Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità della p.a. -  Santuari Alceste - 2016-01-18

GESTIONE DEI RIFIUTI INEFFICIENTE: RESPONSABILITA DEL SINDACO – Corte Conti Calabria 256/15 – Alceste SANTUARI

Gestione inefficiente del servizio raccolta rifiuti

Responsabilità erariale del sindaco e del responsabile amministrativo

Reinternalizzazione del servizio e altre scelte operative

Con sentenza n. 256 del 10 dicembre 2015, la Corte dei conti, sezione giurisdizionale per la Calabria ha riconosciuto sindaci e funzionari comunali responsabili per una inefficiente gestione del servizio pubblico di raccolta dei rifiuti.

L"accusa dei magistrati contabili, sulla scorta dell"accurato esame dei provvedimenti adottati dall"amministrazione comunale, è rivolta alla modalità organizzativa, ritenuta diseconomica e confusa con la quale il comune ha gestito il servizio in oggetto a seguito della scadenza del contratto di servizio tra l"ente territoriale e una società mista pubblico-privata. Nella fattispecie, gli amministratori e i funzionari sono stati accusati di aver gestito in modo irrazionale un servizio pubblico, che lo ricordiamo rientra nelle finalità istituzionali degli enti locali, sia reinternalizzando il servizio medesimo sia affidando ad un"impresa locale il nolo di automezzi e trattori stradali necessari alla gestione del sevizio in parola.

Vediamo nel dettaglio le censure mosse all"amministrazione comunale:

  1. Il contesto normativo: all"epoca dei fatti vigeva l"art. 200 del d.lgs. n. 152/2006, secondo il quale la gestione dei rifiuti urbani è organizzata sulla base di ambiti territoriali ottimali e secondo il quale spetta all"Autorità d"ambito l"organizzazione del servizio con il compito di determinare gli obiettivi da perseguire, a garanzia di una gestione secondo criteri di efficienza, di efficacia e di economicità.
  2. La competenza comunale: sulla scorta delle previsioni normative del Codice dell"ambiente, dunque, la competenza comunale doveva ritenersi esclusa. Ciononostante, l"amministrazione comunale ha provveduto a gestire il servizio in economia
  3. Il comportamento del comune nella scelta dell"operatore: il comune ha esternalizzato il servizio di nolo degli automezzi dichiarando in modo falso di:
  4. aver adottato una procedura comparativa. La magistratura contabile, al riguardo, ha censurato il metodo utilizzato dal comune che, invece, ha provveduto a trasferire "risorse pubbliche in favore di una impresa privata, senza alcun presupposto giuridico autorizzatorio, in palese dispregio del quadro normativo vigente".
  5. l"esistenza di una situazione di emergenza, che all"epoca della scelta gestionale era già stata superata.

In ragione delle scelte amministrative compiute il servizio di raccolta dei rifiuti veniva svolto in modo saltuario e con gravi disagi per la popolazione locale, con frequenti segnalazioni alla Prefettura di condizioni igienico-sanitarie carenti. A ciò si aggiunga – fanno notare i magistrati contabili – il servizio, disorganizzato, saltuario e diseconomico, è stato finanziato con le imposte comunali: ne consegue che i cittadini hanno contribuito all"erogazione di un servizio reso in modo illegale e illegittimo che non è stato in grado di garantire "nemmeno condizioni di igiene e decoro del suolo comunale".

In ultima analisi, la Sezione ha riconosciuto il nesso di causalità tra la condotta illecita tenuta dal comune e il danno erariale causato, affermando che la trascuratezza dei doveri d"ufficio è contrassegnata da dolo, in quanto i soggetti preposti non potevano disconoscere "la totale illegittimità della reinternalizzazione del servizio".

Di qui la condanna ai sindaci del periodo storico preso in considerazione e ai funzionari coinvolti: ai soggetti interessati è stato addebitato un danno calcolato nell"importo pari ai maggiori costi sostenuti dall"ente per la gestione del servizio rifiuti, a seguito di scelte incoerenti e ingiustificate. In termini quantitativi, si tratta di una cifra pari a mezzo milione di euro.

Ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, la sentenza de qua evidenzia la necessità per gli enti locali di porre particolare attenzione alle scelte gestionali e giuridico-organizzative con le quali assicurare l"erogazione dei servizi pubblici da erogare a favore dei cittadini.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati