Changing Society, Intersezioni -  Pant√® Maria Rosa - 2014-10-05

FIORI DI ZUCCA – Maria Rosa PANTÉ

La scorsa settimana avevo scritto, desolata, chiedendomi perché in Italia ci fossero tante contraddizioni. Questa settimana avrei dovuto rincarare la dose, ci siamo trovati infatti a chiederci nel marasma personale e generale che stiamo vivendo: c'è qualcosa cui aggrapparci?

Pareva che la giustizia, le forze dell'ordine e soprattutto la politica, tutto andasse all'incontrario.

Si vive in un mondo in mano ai furbi, a chi si approfitta di legami e compromessi.

In un mondo così a cosa credere? (Aldilà di chi crede in Dio naturalmente).

Ecco la mia risposta oggi, a mio marito e, se vi interessa, anche a voi amici che eventualmente mi leggete. Aggiungo che è una risposta anche un bel po' francescana e la cosa mi riempie di gaudio!

Mi chiedi in che credere,

saldo, in questo mondo che si spariglia

in questo mondo che si squaglia, il mondo

liquido, in cui viviamo.

Così ora ti rispondo: oggi nell'orto

solo un fiore di zucca

restava e sotto il fiore delicato

le zucche! Verdi, bitorzolute, ampie

come carrozze; scorze generose.

E dentro le zucche l'esplosione

dell'arancione succoso, dei semi

da cui altri fiori altre zucche verranno.

Il tempo ciclico della natura

l'eterno ritorno com'è sui libri.

Io non so dove tutto il rotolare,

del mondo e delle zucche arriverà,

la mia dimora però ho costruito

proprio su quel fiore di zucca. Fragile.

4 ottobre 2014



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