perizia di parte)

-) non sussistono particolari esigenze di assistenza farmaceutica in rapporto alle condizioni topografiche e di viabilità dei luoghi.

Il TAR, con la sentenza appellata ha respinto il ricorso, in quanto:

-) l"art. 1 del d.l. 1/2012 ha inteso incrementare il numero delle sedi farmaceutiche in deroga al criterio demografico, e non ha fatto venir meno il criterio c.d. topografico;

-) si registra una scarsità e orari limitati delle corse del servizio di trasporto pubblico tra il comune e la zona servita dalle farmacie esistenti, nonché la presenza nella zona della nuova sede di due nuclei abitati, con una scuola primaria, vari esercizi commerciali, un ambulatorio di medicina generale (in sintesi "l"embrione di un nucleo residenziale"), nonché alcuni insediamenti industriali;

-) la violazione della distanza minima di 3.000 metri integra una doglianza prematura, poiché la ubicazione della farmacia non è ancora stata definita.

Nell"appello, i due farmacisti hanno sottolineato che la finalità del potenziamento del servizio di distribuzione perseguita dal d.l. 1/2012 non elimina l"esigenza che le farmacie possano contare su un bacino di utenza che ne consenta la sopravvivenza in termini economici.

I giudici di Palazzo Spada hanno respinto l"appello così motivando le loro ragioni:

-) "al di là dell"espressione con cui le si definisce, le piante organiche delle farmacie, se intese nel senso di collegare una perimetrazione di parti del territorio alle diverse sedi farmaceutiche istituite nel territorio comunale, sopravvivono alla riforma del 2012";

-) esse, sono invero, "necessarie a definire una equilibrata distribuzione del servizio farmaceutico in relazione alla popolazione residente, e a stabilire le possibilità di insediamento delle farmacie nel rispetto delle distanze minime previste dalla legge";

-) "benché l"art. 2 della legge 475/1968, nel testo novellato, non preveda più, espressamente, un atto tipico denominato "pianta organica", resta pur sempre affidata alla competenza del Comune la formazione di uno strumento pianificatorio che, sostanzialmente, per finalità, contenuti, criteri ispiratori ed effetti, corrisponde alla vecchia pianta organica e che niente vieta di chiamare con lo stesso nome (cfr. Cons. Stato, III, n. 1858/2013).";

Alla luce di quanto sopra premesso, il Consiglio di Stato non ha ritenuto di condividere la posizione degli appellanti secondo cui sarebbe venuta meno la possibilità di applicare l"art. 104. Gli appellanti hanno prospettato l"abrogazione della procedura prevista dall"art. 104 del TULLSS, secondo il quale, in aggiunta al criterio demografico ed a titolo eccezionale, è consentito ai comuni, in occasione della revisione della pianta organica, istituire una ulteriore sede con il c.d. criterio topografico, per dotare di un esercizio farmaceutico una località lontana dalla sede delle altre farmacie "quando particolari esigenze dell'assistenza farmaceutica in rapporto alle condizioni topografiche e di viabilità lo richiedono".

In altri termini, il Consiglio di Stato ha riconosciuto la piena legittimità dei comuni ad esercitare la loro competenza istituzionale programmatoria per quanto attiene la risposta da dare ai cittadini in un comparto quale quello dei servizi sanitari e socio-sanitari alla comunità, anche in opposizione alla sostenibilità economica dei singoli esercizi farmaceutici.



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