Legislazione e Giurisprudenza, Appalti -  Santuari Alceste - 2016-09-21

Housing sociale: laccordo tra enti pubblici quale alternativa alla gara – Cons. St. 3861/16 – Alceste Santuari

E" legittimo il ricorso al convenzionamento con l"istituto regionale da parte per la gestione del patrimonio abitativo di proprietà

Un comune ha deciso di ricorrere al convenzionamento con l"agenzia regionale per l"edilizia abitativa, quale modalità diversa da quella invalsa fino a quel momento, segnatamente, l"affidamento a mezzo gara d"appalto.

Il Tar Lombardia, Milano, sez. I, n. 02620/2012, respingeva il ricorso di alcune società di capitali, già affidatarie del servizio in parola.

Contro la decisione del giudice di prime cure, i ricorrenti hanno proposto appello per riformare la sentenza.

In primis, i giudici di Palazzo Spada hanno riconosciuto la coerenza e compatibilità della configurazione giuridica dell"agenzia regionale ai principi comunitari, atteso che essa svolge in via pressoché esclusiva la propria attività nei confronti delle amministrazioni comunali del territorio e che l"agenzia non svolge attività consulenziale a favore del mercato.

Il Consiglio di Stato ribadisce la bontà dello strumento convenzionale tra enti pubblici (comune e agenzia regionale), modalità giustificata soprattutto dalla congiunta responsabilità di erogare un servizio pubblico di protezione sociale, che la rende diversa dal regime di global service.

Anche l"assenza del controllo analogo da parte del comune sull"agenzia regionale – a giudizio del Supremo Consesso amministrativo – non è in grado di inficiare l"accordo tra P.A., atteso che – come è stato più volte ribadito dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell"Unione Europea, il controllo analogo può essere anche congiunto, come nel caso di specie tra comune e regione.

Il Consiglio di Stato apprezza che il comune abbia svolto la propria valutazione comparata (valutazione che ricordiamolo è ormai un "refrain" anche per quanto riguarda la scelta del modello societario: cfr. da ultimo d. lgs. n. 175/16 in materia di società a partecipazione pubblica), motivando le ragioni dell"opzione adottata e attribuendo al consiglio comunale la scelta del modello gestorio, ai sensi dell"art. 48, comma 2, TUEL. Il consiglio comunale, nella fattispecie, ha inteso affidare all"agenzia regionale il servizio di gestione del patrimonio immobiliare comunale per "un periodo transitorio e sperimentale", al termine del quale spetta ancora al consiglio comunale esprimere un giudizio sull"esperienza maturata.

In ultima analisi, il Consiglio di Stato ha statuito che non è necessario addivenire ad una gara d"appalto, "in quanto un"autorità pubblica può adempiere ai compiti di interesse pubblico ad essa incombenti mediante propri strumenti senza essere obbligata a far ricorso ad entità esterne non appartenenti ai propri servizi e che può farlo altresì in collaborazione con altre autorità pubbliche, in particolare quando entrambe le autorità si prefiggono uno scopo pubblicistico comune (sul punto si veda l"art. 5, d. lgs. n. 50/2016).

La convenzione non può essere considerata alla stregua di un "puro artificio", finalizzato ad eludere le procedure ad evidenza pubblica. Al contrario, essa è lo strumento ritenuto maggiormente idoneo per realizzare un"effettiva condivisione di mission e funzioni pubbliche, quale è l"housing sociale.

Per le ragioni sinteticamente su richiamate, i giudici di Palazzo Spada hanno ritenuto di respingere un appello e di dichiarare improcedibile l"altro.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati