Legislazione e Giurisprudenza, Servizi sociosanitari, volontariato -  Santuari Alceste - 2013-09-30

FARMACIE: PIANTA ORGANICA E ART. 11, D.L. 1/12 – Cons. St. 4668/13 – Alceste SANTUARI

La giunta del Comune di Castellammare di Stabia, a seguito dell"entrata in vigore del decreto legge n. 1/2012, convertito in legge n. 27/2012, ha provveduto all"adeguamento della pianta organica delle farmacie, aumentando il numero delle sedi farmaceutiche da 17 a 20. Un farmacista già in esercizio, ha impugnato davanti al T.A.R. Campania la delibera deducendo vari motivi di legittimità, ricorso che è stato rigettato e che, pertanto, ha spinto la ricorrente ha presentare istanza di appello al Consiglio di Stato.

Con la sentenza 19 settembre 2013, n. 4668 i giudici di Palazzo Spada (Sez. III) hanno statuito quanto segue:


a) l'organo competente all'approvazione dell'adeguamento della pianta organica, ai sensi dell'art.11 d.l. 1/2012, conv. con l. 27/2012, rimane la giunta comunale;


b) il Comune non è tenuto a giustificare tale scelta, in ossequio al principio di libertà di stabilimento e di esercizio dell"attività economica;

c) la decisione del Comune relativa all'individuazione delle zone dove ubicare le nuove sedi farmaceutiche è discrezionale ed è sindacabile solo per gravi ed evidenti errori di valutazione;

d) benché la norma disponga che in un Comune debba esservi una farmacia ogni 3300 abitanti, ciò non significa che la popolazione delle singole zone debba corrispondere precisamente a questo numero, in quanto la delimitazione ha la funzione di vincolare l'esercente a mantenere il suo esercizio all'interno del perimetro individuato;


e) i ristretti termini stabiliti dall'art.11 non hanno permesso di consultare i privati titolari di sedi farmaceutiche, né questi possono considerarsi direttamente interessati al provvedimento comunale;

f) deve ritenersi manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art.11 per violazione della competenza legislativa regionale, trattandosi di materia rimessa alla competenza legislativa statale. Al riguardo, il Consiglio di Stato, opera un esplicito richiamo all"art. 118 Cost., il quale dispone che in linea di principio tutte le funzioni amministrative sono esercitate dai Comuni e possono essere affidate dalla legge ai livelli superiori (province, regioni, stato) solo in quanto occorra per assicurarne l"esercizio unitario "sulla base del principio di sussisidiarietà". Nell"ottica della sussidiarietà, pertanto, i giudici amministrativi sottolineano che "per "sussidiarietà" s"intende il principio per cui l"intervento dell"ente di livello superiore ha luogo solo in quanto la funzione da svolgere o il servizio da esercitare siano di tal natura da esigere una gestione più accentrata.". Da ciò deriva il fatto che, per quanto riguarda la pianta organica delle farmacie, strumento che già il testo originario dell"art. 2, legge n. 475/1968 riservava ad ogni comune, "la riforma del 2012, per quanto qui interessa, sembra essere stata un"attuazione dell"art. 118, piuttosto che una sua violazione".

g) deve, altresì, ritenersi infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art.11 (sollevata richiamando una recente ordinanza del Tar Veneto – n. 713 del 17 maggio 2013) per violazione dell'art.41 Cost. (cfr. anche Cons. Stato, sez. III, n. 3249/2013). Al riguardo, ritiene il Consiglio di Stato che la questione "non sembra tuttavia pertinente in questa sede, giacché il decreto legge n. 1/2012 tassativamente esclude la prelazione comunale sulle sedi farmaceutiche nuove o comunque vacanti (cfr. decisione n. 3249/2013 di questa Sezione sull"ampia portata di questo divieto). Sicché sembra esclusa la possibilità che, almeno in sede di prima applicazione del decreto legge, il Comune sia guidato dai propri interessi patrimoniali."



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