Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2014-03-29

GLI STRUMENTI URBANISTICI LOCALI NON POSSONO INCIDERE SULLA DEFINIZIONE DEL MURO DI CINTA - RM

Premesso che il muro di cinta non può avere un"altezza superiore a tre metri e il giudice può condannare alla demolizione della sopraelevazione che importi innalzamento "oltre metri tre rispetto al piano":

"il muro di cinta non può avere un"altezza superiore a tre metri. Pertanto la sopraelevazione oltre detta misura deve ritenersi illegittima. Tuttavia, il giudice d"appello può modificare la statuizione del giudice di prime cure laddove condanna alla demolizione dell"intera sopraelevazione del detto muro, invece che esclusivamente della sopraelevazione che importi innalzamento oltre metri tre rispetto al piano" Corte appello Catania, sez. II, 25/03/2008, n. 529 - Redazione Giuffrè 2008; cfr., amplius, il volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto;

gli strumenti urbanistici locali non possono incidere sulla definizione di "muro di cinta", derogando al disposto dell"articolo 878 c.c.:

"è illegittima, per violazione dell'art. 878 c.c., la norma tecnica di attuazione del Prg laddove equipara una costruzione di altezza non inferiore a tre metri e priva di pareti finestrate ai muri di cinta, ammettendone l'edificazione sul confine anche in difetto di convenzione col confinante: tale disposizione civilistica, riferendosi unicamente ad un muro che abbia entrambe le facce isolate dalle altre costruzioni e non racchiuda uno spazio coperto avente una propria volumetria, contiene una definizione di muro di cinta che non può essere modificata dalle n. t.a. del Prg" T.A.R. Emilia Romagna Bologna 8.4.04, n. 509, GC 2004, I,1899.



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