Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Mazzon Riccardo - 2013-12-19

GRADUATORIE AD ESAURIMENTO: L'ISCRIZIONE PER SALTUM NON VALE - Trib. Macerata, rel. Caturano

Con ordinanza pubblicata ieri dal Tribunale di Macerata (rel. dott. Quirino Caturano), a definizione di un reclamo promosso da alcune aspiranti all'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento (ex permanenti), si fa il punto sulla materia, sottolineando in particolare la ratio sottesa alla disciplina applicata.Secondo l'assunto delle ricorrenti, pur non risultando esse iscritte al corso di laurea in scienze della fomazione nell'anno accademico 2007/2008 (requisito che le disposizioni in materia espressamente impongono, in vista dell'inserimento con riserva nelle graduatorie), sarebbero state egualmente legittimate a farne parte, in quanto pur sempre iscritte - per saltum - al secondo anno accademico 2008/2009 del predetto corso di studi e, dunque, in tempo utile - proprio come gli iscritti al primo anno - per il conseguimento del titolo abilitante: il reclamo è stato rigettato con chiara ed esaudiente motivazione:TRIBUNALE di MACERATAIl Collegio, composto dai magistrati dott. Luigi Reale Presidente; dott.ssa Alessandra Canullo Giudice; dott. Quirino Caturano Giudice (relatore),riunito in camera di consiglio, così provvede.Con ricorso depositato in data 22 luglio 2013, P. E., C.I. e M. R. domandavano alla adita Giustizia "l"accertamento e la declaratoria del diritto […] all"inserimento nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente ed educativo … previo annullamento e/o declaratoria di nullità e/o disapplicazione del Decreti del Ministero dell"Istruzione, Università e Ricerca, 8 aprile 2009, n. 42, e 12 maggio 2011, n. 44, nonché previo annullamento e/o declaratoria di inefficacia e/o di nullità dei provvedimenti di approvazione delle predette graduatorie, nella parte in cui non consentono l"iscrizione nelle predette graduatorie dei docenti iscritti per l"anno accademico 2008/2009 agli anni di corso successivi al primo del corso di laurea in scienze della formazione primaria".Avverso il provvedimento di rigetto, reso con ordinanza del 14/16 settembre 2013, le istanti hanno promosso il presente procedimento di reclamo.Non emerge nella presente sede un serio bisogno di ripercorrere i passaggi in fatto della vicenda per cui è lite, anche nell"ottica sottesa all"art. 118 disp. att. c.p.c.Sfrondata dai suoi termini inessenziali, la pretesa azionata in via cautelare dalle reclamanti riposa, in sostanza, sulla idea di (mancato riconoscimento di una sorta di) equipollenza tra due situazioni: da un lato, quella racchiusa nel comma 2 lett. a), art. 4, D.M. 42 dell"8 aprile 2009, il quale - nell"individuare gli aventi diritto a presentare domanda di inserimento, con riserva, nella III fascia delle graduatorie ad esaurimento - ammette, tra gli altri, "coloro che si sono iscritti nell"anno accademico 2007/2008: a) al corso di laurea in Scienze della formazione primaria …" e, dall"altro, quella, in cui esse hanno dedotto di versare, di soggetti ognuno dei quali munito di un diverso titolo di laurea (scienza della comunicazione d"impresa, psicologia e scienze politiche, rispettivamente), che, ciononostante, permetteva loro di accedere e di iscriversi direttamente, come hanno in concreto provveduto a fare, al secondo anno del corso di laurea 2008/2009 in scienze della formazione primaria.Con più lungo discorso, quello in cui le ricorrenti mostrano di prestar fede è un ragionamento a struttura sillogistica: dal momento che - esse sostengono - gli "iscritti nell"anno accademico 2007/2008 al corso di laurea in Scienze della formazione primaria" (soggetti che, negli appena detti termini, il D.M. 42 dell"8 aprile 2009 espressamente, tra gli altri aventi titolo, contempla) altri non sono che i potenziali iscritti al medesimo corso di laurea del successivo anno accademico - 2008/2009 - e quindi i futuri dottori della formazione (ai quali viene pacificamente riconosciuto ab initio e sia pure in via condizionata, il diritto all"inserimento in graduatoria), a questi ultimi - e, dunque, ai primi - sono da equiparare le odierne istanti, le quali, infatti, per l"anno accademico 2008/2009 risultavano iscritte al detto corso di laurea, sia pure direttamente e per saltum, vale a dire senza avere attraversato la