Legislazione e Giurisprudenza, Reato -  Covotta Giulia - 2015-05-06

HAI VOLUTO LA BICICLETTA? E REATO LA GUIDA IN STATO DI EBBREZZA DEL CICLISTA - Cass. 17684/2015 – Giulia COVOTTA

Diritto penale e circolazione stradale

Un ciclista veniva condannato per guida in stato di ebbrezza

La Cassazione ha affermato che è configurabile l"ipotesi di reato ex art 186 C.d.S. anche se l"autore dello stesso si trovava alla guida di una bicicletta

La sentenza in commento segue una similare pronuncia resa pochi mesi prima sempre della medesima Sezione IV della Corte di Cassazione (Cass. Pen., n. 4893/2015).

Da sottolineare è l"atteggiamento costante mantenuto dalla Corte, con richiami ai precedenti in materia.

Nel caso in esame, l"imputato veniva sorpreso a circolare sulla pubblica via in sella alla sua bicicletta in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico pari ad 0,9 g/I.

Avverso la sentenza di appello - che vedeva l"uomo colpevole del reato ex art 186 comma 1 e 2 lettera b), d.lgs 30 aprile 1992 n. 285, c.d. Codice della Strada (rubricato "guida sotto l"influenza di alcol") - veniva proposto ricorso per Cassazione.

Il ricorrente adduceva che la fattispecie criminosa prevista dall"art 186 C.d.S. non poteva essere applicata nel caso in cui il conducente fosse alla guida di un veicolo non a motore (come, in questo caso, una bicicletta).

Infine, e in subordine, lo stesso chiedeva di sussumere la fattispecie concreta nell"art. 688 c.p. (ipotesi contravvenzionale rubricata "ubriachezza").

La Corte di Cassazione, rigettando il ricorso, ha ripercorso il tema della guida in stato di ebbrezza di veicoli non motorizzati chiarendone i punti fondamentali.

In primis, la Corte, richiamando una pronuncia delle Sezioni Unite (la nr. 12316 del 2002), ha affermato che il reato di guida in stato di ebbrezza ex art 186 C.d.S., ben puó essere commesso attraverso la conduzione di una bicicletta. Ma non solo. La Corte ha affermato, altresì, che la rilevanza penale di detta condotta é del tutto indipendente dall"applicabilità delle sanzioni amministrative accessorie previste dalla norma violata.

Ciò premesso, la ratio sottesa alla decisone della Corte si identifica con la possibilità di commettere il reato ex art 186 C.d.S. con la conduzione di una bicicletta, poiché ciò che riveste un ruolo decisivo é la concreta idoneità del mezzo-veicolo usato ad interferire sulle generali condizioni di regolarità e di sicurezza della circolazione stradale.

Da ultimo, la Corte ha richiamato la pronuncia delle S.U. (1299/95) ed ha quindi chiarito che, stante la diversità degli interessi giuridici rispettivamente tutelati dall"art. 186 C.d.S. e dall"art. 688 c.p., l"ipotesi contravvenzionale di cui all"art. 688 c.p. concorre con il reato di guida in stato di ebbrezza (di cui all"art. 186 C.d.S.) contrariamente a quanto richiesto dall"imputato.



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