Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Giovanni Sollazzo - 2015-01-24

FOGLIO DI VIA, DIRITTO DI PROPRIETA' E PERICOLOSITA' - C.d.S., sez. I, Parere n. 111/15 - Carol COMAND

Misure di prevenzione, foglio di via obbligatorio

Asserita insussistenza dei presupposti per l'applicazione della misura

Sufficienza ai fini della valutazione della pericolosità per la sicurezza pubblica della convergenza di  indici qualificati di pericolosità quali molteplici precedenti, una condanna non ancora passata in giudicato, diversi accertamenti ed episodi.

In alcuni manuali di procedura penale, in riferimento alle garanzie apprestate dall'ordinamento a tutela dei diritti dell'imputato è possibile trovare menzione della peculiare ipotesi in cui l'indagato per il reato di sostituzione di persona, richiesto di fornire le sue generalità durante i preliminari dell'interrogatorio, corra il rischio - ove non ricorra la giustificazione dell'esercizio di un diritto - di essere incriminato per falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sull'identità proprie o di altri.

Da quanto emerge non era questa la situazione in cui si trovava il ricorrente che, già condannato in primo grado per false dichiarazioni sull'identità personale è stato successivamente interessato dalla misura di prevenzione di foglio di via obbligatorio adottato dal questore nei suoi confronti e che, a seguito di rigetto di ricorso gerarchico, ha richiesto la pronuncia del Presidente della Repubblica.

In particolare, il provvedimento impugnato si ritiene correttamente fondato su molteplici precedenti per furto, una condanna  - sebbene non ancora passata in giudicato - per false dichiarazioni sull'identità personale, un episodio di detenzione di sostanza stupefacente e l'accertata frequentazione di soggetti pregiudicati. L'interessato, inoltre, si trovava nel luogo di riferimento dell'impartito divieto senza fornire adeguata giustificazione, nonostante l'affermata titolarità -in ricorso-, nel comune, di un immobile in proprietà. (c.c.)

REPUBBLICA ITALIANA

Consiglio di Stato

Sezione Prima

Adunanza di Sezione del 3 dicembre 2014 (omissis)

OGGETTO:

Ministero dell'interno.

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da (omissis) per l"annullamento, previa sospensione cautelare, del decreto del Prefetto di (omissis) che ha respinto il ricorso gerarchico avverso il provvedimento in data 12 maggio 2013 con cui il Questore di (omissis) ha disposto nei suoi confronti il rimpatrio con foglio di via obbligatorio;

LA SEZIONE

Vista la nota con la quale il Ministero dell'interno ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sull'affare consultivo in oggetto;

Esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Francesco Bellomo;

PREMESSO:

Con il ricorso in epigrafe (omissis) domanda l"annullamento, previa sospensione cautelare, del decreto del Prefetto di (omissis) che ha respinto il ricorso gerarchico avverso il provvedimento in data 12 maggio 2013 con cui il Questore di (omissis) ha disposto nei suoi confronti il rimpatrio con foglio di via obbligatorio .

A fondamento del ricorso deduce plurimi motivi di violazione di legge ed eccesso di potere, lamentando difetto di motivazione e di istruttoria, la cattiva applicazione della normativa in materia di prevenzione, e l"omessa comunicazione dell"avvio del procedimento.

Il Ministero riferente ha concluso perché il ricorso sia respinto.

CONSIDERATO:

Il provvedimento impugnato trova fondamento nei molteplici precedenti di polizia per furto e in una condanna non definitiva per false dichiarazioni sull"identità personale, oltre che su un episodio di detenzione di stupefacenti ad uso personale, cui si aggiunge la frequentazione di pregiudicati accertata a partire dal 2006.

Considerato che le misure di prevenzione personale riposano tipicamente su fatti che non hanno – o non hanno ancora – dato luogo a giudicato penale, ma che costituiscono indici qualificati di pericolosità sociale, il provvedimento impugnato appare motivato in modo sufficiente.

Lo stesso risulta altresì attendibile in riferimento all"ambito geografico della limitazione, essendo stata accertata dalle forze di polizia la presenza del ricorrente – residente a (omissis) – nel comune di (omissis), in luogo più volte teatro di delitti contro il patrimonio, senza che ne venisse fornita credibile giustificazione. La proprietà di un immobile in quel comune, affermata in ricorso, non era stata segnalata al momento del controllo di polizia, né di per sé messa in connessione con interessi leciti avuti in quella cittadina.

Le censure di ordine sostanziale sono, dunque, infondate.

Quanto alla censura procedimentale, il procedimento di applicazione delle misure di prevenzione ha natura speciale ed è di regola caratterizzato da ragioni di urgenza. Nella specie, peraltro, la mancata partecipazione al procedimento non ha avuto incidenza sul contenuto del provvedimento impugnato, che si fonda su dati oggettivi non confutabili – né confutati – dall"interessato.

P.Q.M.

esprime il parere che il ricorso debba essere respinto. Istanza sospensiva assorbita.

Pronuncia tratta dal sito ufficiale della giustizia amministrativa.



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