Changing Society, Onore, decoro, reputazione -  Peron Sabrina - 2014-05-29

FORO DI MILANO: LE CAUSE DI DIFFAMAZIONE IN APPELLO – Sabrina PERON

Dopo la pubblicazione dei dati e dei profili più significativi delle cause di diffamazione tramite mass media trattate dal Tribunale di Milano nel biennio 2011 – 2012 (v. New Tabloid nn. 3/2013 sentenze civili e 4-6/2013 sentenze penali), è stata ora pubblicata l"analisi delle cause trattate nel medesimo periodo dalla Corte d"Appello di Milano, sezioni civili (v. New Tabloid nn. 1/2014)

Tale ricerca rinvenibile anche al seguente link: http://www.odg.mi.it/sites/default/files/tabloid/newtabloid-1-2014.pdf).

Di seguito una sintesi dei dai più rilevanti emersi:

Durata media del processo civile di secondo grado: dalla data di notificazione dell"atto di citazione in appello tale a quella di deposito della sentenza civile di secondo grado, trascorrono in media circa tre anni e due mesi (e, più precisamente, 1.170 giorni).

Mass-media coinvolti: 61% quotidiani nazionali; 8% quotidiani locali; 8% settimanali; 9% periodici;

Soggetti diffamati (o pretesi tali): 20,65% magistrati; 20,65% persone giuridiche / enti pubblici;15,22% politici / sindacalisti;13,04% privati; 9,78% professionisti; 8,70% imprenditori / amministratori di società; 1,09% giornalisti; 1,09% artisti; 9,78% altre categorie.

Tipologia degli articoli: nel 44% dei casi resoconti di cronaca, nel 38% dei casi dei casi commenti critici (anche attraverso pezzi "satirici"); 4% dei casi di interviste.

Esito giudizio d"appello: spiccata prevalenza delle pronunzie di rigetto e conferma sentenza di primo grado (67,1%) rispetto a quelle di accoglimento e riforma (32,9%).

Per quel che concerne l"entità delle statuizioni contenute nei provvedimenti di accoglimento totale o parziale è emerso quanto segue.

Con riguardo ai giudizi d"appello introdotti dall"attore in primo grado, ovvero il presunto diffamato che ha riproposto in appello le proprie domande risarcitorie e sanzionatorie rigettate dai Tribunali, in accoglimento delle medesime la Corte d"Appello di Milano ha riconosciuto, in media,

-  risarcimento dei danni non patrimoniali per €. 33.750,00;

-  sanzione civile per €. 8.500,00.

Con riguardo invece ai giudizi d"appello introdotti dai convenuti in primo grado, ovvero giornalista, direttore ed editore che hanno chiesto la riforma dei provvedimenti di condanna assunti dai Tribunali, in accoglimento parziale delle medesime la Corte d"Appello di Milano ha ridotto, in media,

- il risarcimento dei danni non patrimoniali da €. 46.488,33 a €. 30.194,73 (- 35% rispetto al giudizio di primo grado);

- sanzione civile da €. 17.500,00 a €. 11.000,00 (- 37% rispetto al giudizio di primo grado).



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