Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2016-03-09

FONDAZIONI E CONTROLLI REGIONALI: UN ESEMPIO DALLA REGIONE VENETO – Alceste SANTUARI

L"art. 5 del d.P.R. 10 febbraio 2000, n. 361 dispone che il controllo sulle fondazioni sia esercitato dalle prefetture ovvero dalle regioni o dalle province autonome competenti. La Regione Veneto ha implementato questa funzione.

"Il riconoscimento delle persone giuridiche private che operano nell"ambito delle materie attribuite alla competenza delle regioni dall"articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, e le cui finalità statutarie si esauriscono nell"ambito di una sola regione, è determinato dall"iscrizione nel registro delle persone giuridiche istituito presso la stessa regione" (d.p.r. 10-2-2000, n. 361, art. 7, co. 1°).

Avuto riguardo all"oggetto del controllo (e della vigilanza) di cui all"art. 5, d.p.r. 361/2000, esso si sostanzia:

a)         nell"esercizio del controllo e della vigilanza sulla amministrazione della fondazione;

b)         nella nomina o sostituzione degli amministratori, mediante l"intervento sostitutivo, in occasione di nomine di amministratori che non possano essere effettuate in base all"atto di fondazione.

c)         nel potere di annullare le deliberazioni della fondazione, qualora queste siano contrarie a norme imperative, all"atto di fondazione, all"ordine pubblico o al buon costume;

d)        nel potere di sciogliere l"organo di amministrazione della fondazione e di nominare un commissario straordinario, quando gli amministratori non agiscano in conformità allo statuto o dello scopo della fondazione o della legge;

e)         nell"esercizio di azioni volte al coordinamento dell"attività di più fondazioni, ovvero all"unificazione di più amministrazioni (art. 26 c.c.);

f)         nel potere di trasformazione della fondazione (art. 28 c.c.): quest"ultima, di fatto poco o punto praticata, deve considerarsi un vero e proprio retaggio storico, che può concretizzarsi anche "attraverso la fusione con altra analoga fondazione" (Cons. St. sez. I, 24.1.56, n. 60, CS, 1956, I, 1104).

Con il Decreto n. 22 del 23 febbraio 2016, il Direttore della Sezione EE.LL. Persone Giuridiche Controllo Atti Servizi Elettorali Grandi Eventi della Regione Veneto ha approvato le modalità per lo svolgimento delle funzioni di controllo e vigilanza sull"amministrazione delle Fondazioni operanti in regione e iscritte nel Registro regionale delle persone giuridiche per l"anno 2016.

La Delibera in oggetto si colloca quale dispositivo implementativo di un"apposita determinazione della Giunta Regionale (d.g.r. 7 dicembre 2011, n. 2078), che ha individuato le modalità di svolgimento delle funzioni di controllo e vigilanza sull"amministrazione delle fondazioni iscritte nel Registro delle Persone giuridiche, ai sensi dell"art. 25 c.c.

Anche per il 2016, quindi, la Regione Veneto, che da anni ha implementato un sistema di controllo, monitoraggio e supervisione sull"attività delle persone giuridiche di diritto privato, ha inteso ribadire un aspetto che risulta essenziale per il buon andamento di tanti servizi di cui la comunità è destinataria, segnatamente, quelli erogati e gestiti dalle fondazioni.

Esse infatti integrano un patrimonio destinato ad un scopo di pubblica utilità. Da ciò consegue, come è noto, che l"asset patrimoniale costituire l"elemento unico di garanzia non solo di continuità nel tempo (tendenzialmente perpetuo) dell"ente ma anche, soprattutto quando quest"ultimo è impegnato nell"erogazione di servizi sociale, socio-sanitari e sanitari, di affidabilità e sostenibilità degli interventi realizzati.

La Regione Veneto, in un"ottica di preservare i patrimoni delle fondazioni che operano sul territorio regionale, ha previsto uno specifico controllo sulla consistenza dei beni patrimoniali, attraverso la verifica annuale della situazione patrimoniale e contabile delle fondazioni, che si inferisce dall"analisi dei bilanci e dei documenti allegati. In questo modo, gli uffici regionali sono in grado di verificare:

-) la congruità del patrimonio rispetto alla/e finalità perseguita/e (che ricordiamo essere il presupposto base per la concessione del riconoscimento della personalità giuridica di diritto privato);

-) l"attività svolta e soprattutto la corrispondenza della stessa alle finalità statutarie;

-) il rispetto del "perimetro" territoriale entro cui si svolge l"attività delle fondazioni (Veneto);

-) il ricorrere di eventuali situazioni ovvero circostanze sulla base delle quali esercitare i poteri ex art. 25 c.c.

Ma come le fondazioni "rendicontano" i dati e le informazioni sopra richiamate? Attraverso la compilazione della dichiarazione contenuta nell"allegato A del Decreto in parola, nella quale le fondazioni, tra l"altro, devono evidenziare se:

-) l"attività della Fondazione è finanziata in modo maggioritario da P.A.

-) il bilancio consuntivo

-) il bilancio preventivo

-) la relazione / parere dell"organismo di revisione contabile

-) lo stato patrimoniale attivo e passivo

-) il rendiconto gestionale

Preme evidenziare che, nonostante ai sensi del Codice civile, l"organismo di revisione contabile sia considerato tra gli organi facoltativi, la Regione Veneto considera tale presenza come necessaria a "certificare" il buon andamento (efficacia, efficienza, economicità) dell"attività gestionale delle fondazioni.

Il decreto in argomento, dunque, rappresenta un esempio virtuoso di esercizio delle funzioni di monitoraggio e controllo di organizzazioni non profit che, sempre più spesso, rappresentano attori protagonisti in molti settori di interesse collettivo e che, pertanto, debbono essere accountable nei confronti della comunità servita.



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