Legislazione e Giurisprudenza, Animali -  Gasparre Annalisa - 2015-06-27

FERITE ALL'ASINO UTILIZZATO PER LA SOMA - Cass. pen. 22130/15 - Annalisa GASPARRE

- sequestro preventivo di animale maltrattato

- il ricorso in cassazione contro l'ordinanza del riesame può riguardare solo vizi di legittimità del provvedimento e non valutazioni di fatto

Un asino è stato sequestrato (sequestro preventivo) in relazione al reato di maltrattamento di animali. Tuttavia, a seguito del riesame, il Tribunale di Lucca annullava il sequestro.

Di fatto, con tale ordinanza il Tribunale finiva per ammettere l'utilizzo di un animale "utilizzato" per la soma - senza distinguere in merito all'età e, dunque, alle sue condizioni - e senza verificare che le sue condizioni fossero idonee al lavoro di sottoposizione a carichi pesanti in assenza di idonea bardatura.

Il Procuratore della Repubblica ha impugnato l'ordinanza davanti alla Corte di Cassazione, ravvisando la violazione di legge. Evidenziava infatti che il giudice cautelare avrebbe travisato il dettato normativo e cioè avrebbe ritenuto che le ferite riscontrate sull'animale derivassero dalle caratteristiche etologiche di un animale utilizzato per la soma senza confrontare tale dato con la legge che punisce le lesioni cagionate "per crudeltà o senza necessità".

Il giudice di legittimità, tuttavia, dichiara inammissibile il ricorso perchè tende a chiedere al giudice di Cassazione di svolgere una verifica che è preclusa in quella sede, in quanto attinente al merito (e non alla legittimità del provvedimento). Precisa infatti che non si tratta di una violazione di legge ma di una valutazione fattuale operata dal Tribunale sulle origini delle ferite. Il ricorrente Procuratore quindi persegue, tramite il ricorso in Cassazione, l'obiettivo di censurare siffatta valutazione circa la natura delle ferite. Si tratta, però, di verifica inammissibile davanti al giudice di legittimità.

Si dovrà attendere il giudizio di merito.

In tema di animali, volendo, A. Gasparre, Diritti degli animali. Antologia di casi giudiziari, Key Editore, maggio 2015.

Cass. pen. Sez. III, Sent., (ud. 05-05-2015) 27-05-2015, n. 22130

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TERESI Alfredo - Presidente -

Dott. AMORESANO Silvio - Consigliere -

Dott. ORILIA Lorenzo - Consigliere -

Dott. GRAZIOSI Chiara - rel. Consigliere -

Dott. ANDRONIO Alessandro M. - Consigliere -

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI LUCCA;

nei confronti di:

H.A. N. IL (OMISSIS);

avverso il decreto n. 47/2014 TRIB. LIBERTA' di LUCCA, del 24/09/2014;

sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. CHIARA GRAZIOSI;

lette le conclusioni del PG Dott. SALZANO Francesco rigetto del ricorso.

Svolgimento del processo

1. Con ordinanza del 24 settembre 2014 il Tribunale di Lucca, in accoglimento di istanza di riesame presentata da H.A. avverso decreto del 13 agosto 2014 con cui il gip dello stesso Tribunale aveva sottoposto a sequestro preventivo un asino di proprietà del suddetto H. in relazione a indagini a suo carico per il reato di cui all'art. 544 ter c.p., ha annullato il decreto di sequestro dell'animale.

2. Ha presentato ricorso il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lucca, sulla base di due motivi. Il primo motivo denuncia violazione di legge perchè il Tribunale avrebbe ammesso l'utilizzazione di un animale di qualsiasi età alla sua destinazione nonostante la sottoposizione a pesanti carichi senza idonea bardatura. Il secondo motivo lamenta illogicità e contraddittorietà della motivazione nel determinare il fumus commissi delicti.

Motivi della decisione

3. Il ricorso è manifestamente infondato.

Il primo motivo censura l'ordinanza impugnata perchè traviserebbe il dettato normativo escludendo la sussistenza del reato sulla base del fatto che le ferite riscontrate sull'animale non sarebbero state cagionate "per crudeltà o senza necessità", bensì derivando proprio dalle "caratteristiche etologiche di un animale da soma". Si tratta, evidentemente, non di una violazione di legge, bensì di una valutazione fattuale operata dal Tribunale sulle origini delle ferite in questione, valutazione che ha condotto il giudice di merito a ritenere insussistente il fumus commissi delicti. Censurandola, dunque, il ricorrente persegue una verifica - sostitutiva di quella del giudice di merito - da parte del giudice di legittimità della natura delle ferite in questione, in concreto rapporto con le caratteristiche etologiche dell'animale: verifica che, pertanto, è inammissibile chiedere in questa sede.

Il secondo motivo denuncia difetto di motivazione per sua illogicità e contraddittorietà, ed è pertanto anch'esso inammissibile, questa volta ai sensi dell'art. 325 c.p.p., norma in forza della quale nel ricorso per cassazione avverso provvedimento relativo a cautela reale non è denunciabile un vizio motivazionale attinente al contenuto della motivazione, bensì solo il radicale difetto della mancanza assoluta (ovvero apparenza, cioè contenuto meramente assertivo o rappresentato da formule di stile) di un apparato motivazionale, che vale come violazione di legge ex art. 125 c.p.p., comma 3, (cfr. tra i più recenti arresti Cass. sez. 6, 10 gennaio 2013 n. 6589; Cass. sez. 5, 1 ottobre 2010 n. 35532 e Cass. sez. 6, 20 febbraio 2009 n. 7472).

In conclusione, il ricorso del PM deve essere dichiarato inammissibile.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso del PM. Così deciso in Roma, il 5 maggio 2015.

Depositato in Cancelleria il 27 maggio 2015



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati