Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2016-05-15

Fondazioni (liriche) e società strumentali: conflitto di interessi – Anac 431/16 – Alceste Santuari

Mentre non si registrano situazioni di inconferibilità o incompatibilità, si deve registrare un conflitto di interesse permanente tra il Sovrintendente di una fondazione (lirica) che agisce anche in qualità di amministratore unico della società strumentale della fondazione medesima

In una fondazione (lirica) il Sovrintendente risulta essere stato nominato responsabile della trasparenza e anche, seppure pro tempore, responsabile della prevenzione della corruzione, nonché amministratore delegato di una società strumentale che la fondazione ha costituito.

A seguito di un esposto di un consigliere comunale dell'ente socio della fondazione, l"Autorità, chiamata a verificare se tali incarichi integrassero ipotesi di conflitto di interessi attesa la sovrapposizione degli stessi nella stessa persona, si è pronunciata sul caso con la deliberazione n. 431 del 6 aprile 2016.

In via preliminare, l"ANAC riconduce la fattispecie della fondazione nella definizione di ente di diritto privato in controllo pubblico di cui all"art. 1, comma 2, lett. c), d. lgs. n. 39/13 e, quindi, come tale si possono analizzare le ipotesi di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi. Parimenti, nel novero degli enti assoggettati alla disciplina in parola rientra anche la s.r.l. totalmente partecipata (cfr. deliberazione ANAC n. 45 del 13 gennaio 2016).

Viene in considerazione la previsione contenuta nell"art. 7 del d. lgs. 39/13, in forza del quale è vietato agli organi politici di enti locali e regionali ma anche agli amministratori di enti privati in controllo pubblico di livello locale e regionale di ricoprire gli incarichi di ente di diritto privato in controllo pubblico da parte di una regione, oppure di una provincia, di un comune con popolazione superiore a 15.000 abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione, se non è trascorso un periodo di due o un anno dalla cessazione del primo incarico.

Tutto ciò premesso, non sembrerebbero dunque sussistere dubbi circa l"applicabilità dell"art. 7 al caso di specie. Se nonché, l"Autorità evidenzia che alle fondazioni liriche, così come anche riconosciuto dalla Corte costituzione (cfr. sent. 18 aprile 2011, n. 153), deve essere riconosciuta natura giuridica pubblica e rilevanza nazionale. Condizione quest"ultima da cui discende, come nel caso di specie, che la nomina del Sovrintendente della fondazione spetta al Ministero competente.

L"ANAC aggiunge che la figura del Sovrintendente, figura apicale pur dotata di ampi poteri gestionali, non rientra nella definizione di amministratore di ente privato in controllo pubblico. Tale definizione comprende, infatti, solo "gli incarichi di Presidente con deleghe gestionali dirette, amministratore delegato e assimilabili, di altro organo di indirizzo delle attività dell"ente, comunque denominato, negli enti pubblici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico". Nel caso di specie, il Sovrintendente partecipa alla riunioni del consiglio di indirizzo della fondazione, ma senza diritto di voto.

Da ciò consegue che alla fattispecie concreta non si applica l"art. 7 del d. lgs. n. 39/2013 e che se anche "si intendesse ricondurre l"incarico di Sovrintendente tra quelli di cui all"art. 1, comma 2, lett. i) del d. lgs. n. 39/13 ove è contenuta la definizione di incarichi amministrativi di vertice, come è noto, la provenienza da dette posizioni non determina alcuna situazione di inconferibilità di nuovi incarichi amministrativi".

Infine, l"ANAC rileva che dal carattere nazionale delle fondazioni liriche deriva l"insussistenza di situazioni di incompatibilità, ai sensi dell"art. 11, comma 1, d. lgs. n. 39/13, che si limita a prevedere l"incompatibilità tra gli incarichi di vertice nelle amministrazioni statali, regionali e locali e gli incarichi di amministratore di ente pubblico di livello nazionale, regionale e locale e la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri, Ministro, Vice Ministro, sottosegretario di Stato e commissario straordinario del Governo o di parlamentare.

Chiarita l"insussistenza di cause di inconferibilità e di incompatibilità ai sensi del d. lgs. n. 39/13, l"ANAC si è dunque espressa sulla sussistenza o meno di cause di potenziale conflitto di interesse derivanti dal fatto che il Sovrintendente ricopra contestualmente anche la carica di amministratore delegato della società strumentale della fondazione, con la quale egli ha sottoscritto, tra gli altri, contratti di cessione di rami d"azienda.

Sul punto, l"Autorità non mostra dubbi: anche in forza dell'articolo 6-bis della legge 241/1990 introdotto dall'articolo 1, comma 41, della legge 190/2012, secondo cui "il responsabile del procedimento e i titolari degli uffici competenti ad adottare i pareri, le valutazioni tecniche, gli atti endoprocedimentali e il provvedimento finale devono astenersi in caso di conflitto di interessi, segnalando ogni situazione di conflitto, anche potenziale", il Sovrintendente non dovrebbe soltanto astenersi in tutte quelle situazioni in cui egli si trovi a valutare gli atti concernenti l'attività della società partecipata, ma tale divieto dovrebbe essere "generalizzato e permanente". E questo perché "il sovrintendente nella sua qualità di unico titolare di poteri di gestione della fondazione è chiamato a valutare l'attività svolta dalla società strumentale […]che è a lui riconducibile quale amministratore unico". Ne consegue l'obbligo per il Sovrintende di scegliere tra l'uno o l'altro incarico.



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