fase della iscrizione al tempo richiesto dal decreto: la apposita disciplina di settore aveva loro consentito il riconoscimento dei crediti conseguiti dopo aver frequentato e concluso un diverso corso di studi. Onde, al pari degli iscritti nell"a.a. 2007/08, esse erano da considerarsi in tempo utile per fregiarsi del titolo (abilitante) di scienziate della formazione (come poi, in effetti, conseguito).L"assunto delle reclamanti, secondo cui la condizione di iscritte al secondo anno accademico (2008/2009) del corso di laurea in scienze della formazione avvenuta senza iscrizione al primo (2007/2008), non sarebbe, ai fini in discorso, dissimile da quella di chi si trova a frequentare il secondo anno accademico, essendosi regolarmente iscritto al primo, non è condivisibile.Converrà anzitutto mettere in chiaro il formante normativo in materia, sì come proveniente da diversi sogli.- L"art. 1 comma 605 lett. c) della Legge 27 dicembre 2006 n. 296 (c.d. Finanziaria per l"anno 2007), prevede, per quanto interessi propriamente nella presente sede, che "… Con effetto dalla data di entrata in vigore della presente legge le graduatorie permanenti di cui all'articolo 1 del decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, sono trasformate in graduatorie ad esaurimento. Sono fatti salvi gli inserimenti nelle stesse graduatorie da effettuare per il biennio 2007-2008 per i docenti gia' in possesso di abilitazione, e con riserva del conseguimento del titolo di abilitazione, per i docenti che frequentano, alla data di entrata in vigore della presente legge, i corsi abilitanti speciali indetti ai sensi del predetto decreto-legge n. 97 del 2004, i corsi presso le scuole di specializzazione all'insegnamento secondario (SISS), i corsi biennali accademici di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID), i corsi di didattica della musica presso i Conservatori di musica e il corso di laurea in Scienza della formazione primaria. La predetta riserva si intende sciolta con il conseguimento del titolo di abilitazione …".- A sua volta, l"art. 6 della Legge n. 169/08, di conversione del d.l. n. 137/08, in punto di "Valore abilitante della laurea in scienze della formazione primaria", ha previsto che abilitati all'insegnamento nella scuola primaria o nella scuola dell'infanzia, sono "… anche coloro che hanno sostenuto l'esame di laurea conclusivo dei corsi in scienze della formazione primaria nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e la data di entrata in vigore del presente decreto".- Il comma 2 lett. a), art. 4, D.M. 42 dell"8 aprile 2009 citato, infine, emanato in esecuzione della predetta legge (si ricordi che, nella sua parte iniziale, il comma 605 dell"articolo unico in esame stabilisce, che "con uno o piu' decreti del Ministro della pubblica istruzione sono adottati interventi concernenti" la materia de qua), ammette, tra gli altri, "coloro che si sono iscritti nell"anno accademico 2007/2008: a) al corso di laurea in Scienze della formazione primaria …".A dire delle istanti, le disposizioni in esame avrebbero introdotto - ecco emergere il punctum pruriens - una condizione di disparità di trattamento tra "coloro che si sono iscritti nell"anno accademico 2007/2008: a) al corso di laurea in Scienze della formazione primaria", secondo la dizione del D.M., i quali hanno (avuto) la possibilità di accedere alle graduatorie ad esaurimento, e coloro, nel cui novero ricadono le istanti odierne, che sono destinati a rimanerne fuori in quanto non espressamente contemplati. Situazione che, può soggiungersi, non avrebbe trovato una sistemazione neppure nel successivo D.M. n. 44 del 12 maggio 2011, né nell"art. 6 Legge di conversione n. 169/08. In senso contrario, si osserva che la trama normativa restituita dal dettato legislativo e dei decreti attuativi consente di predicare l"esistenza di un diritto all"inserimento in graduatoria solo in favore di coloro in capo ai quali erano configurabili le seguenti, congiunte, condizioni: a) aver presentato domanda di iscrizione al corso di laurea in "Scienze della formazione primaria", b) averlo fatto per l"anno accademico "2007/2008" (e non per un anno successivo o precedente); l"inserimento in graduatoria era da ritenersi consentito, quindi, a tutti e solo quelli che si erano iscritti all"anno accademico 2007/2008 in scienze della formazione.Queste