Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2014-12-18

GIURISPRUDENZA IN MATERIA DI MURO COMUNE: ROVINA, MODIFICA, COMPOSSESSO - Riccardo MAZZON

- la successiva modifica dello stato dei luoghi muta la natura (presunta) comune del muro divisorio?

- responsabilità per danni derivanti da rovina del muro comune: chi risponde?

- compossesso del muro insistente sul fondo altrui: si presume il compossesso del muro divisorio

E' precisato in giuriisprudenza come la successiva modifica dello stato dei luoghi non muti la natura comune del muro divisorio, né quando essa faccia venir meno l"omogeneità dei beni divisi,

"la presunzione di comproprietà del muro divisorio, di cui all'art. 880 c.c., non viene meno qualora, a seguito di mutamento dello stato dei luoghi, cessi l'originaria omogeneità dei beni immobili finitimi" Trib. Milano 18.10.01, GMi, 2002, 184 - cfr., amplius, il volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto -;

né quando si tratti di abbattimento di edificio:

"qualora in virtù della coesistenza di due edifici, il muro che li divide è da ritenere comune - in virtù della presunzione di comunione sancita dall'art. 880, c.c. riguardo ai muri che separano entità prediali omogenee -, il venire meno di tale coesistenza, per la demolizione, in tutto od in parte, di uno dei due edifici, non immuta lo stato giuridico presunto, sicché continua a restare a carico di chi invoca la proprietà esclusiva l'onere di dimostrare che, in realtà, la comunione non sussisteva al tempo della contemporanea esistenza dei due edifici o è venuta a cessare per un fatto posteriore, idoneo a trasferire il dominio" T.A.R. Lazio Roma, sez. II, 1.7.05, n. 5414, FA, 2005, 7/8 2426.

Quanto alla responsabilità per danni derivanti da rovina del muro comune, se

"il proprietario che demolisce il muro comune è obbligato ad eseguire le riparazioni necessarie ad evitare danni ai vicini. Tuttavia tale obbligo - il quale costituisce oggetto di un'obbligazione "propter rem" - non si estende, per difetto del nesso causale, ai danni ascrivibili casualmente alla condotta di altri soggetti (terzi esecutori di altre opere di demolizione) od alle carenze strutturali del fabbricato" Cass. 19.10.98, n. 10325, GCM, 1998, 2111,

è stato anche deciso che

"nell'ipotesi in cui non sia stata superata la presunzione di comunione del muro di confine tra fondi a dislivello, i proprietari dei fondi superiore ed inferiore sono solidalmente responsabili nei confronti dei terzi danneggiati dalla rovina del muro comune" Cass. 29.10.01, n. 13406, FI, 2002, I, 1473.

Altra questione sollevata in relazione al muro comune riguarda l"eventuale presunzione di compossesso del muro di confine.

In particolare,

"il compossesso del muro posto oltre il confine (compossesso che non può essere presunto) può essere riconosciuto al proprietario del fondo sul quale esso non insiste solo quando quello dimostri d'averlo effettivamente posseduto e, nel caso in cui sia collocato a distanza del confine, quando dimostri, altresì, d'aver posseduto la porzione di fondo altrui compresa tra il proprio fondo ed il muro" Cass. 21.11.00, n. 15012, GCM, 2000, 2391.

Al contrario,

"la presunzione di comproprietà di un muro divisorio, a norma dell'art. 880 c.c., fondandosi su uno stato di fatto, qual è l'esistenza di due edifici confinanti divisi da un muro di eguale utilità per l'uno e l'altro, comporta, in mancanza di prova contraria, la presunzione anche del compossesso del muro stesso, in considerazione dell'utilità che esso fornisce ad entrambi gli immobili, sicché in funzione dell'eccezione feci sed iure feci può spiegare rilevanza nel giudizio possessorio che abbia oggetto la tutela del detto manufatto" Cass. 23.2.90, n. 1348, GCM, 1990, fasc. 2.

Naturalmente, secondo le regole sottese al giudizio possessorio,

"costituisce prova presuntiva del compossesso di un muro, ai fini della tutela possessoria, l'accertata funzione divisoria di esso, e pertanto nel relativo giudizio, a differenza di quello petitorio, è irrilevante la prova contraria per accertare se invece, a titolo originario o derivativo, la proprietà immobiliare del muro è esclusiva" Cass. 27.11.99, n. 13275, GCM, 1999, 2372.



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