Legislazione e Giurisprudenza, Appalti -  Santuari Alceste - 2016-11-14

Gare dappalto e discrezionalità amministrativa – TRGA TAA 359/16 – Alceste Santuari

Nelle gare ad evidenza pubblica le valutazioni delle offerte sono espressione di un potere di natura tecnico-discrezionale a carattere complesso che, in quanto tale, non può essere sostituito da valutazioni di parte circa l"insussistenza delle prescritte qualità

Con sentenza 25 ottobre 2016, n. 359, il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa del Trentino-Alto Adige è intervenuto in ordine ad una gara esperita dall"Azienda provinciale sanitaria, che ha affidato, in base al criterio dell"offerta economicamente più vantaggiosa, la fornitura biennale, suddivisa in lotti, di reti chirurgiche, sintetiche e biologiche occorrenti alle strutture afferenti all"azienda procedente.

Nel caso di specie, si è trattato di un appalto complesso, con un capitolato di gara che descriveva in modo molto accurato i requisiti tecnici minimi per l"ammissione delle offerte, aventi a oggetto "reti a composizione mista" con caratteristiche altamente sofisticate.

Un"impresa (la ricorrente) ha presentato ricorso al TAR avverso tale procedura competitiva, lamentando di essere stata a torto esclusa dalla stessa con una comunicazione dell"azienda sanitaria, con la quale quest"ultima rilevava la difformità del prodotto offerto dalle caratteristiche minime specificate nel bando di gara. Al contrario, parte ricorrente riteneva che il proprio prodotto rispondesse in modo pieno ai requisiti prescritti dal capitolato.

L"impresa chiedeva ai giudici amministrativi di disporre una consulenza tecnica d"ufficio per valutare l"effettiva rispondenza del proprio prodotto rispetto alle caratteristiche tecniche del capitolato. Il collegio ha rigettato l"istanza di parte, motivando che, alla luce del principio costituzionale di separazione dei poteri, non è consentito al giudice amministrativo sostituire proprie valutazioni a quelle effettuate dalla P.A.

I giudici, in particolare, hanno evidenziato che "incombe sul soggetto che contesta l"aggiudicazione l"onere di individuare e specificare gli elementi da cui il Giudice amministrativo possa evincere che la valutazione tecnico-discrezionale dell"amministrazione sia stata manifestatamente irragionevole, ovvero sia basata su fatti erronei o travisati, atteso che il sindacato del giudice rimane limitato ai casi di macroscopiche illegittimità, quali errori di valutazione gravi ed evidenti oppure valutazioni abnormi o inficiate da errori di fatto".

In ultima analisi, il giudice amministrativo ha ritenuto legittimo il comportamento della commissione giudicatrice, laddove essa ha correttamente evidenziato le "differenze tra prodotto richiesto e prodotto offerto". Spetta, dunque, alla impresa ricorrente dimostrare "l"equivalenza tra prodotto offerto e prodotto richiesto, allegando documentazione scientifica atta a dimostrare la perfetta equivalenza tra le caratteristiche tecniche dei due diversi materiali[…], in funzione dell"esigenza prospettata dall"Amministrazione".



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