Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2015-06-25

FARMACIE IN ECONOMIA E SPESA DEL PERSONALE – Corte Conti sez. Aut. 18/15 – Alceste SANTUARI

Il servizio farmaceutico (pubblico) può essere gestito in economia o a mezzo di società o aziende speciali

Quanto disposto dal d.l. 112/2008 in materia di gestione del servizio farmaceutico a mezzo di società o aziende speciali non si applica alla gestione del servizio in economia

La Corte dei Conti, sez. Autonomie conferma che i comuni che gestiscono il servizio farmaceutico in economia sono e rimangono assoggettati agli ordinari vincoli di spesa per il personale

La Corte dei Conti, Sezione delle Autonomie, con pronuncia del 12 giugno 2015, n. 18 (N. 18/SEZAUT/2015/QMIG), ha statuito che la disciplina di finanza pubblica dettata dall"art. 8, comma 2-bis, d.l. n. 112/2008, in materia di gestione del servizio farmaceutico a mezzo di società ed aziende speciali non trova applicazione per le gestioni in economia di farmacie comunali (in argomento, si veda il commento di Michele Nico "Nessuna deroga ai vincoli di spesa sul personale per le farmacie comunali gestite in economia", pubblicato in Enti Locali & Pa, 24 giugno 2015).

Un comune aveva formulato una richiesta di parere relativo alla gestione in economia di una propria farmacia comunale, evidenziando che, a seguito della cessazione per dimissioni di una farmacista, il Comune non aveva provveduto alla relativa sostituzione, a  causa dei vincoli assunzionali e di spesa per il personale contenuti nell'art. 1, comma 557, della legge n. 296/2006. Il comune ha sostenuto che a proprio giudizio i successivi interventi normativi in materia di farmacie comunali sembrerebbero riconoscere la specificità dell'interesse pubblico tutelato da questo servizio, che sarebbe ritenuto prevalente rispetto alle esigenze di contenimento delle spese pubbliche.

Ma proprio il particolare "modello" gestorio-organizzativo utilizzato dal comune richiedente (rectius: la gestione in economia) è stato considerato dai giudici contabili il presupposto su cui innestare il rispetto dei vincoli assunzionali.

La Sezione remittente aveva rilevato che "quanto al profilo dell"interesse alla tutela della salute[…]il preteso ancoraggio delle disposizioni sul servizio farmaceutico a principi ed esigenze di carattere costituzionale non esime la concreta gestione di quest"ultimo dall"osservanza di regole di coordinamento della finanza pubblica."

In primo luogo, la Sezione delle Autonomie ha rilevato si rileva che, "prima della modifica introdotta dall"art. 1, comma 560, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, il comma 5-bis dell"art. 114 del TUEL disponeva l"applicazione anche alle aziende speciali ed istituzioni di una serie di norme quali il patto di stabilità, il d.lgs. n. 163/2006, nonché le disposizioni che stabiliscono, a carico degli enti locali: divieto o limitazioni alle assunzioni di personale; contenimento degli oneri contrattuali e delle altre voci di natura retributiva o indennitaria e per consulenza anche degli amministratori; obblighi e limiti alla partecipazione societaria degli enti locali."

Al riguardo, giova rammentare che l"ultimo periodo del predetto comma 5-bis testualmente recitava: "Sono escluse dall'applicazione delle disposizioni del presente comma aziende speciali e istituzioni che gestiscono servizi socio-assistenziali ed educativi, servizi scolastici e per l'infanzia, culturali e farmacie". Nel testo vigente, invece, il comma in questione si limita a prevedere che "Le aziende speciali e le istituzioni si iscrivono e depositano i propri bilanci al registro delle imprese o nel repertorio delle notizie economico-amministrative della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura del proprio territorio entro il 31 maggio di ciascun anno".

La Sezione ha rilevato come una "disposizione derogatoria ai limiti di spesa analoga – ma non letteralmente  identica – a quella dell"ultimo periodo della precedente versione del comma 5-bis si rinviene nel quarto periodo del comma 2-bis dell"art. 18 del d.l. n. 112/2008, nel testo introdotto da ultimo dall"art. 4, comma 12-bis, del d.l. n. 66/2014 ("Le aziende speciali e le istituzioni che gestiscono servizi socio-assistenziali ed educativi, scolastici e per l'infanzia, culturali e alla persona (ex IPAB) e le farmacie sono escluse dai limiti di cui al precedente periodo, fermo restando l'obbligo di mantenere un livello dei costi del personale coerente rispetto alla quantità di servizi erogati")."

Alla luce del contesto normativo sopra richiamato, la Sezione Autonomie ha dunque ritenuto "eccessivo" poter individuare anche un tertium genus di soggetti, le "farmacie" genericamente intese, comprese quella a gestione diretta. La Sezione non ritiene si possa "attribuire una soggettività anche ad un servizio (o ufficio) comunale – inteso come articolazione organizzativa dell"ente – quale, appunto quello della farmacia. Si tratterebbe, evidentemente, di una singolare novità di livello ordinamentale, che, francamente, appare difficile possa essere riconosciuta semplicemente sulla scorta di una possibile interpretazione letterale di un periodo avulso dal resto della disposizione complessiva."

In altri termini, la Sezione ritiene che le farmacie debbano essere considerate soltanto quelle "versate" nella gestione delle aziende speciali ("Le aziende speciali … che gestiscono … le farmacie"). E" questa – a parere della Sezione Autonomie – "l"interpretazione logica e letterale da preferire, anche per la sua coerenza con il quadro ordina mentale".

Servizi pubblici a gestione diretta v. servizi a gestione "esterna" (a mezzo di azienda speciale ovvero società), dunque. In quanto espressione di un servizio erogato direttamente dal comune, la Sezione Autonomie ha riconosciuto che a quest"ultimo debbano essere imposti i vincoli assunzionali, indipendentemente dalla qualificazione specifica del servizio (farmaceutico).

E su quest"ultimo aspetto (il servizio farmaceutico), la Sezione ha ribadito che la tutela della salute ex art. 32 della Costituzione, in linea con quanto già sostenuto dalla Sezione di controllo remittente (la Sezione remittente aveva rilevato che "quanto al profilo dell"interesse alla tutela della salute[…]il preteso ancoraggio delle disposizioni sul servizio farmaceutico a principi ed esigenze di carattere costituzionale non esime la concreta gestione di quest"ultimo dall"osservanza di regole di coordinamento della finanza pubblica."), non giustifichi un diverso trattamento in ordine alla spesa per il personale. Al riguardo, infatti, i giudici contabili hanno segnalato che "anche la gestione del Servizio sanitario nazionale è sottoposta a vincoli di finanza pubblica. La tutela della salute, infatti, pur se costituzionalmente tutelata, trova il limite della sostenibilità finanziaria."

Tuttavia, il legislatore, nella previsione derogatoria a favore delle aziende speciali e istituzioni che gestiscono il servizio farmaceutico, in uno con i servizi sociali, sembra invece aver optato per un riconoscimento valorizzatore proprio delle specificità dei servizi in parola. I quali, pertanto, soltanto se erogati nelle forme previste, e non anche "in forma diretta", possono beneficiare della deroga prevista dall"ordinamento giuridico.



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