condizioni, va immediatamente constatato, non erano presenti in capo alle ricorrenti: nessuna delle quali si è mai iscritta all"anno accademico 2007/2008 di alcun corso di laurea in scienze della formazione.Dallo spettro dei legittimati, infatti, l"addentellato di disposizioni riferito espelle, tra gli altri, quanti si fossero iscritti al corso di laurea de quo solo per il successivo anno accademico 2008/2009, senza avere riguardo per quanti avessero conseguito il titolo abilitante sulla base del riconoscimento del precedente percorso di studi, il quale - al di là del grado di attinenza con il corso di studi in scienze della formazione - potrebbe essere (come in concreto è) stato intrapreso ben prima del ridetto anno accademico 2007/2008 (sul punto si avrà modo di tornare a breve).Per l"intanto, conviene ribadire che, risalendo, in concreto, la relativa iscrizione al secondo anno del corso di studi in scienza della formazione all"anno accademico 2008/2009, le istanti, in un tornante compreso tra l"8 febbraio e il 6 luglio 2008, avevano - al più - conseguito alcuni titoli (in particolare, in scienza della comunicazione d"impresa, psicologia e scienze politiche) che - probabilmente in un arco di tempo coincidente con quello richiesto dalla legge per la tempestiva iscrizione all"anno accademico 2007/2008 - hanno consentito loro di accedere, immediate, al secondo anno del corso di studi in scienza della formazione. Non altro. L"errore giuridico in cui sono ricadute è consistito, quindi, nel valorizzare una disposizione - quella che le abilitava direttamente alla frequentazione di un corso di studi sfruttando il percorso curricolare maturato altrove - dettata in relazione ad uno specifico contesto e per finalità diverse da quelle che qui vengono in gioco, plasmandola in guisa da integrare o forzare la sfera applicativa di una diversa congerie di disposizioni che quella situazione non prendono in considerazione (e non certo per mera dimenticanza, visto che anche il successivo D.M. 44 del 12 maggio 2011 non la ritiene meritevole di menzione).Appare evidente che si tratta di due situazioni del tutto diverse; al contrario, sostenere, al fine di fondare la legittimità della pretesa all"inserimento nella graduatoria ad esaurimento, la equiparazione tra a) iscrizione al secondo anno accademico 2008/2009 del corso in scienze della formazione, in assenza di una precedente iscrizione a quello 2007/2008 (condizione in cui versano le istanti) e b) iscrizione al secondo anno accademico 2008/2009, sulla base della previa iscrizione all"a.a. 2007/2008 (condizione imposta dalla legge), significa depotenziare la portata di un dato cronologico, quello della iscrizione al primo anno accademico (2007/2008), che, nella mens legis, funge da linea di demarcazione, rispettivamente, tra coloro che non possono e coloro che possono accedere alla graduatoria ex permanente; tale essendo la ratio delle disposizioni in esame: la cristallizzazione dell"esistente, al fine di evitare di alimentare fenomeni di precariato qualificato.In altri termini, la norma - a volerne osservare gli effetti nel tornante temporale preso in considerazione dalle istanti - introduce una razionale discriminazione tra (almeno) due classi di soggetti: gli iscritti al secondo a.a. 2008/2009 (e a quello successivo) in continuum con la previa iscrizione al primo a.a. 2007/2008 e gli iscritti direttamente o per saltum al secondo anno 2008/2009; tanto non in forza di una presunta quanto ingiustificata difformità ontologica tra le due categorie di aspiranti all"inserimento in graduatoria, quanto e soprattutto in virtù di una reale divergenza cronologica che, in ossequio alla ratio del dispositivo normativo (mirante, nella tensione ad arginare l"accrescimento incontrollato del novero dei graduati, ad una contrazione del numero degli aspiranti insegnanti), deve essere apprezzata piuttosto che rispetto al momento finale ossia terminativo del corso di studi in scienze della formazione (sì da affermare, come pure insistono nell"affermare le reclamanti, che gli appartenenti alla prima come alla seconda classe di soggetti verrebbero a trovarsi, a conclusione dell"iter formativo, nella medesima condizione di abilitati, i quali hanno conseguito il medesimo titolo entro il medesimo termine utile per lo scioglimento della riserva), rispetto al momento