Legislazione e Giurisprudenza, Matrimonio, famiglia di fatto -  Gasparre Annalisa - 2014-11-21

FIGLI NON MATRIMONIALI: I PROVVEDIMENTI PROVVISORI NON SONO IMPUGNABILI - App. Milano, 1.10.2014 - A.G.

Si pubblica l'inedito provvedimento della Corte d'appello di Milano, sezione Famiglia (Pres. Serra, rel. Lo Cascio) con cui si è pronunciato in merito alla non reclamabilità dei provvedimenti provvisori pronunciati dal Tribunale riguardo ai c.d. figli non matrimoniali.

La Corte milanese ha affermato il seguente principio.

In materia di figli nati fuori dal matrimonio, nel procedimento ex art. 316 comma IV c.c., il Tribunale può assumere provvedimenti provvisori ai quali va riconosciuta una finalità urgente e temporanea, rispondente all'esigenza di approntare per il minore un assetto di vita tutelante e rispettoso dei suoi bisogni primari, in vista di statuizioni definitive. Il provvedimento che contenga statuizioni provvisorie, in quanto emesso in via interinale, non è suscettibile di immediata impugnazione, difettando di autonomia decisoria e inserendosi, dato il sottolineato carattere di provvisorietà e mera strumentalità, nel più ampio e complesso procedimento di merito inteso alle declaratorie finali, le quali sono le uniche avverso le quali è esperibile il rimedio del reclamo ex art. 739 c.p.c. (massima Dott. Giuseppe Buffone).

Nel caso in esame, il Tribunale di Milano aveva disposto l'affidamento condiviso del minore, figlio di genitori conviventi more uxorio, con regolamentazione dei rapporti con il padre, disponendo CTU psicologica e prevedendo a carico del padre un assegno di mantenimento per il figlio, oltre al 50% delle spese extra dello stesso, preventivamente concordate e documentate.

La madre aveva proposto reclamo chiedendo modifiche degli orari di visita, nonchè di revocare il previsto preventivo accordo sulla scelta nella scuola del figlio dai genitori, già individuata in scuola privata bilingue, e, infine, di elevare il contributo del padre per il figlio.

La Corte ha valorizzato la circostanza che con il decreto impugnato, il Tribunale di Milano era intervenuto esclusivamente in via provvisoria "anche a tutela dei minori, nel momento della disgregazione dell'unione familiare, già prevedendo il rinvio a successiva udienza del procedimento all'esito dei disposti accertamenti istruttori". Emerge, dunque, la finalità urgente e temporanea del decreto reclamato, perchè "rispondente all'esigenza di approntare per il minore un assetto di vita tutelante e rispettoso dei suoi bisogni primari, in vista di statuizioni definitive".

Pertanto, poichè il decreto difetta di autonomia decisoria e si inserisce - quale provvisorio e strumentale - nel procedimento di merito, il provvedimento non è immediatamente impugnabile.



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