Legislazione e Giurisprudenza, Servizi sociosanitari, volontariato -  Santuari Alceste - 2015-06-19

FARMACIE: LEGITTIMO IL POTERE PIANIFICATORIO DEI COMUNI – Cons. St. 2956/15 – Alceste SANTUARI

Il comune è legittimato a decidere la nuova sede farmaceutica

La deliberazione deve essere preceduta dall"acquisizione dei pareri richiesti dal d.l. 1/2012

Il d.l. 1/2012 prescrive la revisione delle sedi farmaceutiche in base ai dati ISTAT al 31.12.2010

Il T.A.R. FRIULI-VENEZIA-GIULIA – TRIESTE, sez. I n. 00196/2014 aveva respinto il ricorso di un farmacista avverso la delibera di un comune con la quale l"ente locale aveva "convalidato" una precedente deliberazione, a sua volta annullata dal Tar, con la quale il comune aveva disposto in merito all"apertura di una nuova sede farmaceutica.

Avverso la predetta decisione proponevano appello due farmacisti, contestando la correttezza della statuizione gravata e domandandone la riforma, con conseguente annullamento della delibera gravata in primo grado.

Il Consiglio di Stato, sez. III, con sentenza 15 giugno 2015, n. 2956 ha respinto l"appello ribadendo quanto segue:

  1. la qualificazione dell'atto amministrativo dev"essere operata sulla base del suo effettivo contenuto e degli effetti concretamente prodotti, e non anche del nomen juris assegnatogli dall'Autorità emanante (cfr. Cons. St., sez. IV, 15 aprile 2013, n.2027);
  2. in ragione del "generale principio della prevalenza della sostanza sulla forma degli atti giuridici, la deliberazione impugnata in primo grado risulta adottata sulla base di una rinnovata istruttoria, arricchita dall"acquisizione dei pareri obbligatori inizialmente mancanti, e di una conseguente, nuova valutazione, i cui esiti risultano compendiati nella relazione tecnica di accompagnamento alla delibera, delle esigenze sottese all"istituzione di una nuova sede farmaceutica e che, quindi, con essa il consiglio comunale di Cividale del Friuli ha evidentemente inteso esprimere, ex novo, la volontà pianificatoria nella stessa consacrata";
  3. a prescindere, quindi, dalla denominazione formale dell"atto come convalida, operata dalla stessa Amministrazione, la delibera in questione dev"essere, invece, qualificata come una nuova determinazione di istituzione della sede farmaceutica contestata, siccome adottata sulla base di una rinnovata istruttoria e in esito a un diverso (o, comunque, ulteriore e, perciò, sostitutivo) apprezzamento delle esigenze della popolazione in ordine alla fruizione dei servizi erogati da una nuova farmacia;
  4. la decisione del comune di aprire una nuova sede farmaceutica deve basarsi, ai sensi della normativa vigente, sui dati elaborati dall"Istat in ordine alla popolazione residente al 31.12.2015;
  5. deve escludersi che "la consumazione del termine di trenta giorni (prescritto dal comma 2[dell"art. 11, d.l. 1/2012] per l"invio della proposta alla Regione)" abbia privato il Comune della potestà relativa all"individuazione di nuove sedi farmaceutiche. In questo senso, infatti, i giudici amministrativi hanno evidenziato che "l"inutile decorso del termine di trenta giorni produce il solo effetto di autorizzare l"intervento sostituto della Regione, ai sensi dell"art.11, comma 9, d.l. cit., ma non anche quello di spogliare il Comune della potestà non tempestivamente esercitata, perlomeno fino a quando non provvede, in via sostituiva, la Regione (privando, così, definitivamente il Comune del potere assegnatogli dal comma 2)";
  6. non può essere accolta la doglianza circa l"illegittimità costituzionale dell"art.11, comma 2, d.l. cit., ove interpretato nel senso che la base dei dati anagrafici ivi prevista (rilevazioni ISTAT al 31 dicembre 2010) possa (anzi: debba) essere utilizzata anche per i provvedimenti istituitivi di nuove sedi farmaceutiche adottati dopo un notevole lasso di tempo. Al riguardo, i giudici di Palazzo Spada hanno rammentato che a) "il criterio stabilito dalla predetta disposizione è già stato giudicato costituzionalmente conforme (Cons. St., sez. III, 6 febbraio 2015, n.603)"; b) la disposizione della cui legittimità costituzionale si dubita ha costruito un meccanismo procedurale che soddisfa le esigenze di concentrazione temporale della revisione delle sedi farmaceutiche secondo i nuovi parametri (per effetto della previsione dell"intervento sostitutivo della Regione, in caso di inerzia dei Comuni).

In ultima analisi, in coerenza con la consolidata giurisprudenza della Corte costituzionale, il Consiglio di Stato conclude circa la perfetta coerenza della norma contestata, coerenza che si apprezza in particolare rispetto agli "interessi, anche costituzionali, di una revisione della distribuzione territoriale dell"assistenza farmaceutica coerente con le effettive esigenze della popolazione."



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