Articoli, saggi, Responsabilità oggettiva, semioggettiva -  Mazzon Riccardo - 2013-11-23

FOGLIE D'INSALATA E RESPONSABILITA' DA CUSTODIA: NON E' NECESSARIO CHE LA COSA SIA PERICOLOSA - RM

Per la configurazione del danno da cose in custodia non è necessario che la cosa sia pericolosa (nel caso esaminato dalla pronuncia che segue, ad esempio, una foglia di insalata aveva reso scivoloso il pavimento di uN supermercato e provocato la caduta del cliente)

""ai fini della configurabilità della fattispecie oggettiva di cui all'art. 2051 c.c. (responsabilità per danni da cose in custodia), non è indispensabile che il bene custodito abbia un'intrinseca pericolosità; ne consegue che, ai sensi del citato articolo, tutte le cose possono costituire causa di danno, quale che sia la loro struttura o qualità, siano esse inerti o in movimento. Anche una foglia d'insalata, pur non avendo un'autonoma pericolosità, può essere conseguentemente ritenuta idonea a produrre un danno, ove la sua presenza dia luogo a un evento dannoso" (App. Firenze, sez. II, 25 maggio 2010, n. 851, GDir, 2010, 42, 83 - cfr., amplius, da ultimo, "Responsabilita' oggettiva e semioggettiva", Riccardo Mazzon, Utet, Torino 2012),

per intrinseca dinamicità, potendo trattarsi anche di cose inerti:

"per la configurazione del danno da cose in custodia non è necessario che la cosa sia pericolosa per intrinseca dinamicità, può trattarsi anche di cose inerti. È inoltre necessario il nesso causale tra il danno e l'evento. È dunque da considerarsi causa ogni fatto senza il quale l'evento non si sarebbe verificato. Il custode può liberarsi solo provando il caso fortuito che interrompe il nesso eziologico tra cosa ed evento. Dunque in caso di lesioni personali riportate da un soggetto durante una visita in un'imbarcazione a causa del pavimento scivoloso per il trattamento di pulizia sullo stesso eseguito, il proprietario è responsabile dei relativi danni unitamente al danneggiato che non essendosi tolto le calze ha concorso nella causazione del sinistro" (Trib. Salerno, sez. II, 15 giugno 2010, n. 1386, Redazione Giuffrè, 2010).

In particolare, può dirsi pacifico che non esista, in argomento, alcuna differenza tra cose "inerti" e cose in movimento, in quanto la pericolosità può costituire un fatto intrinseco, determinato dall'anomalia strutturale della cosa, oppure può discendere dal suo connaturato dinamismo,

"in dottrina si ritiene che il criterio del dinamismo intrinseco serva ad escludere le ipotesi in cui la cosa cagiona danno come strumento dell'azione umana: occorre che il danno non derivi da un fatto di utilizzo della cosa da parte del presunto custode" Monateri, La responsabilità civile, in Tratt. Sacco, Torino, 1998, 1039

od, infine, da fattori sopravvenuti che ne alterino l'originario carattere, si da provocarne un'attitudine di per sé lesiva:

"la responsabilità ex art. 2051 c.c., per danni cagionati da cose in custodia si fonda, oltre che sul rapporto di custodia, anche sul fatto che il danno si sia verificato o nell'ambito del dinamismo connaturato alla cosa, od in conseguenza dello sviluppo di un agente dannoso sorto in essa, che si inserisca nella sua struttura, in modo da alterarne la natura e da provocarne un'intrinseca attitudine lesiva. Non esiste, invece, alcuna discriminazione tra cosa "inerte" e cosa "in movimento"" (Trib. Bari, sez. III, 15 maggio 2007, n. 1175, Giurisprudenzabarese.it, 2007).



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