Legislazione e Giurisprudenza, Procedura penale -  Giovanni Sollazzo - 2016-06-22

G.d.p., condotte riparatorie e audizione della persona offesa - Cass. pen. n. 23530/16 - C.C.

Se la dichiarazione di estinzione del reato conseguente a condotte riparatorie consegue alla prescritta audizione della persona offesa, a ciò non può ovviarsi con atti non idonei.

Secondo disposizione legislativa, il giudice di pace, sentite le parti e l"eventuale persona offesa, può dichiarare l"estinzione del reato nei casi in cui ritenga che l"imputato abbia nei termini proceduto alla riparazione del danno cagionato dal reato, mediante le restituzioni o il risarcimento, ed abbia eliminato le conseguenze dannose e pericolose del reato.

Sebbene, come già osservato - Cass. pen., sez. V, n. 12417/16 - nel procedimento penale innanzi al giudice di pace si sia evidenziata una tendenziale responsabilizzazione della persona offesa, alla quale viene riconosciuto un potere di attivazione, in maniera speculare alla rinuncia "o comunque una netta presa di distanza dal dogma della sovranità della volontà della persona offesa" - come reso manifesto dalla possibilità di pronunciare con sentenza l"estinzione del reato a prescindere dal suo dissenso -, il giudice, non può esimersi dalla audizione del menzionato soggetto leso.

Nella pronuncia che si riporta, si ribadisce, infatti, la necessità di procedere preliminarmente alla audizione della persona offesa, pur eventualmente disattendendone il dissenso, non potendo dichiarare la speciale causa di estinzione sulla scorta di atti equivalenti, quali, nel giudizio de quo, una dichiarazione della p.o., solo comunicata dal difensore considerato come "presente solo informalmente".

Ritenuto in fatto

1. Con sentenza del 03/04/2015, il Giudice di pace di -omissis- ha dichiarato non doversi procedere nei confronti di -omissis- per il reato di cui all'art. 590 comma 3 cod. pen., contestatogli perché, alla guida di un'autovettura, percorrendo la strada -omissis-, giunto in prossimità di un attraversamento pedonale, per negligenza, imprudenza, imperizia e violazione delle norme disciplinanti la circolazione stradale, in particolare omettendo di dare la dovuta precedenza al pedone -omissis-, la investiva cagionandole lesioni personali, per estinzione del reato per intervenuta riparazione del danno e delle conseguenze dannose e pericolose del reato.

2. Il Procuratore Generale presso la Corte d'appello di -omissis- ha proposto ricorso per cassazione, rilevando che il giudice avrebbe erroneamente dichiarato estinto il reato ex art. 35 d. Ivo. 274/2000, non avendo provveduto alla audizione della persona offesa, come espressamente previsto, sulla scorta della sola dichiarazione del difensore della persona offesa - neppure dato formalmente presente all'udienza - di avvenuta rifusione del danno.

Considerato in diritto

1. Il ricorso è fondato.

2. L'istituto della estinzione del reato conseguente a condotte riparatorie, disciplinato dall'art. 35, comma 1, d. Igs. 274 del 2000 rappresenta una peculiare forma di definizione alternativa del procedimento che costituisce una delle principali innovazioni introdotte dalla normativa istitutiva della figura del guidice di pace, tramite il quale risulta esaltata la funzione conciliatrice del giudice di pace e il suo ruolo di mediatore. Il legislatore ha escluso ogni forma di automatismo per l'esplicazione degli effetti estintivi, subordinando la pronuncia ad una valutazione di idoenità dellia condotta risarcitoria e riparatoria da parte del giudice di pace, tale da soddisfare le esigenze di riprovazione del reato e quelle di prevenzione. Nel correlare l'estinzione del reato alla valutazione di congruità del giudice di pace, il legislatore ha previsto che siano state sentite le parti, pur non richiedendo che sia stato acquisito il consenso della persona offesa. La conseguenza di ciò è che "...è legittima la declaratoria di estinzione del reato per intervenuta riparazione del danno qualora, pur nel dichiarato dissenso della persona offesa per l'inadeguatezza della somma di denaro posta a sua disposizione dall'imputato quale risarcimento, il giudice esprima una motivata valutazione di congruità della stessa con riferimento alla soddisfazione tanto delle esigenze compensative quanto di quelle retributive e preventivelcfr. Sez. U. n. 33864 del 23/04/2015, Rv. 264240).

Da tale principio si ricava che il giudice di pace deve preliminarmente procedere alla audizione della p.o., eventualmente disattendendone il dissenso, ma non può dichiarare la speciale causa di estinzione del reato sulla scorta di atti equivalenti, quale, nel caso di specie, dovrebbe considerarsi la dichiarazione di avvenuta riparazione del danno da parte della p.o., solo comunicata dal difensore della persona offesa che lo stesso giduice di pace in sentenza ha dato "presente solo informalmente" (cfr. pag. 2 della sentenza), cosicchè non può ritenersi che vi sia stata alcuna interlocuzione con la parte (cfr. sul punto Sez. 4 n. 22290 del 15/05/2014), nel senso chiarito dalle Sezioni Unite di questa Corte nella sentenza sopra richiamata.

3. La sentenza impugnata deve essere quindi annullata senza rinvio, con trasmissione degli atti al Giudice di pace di -omissis- per un nuovo giudizio.

P.Q.M.

annulla senza rinvio la sentenza impugnata e dispone trasmettersi gli atti al Giudice di Pace di -Treviso-.



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