Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2013-11-05

GESTIONE CICLO DEI RIFIUTI E INFRASTRUTTURE A SUPPORTO – Cass. 22317/13 – Alceste SANTUARI

La Corte di Cassazione, SS.UU., con sentenza del 30 settembre 2013, n. 22317 è intervenuta per ribadire la giurisdizione del giudice ordinario in materia di realizzazione delle infrastrutture necessarie per l'espletamento dei servizi di gestione del ciclo dei rifiuti.

Una società citava in giudizio, davanti al Tribunale di Palermo, l'Assessorato all'Industria della Regione siciliana, esponendo che, dopo aver ricevuto in concessione una miniera, la cui attività era stata interrotta, nel 1992, essa aveva riavviato la produzione, nella ragionevole aspettativa che l'Assessorato all'Industria realizzasse le infrastrutture occorrenti al funzionamento delle attività nel settore dei sali alcalini, secondo quanto previsto dalla legge regionale siciliana 1 febbraio 1991, n. 8, art. 2. Poiché l'assessorato non aveva realizzato le infrastrutture in questione, verso la fine del 1992 l'attività era stata sospesa.

La società, sostenendo di non avere più obblighi discendenti dal rapporto di concessione, chiedeva la condanna dell'Assessorato al risarcimento dei danni subiti per effetto della mancata realizzazione delle strutture necessarie al funzionamento dell'azienda.

Il tribunale, con sentenza 24 dicembre 2004, condannò l'amministrazione al risarcimento dei danni. Contro tale decisione, l'assessorato propose appello, eccependo il difetto di giurisdizione del giudice ordinario, e censurando nel merito l'accoglimento della domanda risarcitoria. La Corte d'appello di Palermo, con sentenza 22 agosto 2011, respingeva il gravame statuendo che:

- la giurisdizione del g.o. doveva essere confermata;

- l'inerzia dell'assessorato nella realizzazione degli interventi infrastrutturali costituiva la violazione di un obbligo derivante dalla legge regionale e che tale violazione era stata una concausa dei danni lamentati dalla società.

Per la cassazione della sentenza della Corte d"Appello di Palermo, ha presentato ricorso l"amministrazione regionale sostenendo che il g.o. non ha competenza sulla questione in oggetto. Nello specifico, la Regione ha evidenziato che "la giurisdizione appartiene al giudice amministrativo, perchè anche in materia di diritti soggettivi, se la loro lesione sia dedotta come effetto di un comportamento materiale, anche omissivo, che sia espressione di poteri autoritativi della p.a. in materie pubblicistiche o riservate alla giurisdizione dei giudici amministrativi - come nella gestione del territorio, dei servizi pubblici o dei regimi concessori - ad esso compete la cognizione esclusiva delle relative controversie in ordine alla sussistenza in concreto dei diritti vantati, al contemperamento o alla limitazione di tali diritti e alle richieste risarcitorie dei soggetti che deducono di essere danneggiati da detti enti o comportamenti."

Da ciò conseguirebbe, per la difesa della Regione, che "il mancato intervento infrastrutturale dell'assessorato, all'origine del preteso illecito, atterrebbe o all'esercizio di un potere politico insindacabile, in ordine alle scelte prioritarie di spesa e di intervento nella gestione del territorio e degli impianti di smaltimento rifiuti nel settore minerario esercitato in regime di concessione; o all'esercizio di un potere amministrativo eminentemente pubblicistico, di gestione del territorio o del pubblico servizio di smaltimento rifiuti o minerario, devoluto alla giurisdizione del giudice amministrativo; o al regime di esercizio concessorio della miniera[…], tra [la società] e assessorato regionale, devoluto alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo dalla L. n. 1034 del 1971, art. 5, oggi c.p.a.."

La Corte, a fronte di questa eccezione, sostiene che:

-) la giurisdizione in materia di diritti soggettivi, qual è certamente quello al risarcimento del danno, spetta di regola al giudice ordinario, salvo che non ricorra uno dei casi di giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo;

-) è pur vero che non esiste alcun principio o norma nel nostro ordinamento che riservi esclusivamente al giudice ordinario la tutela dei diritti costituzionalmente protetti (come ha affermato la Corte costituzionale nella sentenza n. 140 del 2007);

-) tuttavia non è sufficiente che il danno lamentato sia imputabile alla pubblica amministrazione perchè possa affermarsi la giurisdizione del giudice amministrativo, richiedendosi inoltre che si versi in uno dei casi di giurisdizione esclusiva, che si tratterebbe dunque di identificare;

-) la controversia non verte su concessioni minerarie, rapporto – come sopra richiamato – che si era concluso tra le parti;

-) la controversia si basa esclusivamente in termini di azione aquiliana, e non vi è alcun cenno ad obblighi o diritti che nascerebbero da una concessione;

-) non si tratta di controversia riguardante la gestione del territorio;

-) le "infrastrutture" previste in concreto dalla legge non sono a servizio della generalità dei cittadini, ma devono realizzarsi in via esclusiva e funzionale a servizio dell'attività economica e imprenditoriale svolta nel settore specifico che la normativa della Regione intende promuovere e far sviluppare (cfr. Cass. 22 agosto 2007, n. 17831);

-) il comportamento illegittimo è costituito esclusivamente dalla mancata esecuzione della legge regionale, sotto il medesimo profilo dell'omessa realizzazione delle infrastrutture per lo smaltimento dei rifiuti.

La Corte di Cassazione non identifica, quindi, l"attività di realizzazione delle infrastrutture di cui sopra quale "attività qualificabile come servizio pubblico, in particolare di gestione dei rifiuti: questa gestione, richiedendo l'esistenza delle necessarie infrastrutture, suppone la realizzazione di tali opere, e perciò non può coincidere con essa."

Da questo reasoning, pertanto, la Corte fa discendere la conseguenza che risulta competente il giudice ordinario, "in forza del principio per il quale la realizzazione delle infrastrutture necessarie per l'espletamento dei servizi di gestione del ciclo dei rifiuti non costituisce essa stessa gestione del ciclo dei rifiuti, e non ricade pertanto nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo secondo la previsione del D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104, art. 133 comma 1, lett. p)."



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