Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2014-06-17

GLI ENTI LOCALI POSSONO COSTITUIRE FONDAZIONI DI PARTECIPAZIONE – Corte Conti Veneto 345/14 – Alceste SANTUARI

Un sindaco chiede alla sezione di controllo della Corte dei Conti per la Regione Veneto se l"ente può partecipare ad enti privati non commerciali (fondazione di partecipazione ovvero società consortile) attesi i divieti previsti dall"art. 14, comma 32, d.l. n. 78/2010 (divieto di costituire ovvero mantenere partecipazioni per i comuni con popolazione inferiore ai 30.000 abitanti) e dall"art. 9, comma 6, d.l. 95/2012 (divieto di istituire enti, agenzie e organismi comunque denominati…).

La sezione di controllo, con parere del 28 maggio 2014, n. 345, ribadisce quanto segue:

  1. con decorrenza 1 gennaio 2014, per effetto dell"abrogazione introdotta dai commi 561 e 562 dell"art. 1, legge 27 dicembre 2013, n. 147 (Legge di Stabilità 2014) i divieti sopra richiamati non sono più vigenti;
  2. conseguentemente, sotto il profilo dei vincoli di finanza pubblica non sussistono impedimenti a che gli enti locali possano partecipare a società o fondazioni, quest"ultime anche quali evoluzione giuridico-organizzativa di preesistenti ed operanti forme giuridiche (nella fattispecie un comitato organizzatore);
  3. in particolare, avuto riguardo alle fondazioni di partecipazione, i giudici contabili veneti evidenziano che si tratta di una formula che risulta particolarmente funzionale a realizzare un partenariato pubblico-privato;
  4. in merito alla possibile trasformazione del comitato su richiamato, la Sezione richiama espressamente le previsioni riguardanti le trasformazioni eterogenee quali ancoraggi di natura normativa per valutare le forme giuridiche da adottare;
  5. è necessario che l"ente locale ponga attenzione, in ossequio ai principi di sana gestione e delle regole della contabilità pubblica, a tutte le implicazioni di natura economica che possono sottendere alla propria partecipazione alla fondazione/società consortile;
  6. l"autonomia negoziale degli enti locali, specie se diretta ad acquisire partecipazioni in enti privati non lucrativi, che dunque vengono sottratte ad altri impieghi, rimane sempre assoggettata alle verifiche della Corte dei Conti.

Avuto riguardo a quest"ultima annotazione, preme evidenziare che proprio la fondazione (compresa quella di partecipazione) deve essere oggetto di approfondita valutazione e ponderazione da parte dell"ente locale, specie per le implicazioni di natura patrimoniale che la fondazione implica. Invero, è opportuno rammentare che la formula della fondazione prevede un conferimento "tendenzialmente perpetuo" del patrimonio (danaro, immobili, terreno, know how, et similia). Ciò significa che, a differenza di altre formule privatistiche, quali ad esempio le società di capitali, quand"anche l"ente locale decidesse di esercitare il proprio diritto di recesso dalla fondazione (di partecipazione), al recesso non si accompagna (come accade, invece, nelle società di capitali) la restituzione del patrimonio conferito. E ciò proprio in ragione del vincolo impresso sul patrimonio delle fondazioni, il quale solo è riconosciuto (nell"atto di concessione della personalità giuridica di diritto privato) quale elemento fondamentale ed essenziale (congruo) per potersi dar vita alla fondazione. Si tratta, dunque, da parte dell"ente locale di operare una valutazione costi-benefici rispetto alla finalità da perseguire e al patrimonio da conferire per realizzare quella finalità.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati