Legislazione e Giurisprudenza, Contratti, clausole abusive, vessatorie -  Redazione P&D - 2014-06-16

FORO DEL CONSUMATORE - Trib. Monza 1442/14 - Samantha BATTISTON

Promessa di pagamento? Si al foro del consumatore. Tribunale Monza, 12/05/2014 n. 1442.

In caso di contratto sottoscritto dal consumatore deve trovare applicazione la disciplina contenuta negli articoli 1496 bis e seguenti del codice civile introdotti dapprima dalla Legge 06/02/1996 n. 52 e successivamente dal Decreto Legislativo 06/09/2006 n. 206.

Tra le novità più rilevanti di tale complesso normativo, concepito per la tutela del consumatore considerato alla stregua di parte debole del contratto, si deve annoverare l'introduzione di un foro territorialmente competente in via esclusiva a dirimere le controversie eventualmente insorte tra il consumatore medesimo ed il professionista (inteso come colui che agisce nell'ambito della propria attività imprenditoriale o professionale ovvero un suo intermediario). In particolare il legislatore ha stabilito che il tribunale territorialmente competente a decidere tale controversie è esclusivamente quello del luogo della sede, residenza o domicilio eletto dal consumatore e che tale foro è derogabile unicamente in seguito ad accordi assunti previa trattativa specifica ed individuale.

Tale principio, come confermato dalla pronuncia qui in commento, deve trovare applicazione anche  nell'ipotesi in cui il consumatore sia chiamato in giudizio a seguito di una promessa unilaterale di pagamento o ricognizione di debito in quanto queste ultime non costituiscono una fonte autonoma di obbligazione bensì sono da considerare una mera estrazione processuale della causa debendi e, pertanto, non dispensano il professionista dall'onere di proporre la domanda nel rispetto del principio di competenza territoriale esclusiva  (Cass. Civ., ordinanza del 10/06/2011, n. 12872).

Nel caso in esame, in seguito alla emissione di un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo a favore del professionista, in sede di giudizio di opposizione, il consumatore aveva chiesto la revoca del decreto affermando che era stato emesso da un giudice territorialmente incompetente in quanto la richiesta di pagamento, per cui era stata formulata l'ingiunzione, era relativa ad una fornitura di mobili effettuata presso la sua abitazione. Il professionista si difendeva asserendo che non doveva trovare applicazione il principio posto a tutela del consumatore in quanto quest'ultimo aveva sottoscritto una promessa di pagamento in un momento diverso e successivo rispetto a quello di conclusione del contratto di vendita.

Il Giudice del Tribunale di Monza, investito della questione, ha accolto le argomentazioni del consumatore revocando così il decreto ingiuntivo e ribadendo che il foro di cui all'art. 33 secondo comma n. 33 del codice consumo (ex art. 1469 bis terzo comma n. 19 c.c.) è esclusivo e derogabile dalle parti solo con trattativa privata. Ha poi ribadito che tale principio deve trovare applicazione anche in caso di ricognizione di debito in quanto la stessa non costituisce una autonoma obbligazione ma trova fonte nel contratto originariamente concluso tra le parti (Cass. Civ., 20/03/2010, n. 6802).













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