Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2014-05-08

FONDO A DISLIVELLO, MURO DI CINTA E TERRAPIENO CREATO ARTIFICIALMENTE DALL'UOMO - RM

Per quanto concerne i fondi a dislivello, si può parlare di muro di cinta solo nel caso di terrapieno di origine naturale:

"in tema di distanze legali, il muro di contenimento di una scarpata o di un terrapieno naturale non può considerarsi "costruzione" agli effetti della disciplina di cui all'art. 873 c.c. per la parte che adempie alla sua specifica funzione (e, quindi, dalle fondamenta al livello del fondo superiore), qualunque sia l'altezza della parete naturale o della scarpata o del terrapieno cui aderisce, impedendone lo smottamento. La parte del muro che si innalza oltre il piano del fondo sovrastante, invece, in quanto priva della funzione di conservazione dello stato dei luoghi, è soggetta alla disciplina giuridica propria delle sue oggettive caratteristiche di costruzione in senso tecnico-giuridico, ed alla medesima disciplina devono ritenersi soggetti, perché costruzioni nel senso sopra specificato, il terrapieno ed il relativo muro di contenimento elevati ad opera dell'uomo per creare un dislivello artificiale o per accentuare il naturale dislivello esistente" T.A.R. Veneto Venezia, sez. II, 01/02/2011, n. 185 A.B. e altro c. Com. Rovigo Riv. giur. Edilizia 2011, 2-3, 725 – conforme, nel senso che, in tema di muri di cinta tra fondi a dislivello, qualora l'andamento altimetrico del piano di campagna - originariamente livellato sul confine tra due fondi - sia stato artificialmente modificato, deve ritenersi che il muro di cinta abbia la funzione di contenere un terrapieno creato ex novo dall'opera dell'uomo, e vada, per l'effetto, equiparato a un muro di fabbrica, come tale assoggettato al rispetto delle distanze legali tra costruzioni: Cassazione civile, sez. II, 04/06/2010, n. 13628 Soc. Cogea c. Esposito ed altro Giust. civ. Mass. 2010, 6, 867 – conforme - Cassazione civile, sez. II, 22/01/2010, n. 1217 Cervini c. Oddo Giust. civ. Mass. 2010, 1, 92 Riv. giur. edilizia 2010, 3, 847 - cfr., amplius, il volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto -.

Infatti,

"in tema di muri di cinta tra fondi a dislivello, qualora l'andamento altimetrico del piano di campagna - originariamente livellato sul confine tra due fondi - sia stato artificialmente modificato, deve ritenersi che il muro di cinta abbia la funzione di contenere un terrapieno creato "ex novo" dall'opera dell'uomo, e vada, per l'effetto, equiparato a un muro di fabbrica, come tale assoggettato al rispetto delle distanze legali tra costruzioni" Cass. 24.6.03, n. 9998, GCM 2003, 6 - conforme, nel senso che il muro di contenimento non va considerato ai fini delle distanze legali soltanto fino al livello del fondo superiore; la parte del muro che si innalza oltre il piano del fondo sovrastante, invece, in quanto priva della funzione di conservazione dello stato dei luoghi, è soggetta alla disciplina giuridica propria delle sue oggettive caratteristiche di costruzione in senso tecnico giuridico, ed alla medesima disciplina devono ritenersi soggetti, perché costruzioni nel senso sopra specificato, il terrapieno ed il relativo muro di contenimento elevati ad opera dell'uomo per creare un dislivello artificiale o per accentuare il naturale dislivello esistente. Qualora il muro di contenimento assolva anche una funzione di delimitazione del confine tra i fondi, esso va considerato ai fini del rispetto della distanza prescritta dall'art. 873 c.c. soltanto se di altezza superiore a tre metri, ai sensi dell'art. 878 c.c. L'altezza, ai fini della distanza legale, va misurata a partire dal livello del fondo superiore, senza aversi riguardo all'intero corpo del muro: Tribunale Patti, sez. lav., 24/06/2010, n. 131 C. e altro c. S.T. Giust. civ. 2011, 5, 1318.



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