Legislazione e Giurisprudenza, Danni patrimoniali -  Mottola Maria Rita - 2014-07-12

GATTI, AFFETTIVITA, DANNO PATRIMONIALE E LIMITE AL RISARCIMENTO, TRIB. MILANO 30.6.2014 – Maria Rita MOTTOLA

Il giovane Tobi partì dunque insieme con l"Angelo,

e il cane andò dietro a loro

(Tb 6,1)

Proseguiamo nell"esame critico della sentenza di Milano. Abbiamo già detto che l"esclusione del risarcimento del danno per l"uccisione dell"animale d"affezione in caso di condotta meramente colposa si inserisce in un più ampio disegno giuridico di limitazione della risarcibilità, da cui traggono beneficio le compagnie assicuratrici.

La storia umana è storia di comunanza con il mondo animale che condivide lavoro, casa, gioie e declino. E" difficile disgiungere la vita umana dalla relazione che si instaura con gli animali, come è impossibile dubitare che gli animali soffrano. La compassione, il patire delle sofferenze dell"altro, è grande anche quando a soffrire è un nostro amico animale.

Ma la sentenza dopo aver risarcito il danno morale si accinge a riconoscere come ovvia conseguenza anche il danno patrimoniale che corrisponde nella richiesta alle spese di cura veterinarie per un totale di €. 8.500 oltre al maggior danno dovuto alla necessità per le attrici di chiedere un prestito bancario per affrontare la spese.

Il procedimento giuridico seguito dal Tribunale è complesso ma parte dall"assunto che la spese sostenuta, se pur documentata era eccessiva.

Il Tribunale risolve la questione asserendo che l"art. 1227 c.c. impone al danneggiato di evitare l"aggravarsi del danno usando la normale diligenza. Mentre non è accettabile limitare le spese per la cura medica nel caso di cure veterinarie è possibile porre un limite. Asserisce altresì che il bene tutelato è la relazione uomo-animale d"affezione e non la salute dell"animale in sé. Sul punto sarebbe difficile obiettare che il danno alla salute dell"animale viene pagato al padrone quale esercente una qualche potestà.  A questo punto si potrebbe obiettare che la costituzione tutela il diritto di costituire e mantenere rapporti affettivi stabili e che quindi anche il rapporto con l"animale d"affezione è un bene tutelato costituzionalmente. E" pur vero che gli animali, tutti e non solo quelli di compagni, condividono con l"uomo un destino che non hanno concorso a creare, subendo il più delle volte le malefatte umane che distruggono ambiente e atmosfera. Ed è altrettanto vero che l"animale è un essere vivente e come tale è soggetto di diritti

Pare a chi scrive che il Tribunale sia rimasto sconcertato dalla somma richiesta e spesa per cure veterinarie che è obiettivamente e senza tema di smentita molto alta. Ci si chiede quali cure siano mai state poste in essere. E forse questo ha indotto il Tribunale a trovare una soluzione che consentisse di offrire un risarcimento che fosse giuridicamente corretto e nel contempo non eccessivo.

Moralmente la preoccupazione pare ineccepibile. Giuridicamente apre il varco a difficoltà e a perplessità circa la possibilità di applicare i criteri indicati nella decisione anche ad altre ipotesi così forzando il sistema risarcitorio e ponendo le basi per uno scardinamento dello stesso.

Allora il Signore aprì la bocca dell"asina, ed essa disse … (Nm22, 25.28).

E l"asina disse! Nel nostro mondo senza tenerezza,

avessimo almeno la grazia di udire la voce dell"asina.

(Paolo Debenedetti, E l"asina disse … Qiqajon 1999)



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