Changing Society, Intersezioni -  Pant√® Maria Rosa - 2015-12-07

HO MANGIATO DA CANI – Maria Rosa PANTÉ

Ho visto in televisione la puntata del 6 dicembre di Report.

Poiché immagino che molti di voi abbiano un cane o un gatto, vi consiglio di cercarla online e di interpellare i vostri veterinari a che la vedano.

Vi si parla anche del cibo, di quanto spendiamo per il cibo particolare per i nostri cani e gatti: reni, stomaco, pelle, grassi, magri, sani, allergici...

Si sono mostrate le ingegnose e scandalose strategie di vendita delle marche più grosse: Purina (Nestlè), Hills, Royal Canin, le cito perchè è tutto in televisione.

E poi oltre alle truffe nel cibo, dove sono contenuti conservanti che, se consumati per tutta la vita portano al cancro, han fatto vedere l'altra metà del cielo.

I canili e gattili dove stanno i cani e i gatti su cui vengono testati i cibi, sono gli animali assaggiatori.Vi si può accedere solo su appuntamento.

Da fuori di cani e gatti non v'è traccia, forse sono tutti chiusi dentro nella felicità dell'assaggio.

In ogni caso, ecco la solita situazione: esseri di serie A e di serie B.

Anche tra gli animali, soprattutto tra gli animali.

Il cane Fido morirà forse di cancro, per il cibo fraudolento e la mia ignoranza di proprietario (orrenda parola), e per la connivenza di qualche veterinario, ma avrà vissuto bene.

Il cane 325 (come da tatuaggio) morirà di assaggi e incuria e violenza e sperimentazione.

Noi esseri umani siamo specialisti nel maltrattare tutti, nella violenza su tutti (in nome del profitto sia chiaro alla fine c'è sempre lo sterco del demonio), ma differenziamo anche il maltrattamento.

E io, mentre sentivo queste cose, ho cominciato a stare male, prima di tutto i crampi allo stomaco e poi le fitte al cuoio capelluto e poi la corsa in bagno. Perché io sono la prova provata (come molti altri) che corpo e cervello e mente sono un tutt'uno.

Io a stare male e a preoccuparmi prima dei cani assaggiatori, anche se non li conosco, ma li immagino torturati e negletti e senza affetto, la sorte più miseranda. E poi a pensare ai miei gatti.

Dopo però.

Perché io ho un pensiero bifocale.

Ho pensieri bifocali come

gli occhiali. Penso alla cena feriale

all'ultima cena dei miei morti

a chi va a letto senza cena e sono

tanti e sono troppi. Duole il pensiero

se è bifocale. Come l'occhiale.

Tutti insieme invece usiamo la nostra unica arma: l'acquisto, cerchiamo almeno le marche di alimenti cruelty free. Almeno quello! Vi sono elenchi sui siti delle associazioni animaliste, in Italia sul sito della LAV per esempio. Perché qualche ssere umano che si ribella al dolore c'è!



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immagine A3M

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