Changing Society, Opinioni, ricerche -  Redazione P&D - 2014-11-17

FENOMENOLOGIA DEI TALENT SHOW - Giuseppe FEDELI

Capitolo primo: Fashion, rigorosamente fashion.

Imbellettato, maniaco, maniacale. Paradossale, unidirezionale, destruens. Questo mondo che cammina alla rovescia, la cui pw è " F A S H I O N ". Ce ne parlano la moda, i brand (abbigliamento, scarpe, in prima fila I Pod, Smartphone, network e social community) e in generale tutte le griffe e gli accessori più appetiti del momento, in una visione demenzial-olistica. Essere come "base" di ogni ontologia e antropologia? Ma ci mancherebbe: A V E R E per essere. La nostra è oggi più che mai una società esteriorizzata ed esteriorizzante, una società dell"immagine, dell'"etichetta", fashion, come l"hanno battezzata gli esperti, che vive di riflessi, incensi veri e  presunti, paillettes, botox, lifting, doppie identità, riflettori. Una società disorientata, che si contenta di un"affettività surrogata, annegata sotto strati di cerone e chirurgia estetica, che strizza maliziosamente l"occhio a modelli sempre meno "etici" e sempre più (pseudo)"estetici". Una società spogliata di un"identità netta, sostantiva, ingabbiata nel suo vuoto pneumatico, "che avanza con larvata naturalezza, disegnando ad ogni passo un paesaggio umano sempre più desertificato, massificato, appiattito sulle mitologie e sulle sottoculture derivate dall"industria del consumo, e minato continuamente da messaggi di insicurezza, immobilismo, precarietà, da idealità fasulle, sogni frustranti, spietate pulsioni omologanti e, ciliegina sulla torta, da un narcisismo patologico mai così radicale, compulsivo ossessivo". Catapultati loro malgrado in una stagione storica di cui non hanno coscienza, i giovani/adolescenti vivono nella post-idealità della rete, in cui l"identità individuale, prima ancora che nello spazio e nel tempo "fisici", "dimensionali", si gioca a livello astratto, virtuale e simbolico, stratificandosi secondo nuovi linguaggi e modalità espressive. Know-how a basso costo: capovolgendo un detto germanico, schein nicht sein, apparenza, non "essenza". L"esteriorizzazione è oggi così generalizzata e diffusa che a sfumare è il discrimine stesso tra contenuto e contenente. In preda all'incoercibile desiderio compulsivo-ossessivo di "esserci" (ben lontano dal dasein heideggeriano), di calcare un proscenio che si sfarina a un soffio, affamata di protagonismo, la gioventù omologata, indifferenziata non ha più una direzione, se non quella indicata dal logo, "marcatore sociale", assurto al rango di strumento scenico di distinzione ed affermazione sociale. Ma anche di discriminazione, poiché, non potendosi permettersi questi segni distintivi, il soggetto indigente si vede estruso dal branco, condannato ad una lacerante deminutio sociale, con tutto il suo corollario psicologico di disistima, frustrazioni, competizione e senso di inadeguatezza. Dietro questo inquietante scenario si accampa il denaro, formidabile quanto assordante detonatore e metafora di un modo di essere, e di esserci, vischioso a concetti basilari come la capacità, il talento, il merito, l"educazione. La prova del nove sono le sfolgoranti(virtuali?...) icone della civiltà estetica: veline, tronisti, corteggiatori e corteggiatrici, concorrenti di reality, modelle, improbabili soubrettes e stars del calcio.

Capitolo secondo (strettamente collegato al primo): la "decostruzione" operata dai format

Li chiamano gli " angeli azzurri": "L"abuso di riprese close-up da mal di mare sulle concorrenti sedicenti cuoche e sui loro aiuto-cuochi o aiuti-cuoco o aiuti-cuochi, induce a convincersi che le selezioni del casting, assodata l"assoluta inesperienza delle concorrenti in materia di fornelli, sia stata fatta selezionando quanto più possibile gli occhi chiari che tanto inteneriscono e inducono alla dipendenza i telespettatori. A sostegno di questa tesi la definizione attribuita dalla Clerici a una delle concorrenti: ". E così, mutatis mutandis, Grande Fratello, Isole e Penisole dei famosi e dei fumosi, Xfactor e Mariedefilippi e compagnia cantando... L'aspetto sconcertante del fenomeno è il sadismo, la spietatezza, il giudizio che trancia come cesoie ben affilate. Caratteristica di chi ha ideato e confezionato il programma, cioè i cosiddetti autori. Diamo a una delle tante candidate/aspiranti "saranno famose" il nome di Enrica: più volte giudicata negativamente dalla madre – autoritaria, virago ed esigente –, quella subirà non poche ripercussioni psicologiche dalle quali farà fatica a riprendersi, mentre la genitrice si è tragicamente s-velata nel suo irrisolto rapporto con la figlia, finalmente compensato. Il copione è noto: come si può rovinare un adolescente, dandolo in pasto a giurie d'accatto, senza il minimo filtro "psico-pedagocico", per servire Mammona. Unici a trarne vantaggio un drappello di strizzacervelli, che avranno il loro bel daffare per disserrare dalle maglie infide e soffocanti quelle disperate creature, cadute nella fauci di un'ansia di prestazione prima, e del bruciore della sconfitta e dell'eliminazione poi. Sì, perché hai voglia a parlare di corone e lauree honoris causa: il focus di queste trasmissioni da mezze-calzette, ma ideate da perfidi occulti persuasori, è proprio l'eliminazione, fisica e psicologica, a sua volta figlia di uno scioccante quanto contagioso imbonimento. E' stato scritto che, al confronto lo stereotipo "famiglia-felicità" del Mulino Bianco appare trasgressione. Ambizioni e fragilità portate al parossismo quando, al momento della decisione della prima clamorosa esclusione, una delle due concorrenti lo definisce come il più duro degli ultimi anni della sua vita: manco si trattasse di un'ordalìa. Tutto ciò, sempre ammesso che la disfida sia vera e non- legittima suspicione...- l'ennesimo malcelato espediente per fare cassetta a danno dell'altrui-quella dei telespettatori...- dabbenaggine: d'altronde, di lacrime telecomandate e finte claques ne abbiamo viste e udite fino alla nausea.

Riguardo a tale Scabin è stato "postato" : "la sua cattiveria nel programma è incredibilmente forzata, immagino che qualcuno lo abbia invitato ad essere cattivo "come fanno a Masterchef"(...).Per il resto [sic!...] stiamo parlando di televisione (...)".



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