Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2015-02-18

GIURISPRUDENZA IN TEMA DI SOPRAELEVAZIONE DEL MURO COMUNE: STRUTTURA-VETRATA E ALTRO - Riccardo MAZZON

la sopraelevazione del muro comune in giurisprudenza

la sopraelevazione del muro divenuto comune per usucapione

modalità concrete, limiti, concorrenti situazioni possessorie, struttura-vetrata, struttura non in appoggio

Quanto alla sopraelevazione del muro divenuto comune per usucapione, anch"essa soggiace alla normativa supra descritta, prevista dall"articolo 885, comma primo, del codice civile:

"nel caso in cui si sia acquistata (nella specie, per usucapione) la comproprietà di un muro posto sul confine, la successiva sopraelevazione (muro su muro) non integra la fattispecie dell'accessione, di cui all'art. 934 c.c., a favore dell'originario unico proprietario del muro stesso, bensì quella prevista dall'art. 885 comma 1 c.c. che consente al comproprietario di innalzare il muro comune e stabilisce che la parte sovraedificata resta di sua esclusiva proprietà (fino a che il vicino non si avvalga del diritto di renderla comune: cfr., amplius, il volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto). Con la conseguenza che il comproprietario che ha provveduto alla sopraelevazione è facoltizzato ad aprire delle luci nella maggiore altezza nel muro" Cass. 23.5.81, n. 3398, GCM, 1981, fasc. 5.

La casistica giurisprudenziale in materia di sopraelevazione è, peraltro, estremamente variegata.

Meritano, tra le tante, di essere segnalate le seguenti pronunce, riguardanti le modalità concrete da seguirsi in caso di sopraelevazione,

"la regola generale secondo cui tutti i condomini hanno eguale diritto di utilizzare la cosa comune trova applicazione specifica, in riferimento alla facoltà di sopraelevare e ricostruire il muro comune, nella disciplina dell'art. 885 c.c., in base alla quale colui che intraprende la sopraelevazione del muro comune deve iniziare, in ogni caso, la costruzione dal confine della sua proprietà esclusiva, anche quando non intenda estendere la sopraelevazione a tutto lo spessore del muro giacché diversamente, egli attrarrebbe nella sfera della sua proprietà esclusiva una porzione della cosa comune. Allo stesso obbligo è soggetto anche il comproprietario che sopraelevi in corrispondenza dell'area, precedentemente non utilizzata dal vicino, contitolare di un pari diritto, il quale, avendo solo parzialmente esercitato la facoltà di sopraelevazione, non ha inteso rinunziare al diritto di chiedere in futuro la comunione della parte sopraelevata per l'intera sua estensione" Cass. 14.1.80, n. 340, GCM, 1980, fasc. 1;

i limiti ai quali tali modalità debbono sottostare,

"l'esercizio da parte del comproprietario della facoltà di innalzare il muro comune ai sensi dell'art. 885 c.c. non richiede che la sopraelevazione sia estesa a tutto lo spessore del muro, potendo essere contenuta nei limiti della linea mediana, sempre che le modalità della costruzione consentano al vicino di fare analogo uso del muro stesso ed in particolare non gli sottraggono il diritto di chiedere in futuro la comunione della parte sopraelevata per l'intera estensione. Pertanto la detta facoltà di elevazione parziale del muro comune non può essere riconosciuta quando il comproprietario abbia costruito un debole manufatto in vetro e ferro appoggiato solo in parte al muro di confine, non suscettibile di diventare oggetto di proprietà comune col vicino, nè di sostenere un'eventuale sopraelevazione di quest'ultimo" (Cass. 6.4.87, n. 3330, DGA, 1988, 163);

il conflitto di concorrenti situazioni possessorie,

"nell'ipotesi di conflitto di concorrenti situazioni possessorie riferite ad un medesimo bene, l'azione di manutenzione consente al possessore che per fatto dell'altro abbia subito o tema molestia o pericolo (o abbia subito spoglio non più riparabile mediante azione di reintegrazione) di conseguire pieno ripristino nella situazione anteriore di sicuro pacifico possesso, con repressione o prevenzione dell'attività lesiva ed eliminazione di ogni suo effetto di danno; ma questo risultato deve ritenersi utilmente e congruamente realizzato anche quando il ripristino integrale avvenga in modi che tuttavia consentano all'autore della denunciata attività lesiva di svolgere ulteriormente la stessa, eliminandone le conseguenze pregiudizievoli verificatesi e dando certezza che altre non ne derivino. Pertanto, nel giudizio possessorio proposto in relazione a pericoloso innalzamento di un muro comune, al possessore che per il fatto dell'altro abbia subito o tema pregiudizio può darsi tutela, oltre che con il divieto della sopraelevazione e con la demolizione della parte eseguitane, anche, alternativamente, ordinandosi, sempre che sia possibile in concreto, la ricostruzione o il rinforzamento del muro non efficiente sì da garantire la solidità e stabilità, e la capacità di maggiori carichi, e quindi sostanzialmente ripristinare la pregiudicata situazione di concorrente possesso" Cass. 25.6.85, n. 3837, GCM, 1985, fasc. 6;

l"apposizione di struttura-vetrata,

"in tema di rapporti di vicinato, e con riguardo a costruzione legittimamente realizzata sul confine, l'apposizione di struttura-vetrata, sul parapetto del lastrico solare di una costruzione, configura un consentito esercizio della facoltà di sopraelevazione del muro divisorio, salva la ricorrenza di specifici divieti regolamentari o convenzionali" (Cass. 9.2.82, n. 783, GCM, 1982, fasc. 2);

la sopraelevazione di struttura non in appoggio:

"non si applica l'art. 885 c.c. in caso di sopraedificazione su costruzione non in appoggio e di proiezione con aggetti nell'area del muro in comunione: la sopraedificazione su una costruzione non in appoggio al muro comune sul confine, pure in caso di proiezione con oggetti nell'area del muro, non ne costituisce innalzamento, sicché al riguardo non può trovare applicazione la disciplina dell'art. 885 c.c." Cass. 22.7.81, n. 4724, GI, 1982, I, 1, 1246.



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