Articoli, saggi, Minori, donne, anziani -  Redazione P&D - 2013-10-11

I DIRITTI DELLA TERZA ETA' - Francesco VIOLA

Innanzi tutto bisogna notare che molto spesso sono gli anziani ad occuparsi sul piano teorico o riflessivo dei problemi degli anziani. Il De senectute è argomento tipico dei vecchi, da Cicerone a Laslett, da Bobbio al cardinale Martini. Ed io stesso non costituisco certo un"eccezione. I giovani non lo sentono come loro problema esistenziale, anche se un giorno anch"essi saranno vecchi. Meglio non pensarci. Per tutti coloro che non sono anziani le ragioni per interessarsi di quest"età della vita sono prevalentemente di tipo assistenziale e caritativo. Da questo punto di vista i diritti degli anziani si derivano dai doveri che le generazioni più giovani hanno nei loro confronti.

Bisogna anche aggiungere che solitamente le riflessioni degli anziani sul loro stato di vita non sono prevalentemente volte alla rivendicazione di diritti, ma ad una presa di coscienza di una nuova situazione esistenziale in cui improvvisamente si trovano. La vecchiaia, per quanto prevedibile, sempre coglie di sorpresa e un bel giorno ci si ritrova in essa. La dimensione psicologica è molto più decisiva di quella cronologica o biologica. Ed allora, prima ancora di chiedere il riconoscimento di certi diritti, bisogna, dal punto di vista interno, rendersi conto del nuovo ciclo di vita e delle sue implicazioni.

Mi occuperò in questo scritto in particolare della terza età e dei suoi diritti. Ciò vuol dire che assumo come valida e rilevante la distinzione fra la terza e la quarta età, cioè tra anziani autosufficienti e anziani che non lo sono e che solitamente consideriamo a tutti gli effetti "vecchi" (the oldest old). Costoro abbisognano di una particolare assistenza da parte della società, richiedono l"impiego di risorse economiche e sociali ingenti e sollevano problematiche bioetiche del tutto particolari. Per questo ritengo, probabilmente per autotutela, che non sia opportuno accostare troppo la terza e la quarta età. Addirittura sarei propenso a distinguerle così come lo sono la prima e la seconda età, anche se in senso inverso, perché si va verso una sempre maggiore fragilità.

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Francesco Viola è Professore ordinario di Filosofia del diritto - Università di Palermo

Tratto da http://www.academia.edu/4735501/I_diritti_della_terza_eta



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