Articoli, saggi, Autodeterminazione -  Colussi Ilaria Anna - 2014-01-06

GLI STUPRI IN INDIA: UN'AMARA REALTÀ - Ilaria Anna COLUSSI

Le cronache parlano chiaro: gli stupri in India continuano. Ne sono palese esempio gli avvenimenti che hanno aperto il 2014 e che vanno ad aggiungersi alla triste lista delle violenze sessuali subite dalle donne nel meraviglioso quanto misterioso subcontinente indiano. Nel dicembre 2012 la questione è giunta all"attenzione globale a causa dello stupro di gruppo, compiuto su un autobus ai danni di una studentessa di New Delhi, che morì poche settimane dopo l"evento. Il fatto, che scatenò un"ondata di proteste e rabbia in tutta l"India, ha portato all"emanazione di leggi "forti" come quella dell"aprile 2013 che ha modificato il codice penale indiano, prevedendo la pena di morte per gli stupratori recidivi o quelli che determinino la morte o lo stato vegetativo per le vittime, e modificando la nozione di stupro statuendo che "qualsiasi inserzione/penetrazione del pene o di altre parti del corpo maschile o di oggetti negli orifizi femminili, senza il consenso della donna, o costrizione a far compiere a questa tali pratiche o a porre la bocca sugli organi genitali senza consenso" costituisca stupro. Inoltre, è stata decisa pure l"istituzione di speciali tribunali atti a decidere sui casi di violenza sessuale e, più recentemente, la devoluzione di appositi fondi per installare sui mezzi pubblici telecamere e dispositivi GPS a tutela delle donne. Tuttavia, lo stupro all"interno del matrimonio non è ancora considerato tale, in quanto con il legame nuziale il consenso della donna ai rapporti sessuali è presunto e i rimedi per eventuali (ma difficilmente dimostrabili dalla vittima e a stento riconosciuti dai giudici) casi di abuso sono solo di tipo civilistico (come disciplinato dal "Protection of Women from Domestic Violence Act" del 2005). E vi è di più: proprio in questo inizio di 2014 in cui i casi di stupro in India tornano amaramente alla ribalta, la Corte d"Appello di Delhi ha assolto un uomo che era stato accusato di stupro dalla sua segretaria, dopo aver avuto plurimi rapporti sessuali con la stessa, dietro la promessa di sposarla. I giudici hanno affermato che il sesso prematrimoniale è "immorale" e "contrario ai principi di tutte le religioni" e che una donna adulta e istruita che accetta di avere relazioni sessuali per una promessa di matrimonio non può ritenersi abusata. In tal modo, la corte oblitera la convinzione che un rapporto sessuale che abbia come presupposto un possibile matrimonio non può rientrare nella definizione di "stupro", anche se la promessa poi non viene mantenuta dall"uomo: come dire che l"uomo ha la facoltà di concludere le nozze o no,  mentre l"atteggiamento della donna è in ogni caso immorale.

Gli stupri commessi finora nei confronti di giovani donne indiane e straniere, e addirittura di bambine, violentate, bruciate e uccise barbaramente non sono che punte di iceberg di un problema ben più radicale e profondo, che le autorità politiche e giudiziarie sottovalutano: quello della lesione della integrità fisica e sessuale delle donne in India, che spesso viene commessa con la complicità delle istituzioni, nel silenzio e inerzia delle forze dell"ordine, nella totale assenza di garanzia da parte delle famiglie che non credono ai racconti delle vittime o chiedono alle stesse di mutare la versione dei fatti innanzi alla polizia. Inoltre, in molte aree del Paese sopravvive ancora la pratica arcaica, umiliante e traumatizzante, del "test delle due dita" ("finger test") che consiste nell"inserimento, da parte del medico legale, di due dita nella vagina della vittime per stabilire se lo stupro abbia davvero avuto luogo, al punto se risultasse che la persona è "abituata al sesso" viene annullata la possibilità che lo stupro sia avvenuto, nonostante l"irrilevanza scientifica del test. Purtroppo, quindi, in India gli stupri non sono un fenomeno nuovo, ma un retaggio del passato e frutto della visione prevalentemente maschilista e patriarcale che è ancora radicata in una società, in cui le donne non sono considerate uguali agli uomini, le bambine appena nate vengono uccise o abbandonate alla nascita, le donne sono viste solo come madri e casalinghe o come esseri sensuali da dominare e possedere, come mostrano i celebri film di Bollywood.

Le misure per garantire la tutela dei diritti delle donne in India andrebbero, dunque, potenziate e accompagnate da cambiamenti culturali che non sono certo di facile conquista.



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