iniziale della iscrizione al predetto corso di studi 2007/2008, sulla premessa maggiore che una simile iscrizione vi sia stata (il che, nella specie, è da escludersi).In definitiva, la qualità di soggetto legittimato alla iscrizione nelle graduatorie ad esaurimento (ma il discorso potrebbe - non senza fondamento - essere esteso a qualsiasi procedura di stampo pubblicistico a connotazione propriamente concorsuale) non può essere affermata o negata sulla scorta di una valutazione basculante, che di volta in volta si atteggi assumendo o meno a punto di riferimento del giudizio di comparazione o di equiparazione la (asseritamente medesima) condizione - colta in itinere o in fase finale - in cui vengano a trovarsi coloro che hanno rispettato appieno la lettera della legge. Al contrario, essa non può che essere proclamata ponendosi nella unica prospettiva temporale possibile: quella imposta dal decreto ministeriale del 2009, il quale - a questo punto dovrebbe apparire chiaramente - in sintonia con la legislazione in materia e senza deviazioni dalla ratio della norma che è chiamato ad attuare, fa scaturire, in via esclusiva, l"effetto (l"acquisto del diritto) che, per legge, abilita alla iscrizione nella graduatoria ad esaurimento, dalla fattispecie: iscrizione "nell"anno 2007/2008" al corso di laurea in scienze della formazione.Diversamente opinando, la platea di abilitandi dovrebbe ritenersi estesa fino a ricomprendervi quanti, pur non avendo provveduto a iscriversi né nell"anno accademico 2007/2008 (come la legge impone), né in quello successivo 2008/2009 (condizione in cui versano le reclamanti), lo avessero fatto addirittura in uno successivo, ma pur sempre in tempo "utile" per il conseguimento (nel medesimo termine finale osservato dai ritualmente iscritti) del titolo di scienziato della formazione, all"uopo utilizzando, in tesi, discipline settoriali (del tipo consimile a quello evocato dalle istanti) concepite in diversi contesti e per difformi finalità, comunque in contrasto con la intentio della legislazione sopra richiamata.Del resto, la incongruità temporale della iscrizione delle ricorrenti al corso abilitante di laurea in scienze della formazione può essere predicata anche da una diversa angolazione visuale, disancorata dalla prospettiva che si limiti ad affermarne la tardività per essere questa avvenuta solo per l"anno accademico 2008/2009.Infatti, anche a volere considerare, in via euristica, l"iscrizione per saltum, da parte delle reclamanti, al secondo anno del corso di laurea in scienza della formazione alla stregua di una prosecuzione del primo anno accademico 2007/2008, difficilmente si sfuggirebbe, immediatamente dopo, al rilievo dell"elusione del preciso sbarramento cronologico imposto dalla disposizione in commento: quello per cui la iscrizione al corso di laurea in scienze della formazione sarebbe dovuta avvenire (non fino al, ma) "nell"anno accademico 2007/2008". Laddove la iscrizione ai corsi di studio in scienza della comunicazione d"impresa, psicologia e scienze politiche (al culmine di ciascuno dei quali le ricorrenti hanno rispettivamente conseguito il titolo per accedere direttamente al secondo anno del corso di laurea in scienze della formazione), risale indietro nel tempo, collocandosi ben prima dell"anno accademico 2007/2008. Onde, predicare un diritto all"inserimento nelle graduatorie de quibus in favore di tutti coloro che, al pari delle reclamanti, fossero risultati iscritti, ancor prima dell"anno accademico 2007/2008, ad un corso di laurea diverso da quello di scienze della formazione, al termine del quale è previsto il riconoscimento di crediti formativi in numero tale da consentire la diretta iscrizione al secondo anno, avrebbe comportato, da un lato, estendere a dismisura il novero dei legittimati (in palese contrasto con il quia della disciplina), dall"altro, introdurre un requisito cronologico a tutto vantaggio delle istanti e dei soggetti ad esse equiparabili: mentre da tutti gli altri aspiranti al posto di insegnante si esige - fatto salvo l"eventuale possesso delle ulteriori condizioni di legge - che la iscrizione al corso abilitante intervenga "nell"anno accademico 2007/2008 e quindi in una ben circoscritta finestra temporale, per le reclamanti sarebbe possibile una iscrizione (al secondo anno) di detto corso, valorizzando l"esito di un (omologo) percorso di studi intrapreso ancor prima dell"anno accademico 2007/2008.Sicché, anche ove traguardata sotto consimile angolazione visuale, la pretesa delle reclamanti appare priva di una base di credibilità giuridica: gli "iscritti nell"anno accademico 2007/2008 al corso di laurea in Scienze della formazione primaria" di cui discorre il comma 2 lett. a), art. 4, D.M. 42 dell"8 aprile 2009, non sono, né possono essere equiparati agli iscritti al successivo anno accademico 2008/2009 (o ad uno precedente), all"evidenza versandosi al di là della deadline discrezionalmente individuata dal Legislatore; per giunta, si ripete, tale (tardiva) iscrizione è avvenuta sulla base di titoli (in scienza della comunicazione d"impresa, psicologia e scienze politiche) non solo diversi rispetto a quello (unico, espressamente) contemplato, in scienze della formazione, ma conseguiti dalle reclamanti all"esito di percorsi di studio dalle stesse avviati ben prima dell"anno accademico 2007/2008 (dunque, in ulteriore violazione della disposizione che seleziona gli aventi diritto in quelli iscritti solo "nell"anno accademico 2007/2008").Il tutto senza considerare un ulteriore profilo, del tutto negletto dalle reclamanti - che pur si sono problematicamente poste il problema della tenuta della richiamata legislazione con la Carta costituzionale - della non concedibilità del provvedimento ex art. 700 c.p.c. a tutela di un diritto costituzionalmente garantito, ma (come genericamente dedotto) negato o compromesso dalla legge ordinaria di cui si prospetta (in maniera infondata) l"incostituzionalità. Onde, il Giudice ordinario non potrebbe neppure con ordinanza cautelare ai sensi dell"art. 700 c.p.c. procedere alla disapplicazione della disposizione legislativa incriminata, essendogli altresì inibito di sollevare la relativa questione di costituzionalità, radicandosi la competenza solo in capo al giudice della fase successiva di merito (Corte Cost., 17.7.76, n. 186).Può in ultima analisi osservarsi - per quanto incidentalmente, stante il carattere assorbente dei rilievi che precedono - che appare condivisibile e non seriamente scalfito, pur all"esito del promosso reclamo, il rilievo che, anche quanto al periculum in mora, della tutela cautelare non si ravvisano i presupposti. Le istanti - è bene ricordare - hanno rivolto le rispettive doglianze nei confronti del mancato riconoscimento delle condizioni di inserzione del rispettivo nominativo in una graduatoria ad esaurimento, e non della loro espulsione dopo avervi fatto, in tesi, ingresso (situazione, questa ultima, che, ove mai configurabile in concreto, avrebbe potuto assumere tutt"altro significato, anche attesa l"esigenza di assicurare la non dispersione della acquisita professionalità del lavoratore); onde neppure è consentito discorrere di improvvisa interruzione di una fonte reddituale cui far fronte nelle forme di cui all"art. 700 c.p.c., né, per vero, esse hanno dedotto uno stato di famiglia (comunque non risultante dagli atti prodotti) tale da rendere minimamente credibile la circostanza che a venire in rilievo, alla attualità, sia uno stato di indigenza delle stesse.Con la conseguenza che, esclusa la configurabilità di un interesse legittimo di tipo pretensivo in materia, come pure di un diritto soggettivo all"inserimento in graduatoria (la cui astratta affermazione se - da un lato - è sufficiente a fondare la giurisdizione del giudice ordinario, non è garanzia - dall"altro - del suo sicuro riconoscimento in concreto), non resta che ipotizzare, in capo alle ricorrenti, una situazione soggettiva che non è in grado di stagliarsi dall"area degli interessi di mero fatto, tra i quali, in particolare, quello ad eliminare il proprio stato di inoccupate, in vista dell"inserimento nel novero di chi ambisce alla stipula, in un futuro prossimo o remoto - e sempre che le esigenze della amministrazione lo impongano - di un contratto di lavoro con quest"ultima.Deve, quindi, trovare conferma il provvedimento reclamato.Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo. P.Q.M. rigetta il reclamo; condanna le parti reclamanti al pagamento delle spese di lite, che quantifica in euro 3.000,00, oltre IVA e CPA, nelle rispettive misure di legge. Si comunichi. Macerata, 16 dicembre 2013. Il Presidente



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati