Legislazione e Giurisprudenza, Servizi sociosanitari, volontariato -  Santuari Alceste - 2015-11-30

GARE PER TRASPORTO INFERMI: SI AL VOLONTARIATO – Cons. St. 5249/15 – Alceste SANTUARI

Bando di gara per affidamento servizio di trasporto infermi

Legittimità di partecipazione da parte delle associazioni di volontariato

Il Consiglio di Stato conferma il pieno di diritto di cittadinanza al volontariato nell"espletamento delle gare

Il Tar Campania – Napoli, con sentenza 18 marzo 2015, n. 01611, ha respinto il ricorso presentato da alcune società commerciali avverso l"affidamento il cui oggetto è costituito dall"espletamento del servizio di soccorso e trasporto infermi (c.d. servizio 118) e di servizi similari (servizio intraospedaliero e di trasporto per il presidio ospedaliero e distretto sanitario; trasporto a chiamata servizi dializzati; trasporto a chiamata da e per la Casa circondariale femminile delle detenute presso strutture sanitarie regionali; altri servizi afferenti alle aree dell"emergenza – urgenza). L"importo annuo posto a base di gara è stato determinato dalla stazione appaltante in € 4.430.000,00 oltre IVA.

Segnatamente, le società ricorrenti lamentavano quanto segue:

-) l"importo posto dalla stazione appaltante a base di gara sarebbe stato incongruo, in quanto, sulla base di quanto disposto dalla vigente contrattazione collettiva di settore, non avrebbe consentito neppure la copertura del costo del personale da impiegare nell"esecuzione dell"appalto. I giudici amministrativi campani hanno ritenuto le censure non meritevoli di accoglimento, atteso che "la stazione appaltante ai fini della determinazione della base d"asta ha utilizzato in maniera non irragionevole il criterio della spesa storica, ossia l"ammontare della spesa sostenuta nei precedenti esercizi, aumentata del 4%."

-) la previsione contenuta nel bando di gara che ha permesso espressamente la partecipazione (in forma singola o associata) delle Associazioni di volontariato, ossia di soggetti che operano nel settore sanitario attraverso logiche non lucrative.

-) con il terzo motivo di gravame, le ricorrenti hanno contestato la legittimità del bando di gara nella parte in cui ha previsto per le associazioni di volontariato la possibilità di avvalersi di personale volontario, con ciò determinando una violazione della par condicio tra concorrenti.

Su questo punto specifico, il Collegio ha rimarcato che "secondo principi ormai consolidati nella giurisprudenza amministrativa, le associazioni di volontariato possono essere ammesse alle gare pubbliche quali imprese sociali, atteso che il d.lgs. 24 marzo 2006, n. 155 ha riconosciuto ad esse la legittimazione ad esercitare in via stabile e principale un'attività economica organizzata per la produzione e lo scambio di beni o di servizi di utilità sociale, diretta a realizzare finalità d'interesse generale, anche se non lucrativa (cfr. Consiglio di Stato, sez. III, 15 aprile 2013 n. 2056)." Da ciò consegue che se "le Associazioni di volontariato sono legittimate a partecipare alle gare pubbliche (come, del resto, riconosciuto dalle stesse ricorrenti) risulta evidente che esse, nel concorrere alle predette gare, sono altresì legittimate ad avvalersi del personale volontario che le costituiscono."

Il Collegio inoltre non ha ravvisato la lamentata lesione del principio della par condicio, non essendo precluso agli altri soggetti partecipanti alla gara di concorrere in forma di A.T.I. con le Associazioni di volontariato.

Le ricorrenti hanno presentato appello al Consiglio di Stato, sez. III, che, con sentenza 17 novembre 2015, ha confermato la decisione di primo grado, ribadendo la piena cittadinanza delle organizzazioni di volontariato nell"ambito dei rapporti di affidamento con gli enti pubblici, in specie ASL.

Nello specifico, i giudici di Palazzo Spada hanno ribadito quanto segue:

-) risulta ormai recepito l"orientamento che ha riconosciuto l"ascrivibilità anche delle associazioni di volontariato, quali soggetti autorizzati dall"ordinamento a prestare servizi e a svolgere, quindi, attività economiche, ancorchè senza scopi di lucro, al novero dei soggetti ai quali possono essere affidati i contratti pubblici (cfr. Cons. St., Sez. III, 16 luglio 2015; n.3685; Sez. VI, 23 gennaio 2013, n.387), escludendo, quindi, il carattere tassativo dell"elenco contenuto nell"art.34 d.lgs. n.163 del 2006;

-) l"ammissione (peraltro, in sé, non contestata dal ricorrente) delle associazioni di volontariato alla gara implica, quale logico corollario, la possibilità di impiegare nel servizio anche personale volontario (altrimenti la clausola partecipativa resterebbe priva di senso), mentre, a ben vedere, la decisione citata dal RTI ricorrente come affermativa di un principio contrario (Cons. St., Sez. V, 16 gennaio 2015, n.84) non risulta, come sembra prospettare l"appellante, impeditiva dell"impiego dei volontari.

Inoltre, il Consiglio di Stato ha affermato che, poiché per definizione, gli operatori del volontariato non vengono retribuiti, risulta evidente che l"esclusione di una siffatta categoria di personale sarebbe in aperta contraddizione con l"ammissione stessa delle organizzazioni in parola dalle procedure ad evidenza pubblica. Si tratta di una conclusione – conclude il Collegio – che non risulta contraddetta, ma anzi avvalorata dall"orientamento giurisprudenziale accolto dalla Sezione V del Consiglio di Stato con la sentenza n. 84/2015. In quell"occasione, i giudici di Palazzo Spada hanno statuito che l"inattendibilità delle offerte prive di un margine di utile non è estensibile, stante la diversa ratio legis sottostante le offerte, all"ipotesi in cui la proposta economica venga formulata da soggetti costituzionalmente non animati da uno scopo di lucro, quali le ONLUS e le cooperative sociali.

Pertanto, deve considerarsi legittimo il bando di gara che prevede l"impiego di personale volontario per la realizzazione delle prestazioni dedotte in gara, purché si tratti di servizi e settori di attività coerenti con il ruolo operativo delle organizzazioni di volontariato coinvolte e con la ratio della disciplina in materia di volontariato.



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