Changing Society, Generalità, varie -  Redazione P&D - 2015-11-30

I MONOSILLABI DELL'AMICIZIA - Giuseppe FEDELI

TVB, Ok!, ke fai?, nn lo so...messaggiami, dài!...

Così evito di guardarti in faccia e di toccare la realtà. Perché lo schermo dello smartphone mi consente di dire quello che voglio, senza affrontare direttamente la situazione, e illusoriamente credere che un'amicizia possa crescere con la stessa rapidità con la quale si dissolve, insieme ai bites che la "supportano". Lo abbiamo letto, personalmente l'ho scritto a più riprese. E che importa se un giorno ti troverai faccia a faccia con la "realtà" (quella...reale?!), tanto in quel frangente cambierai schemi e ti scorderai delle corbellerie e degli insulti, trasformati all'esito di magica alchimia in dichiarazioni ed effusioni d'amore on tablet, che poco prima avevi scagliato contro quel virtuale altro-da-te.

Per non parlare delle urla selvagge, degli scimmiottamenti, delle "maschere" sovrapposte (e come càaspita si chiamano...), che condensano in una nube altamente tossica un fenomeno di costume, spia dell'emersione di tutto un sub-universo col quale ognuno di noi, d'ora in avanti, avrà a che fare in maniera sempre più virulenta e inquietante: se non altro, gli psicologi e compagnia bella rinfocoleranno il loro appetito, avendo davanti a sé pezzi di legno cui -forse- mai nessuno ha detto che la vita è ben altro delle smargiassate di cartapesta diffuse via etere, nella rete che c'invischia come il ragnatelo l'incauta mosca...

Viaggiamo a milioni di megabites, la parola d'ordine di quest'epoca scellerata e anodina è: velocità, ad ogni costo. Si legge (ma si legge "veramente"?...) velocissimamente, e così si scrive, su una stupida e opaca tastiera, e si ama e si odia senza saper prima nominare un sentimento. Per gioco, forse. O per follia, accelerata precipitevolissimevolmente da quest'ingranaggio che rischia di stritolare le menti come un'implacabile ganascia. Ma i sentimenti hanno colore, sapore, non possono vivere nello spazio di un bite. O di milioni, non fa differenza. L'amore va svelato e ri-velato, pudicamente, va vissuto, va sudato... rispettato, nei tempi "fisiologici" di crescita e maturazione, nelle pause di riflessione, anche in una solitudine condivisa... Insomma, non è un'alzata di capo, una botta di testa, un pezzo di litio. Vorremmo allora tutti noi genitori vedervi amare la vita, benedetti figli, dopo a averla masticata e ruminata, e anche sofferta e odiata, e dirle un sì che abbia un senso, una significazione, una carezza di carne. O anche ribellarvi, ma per una passione, per una causa, per una ragione sulla quale val la pena spendere energie, entusiasmi e inca..ature!!!...E al diavolo questi maledetti ordigni, se usati come fine a sé, troppo spesso per macchinazioni sordide e subdole che si chiamano cyberbullismo, per nascondersi dietro alle proprie cocenti frustrazioni e incapacità di relazioni umane vive e feconde: coraggio, il mare è formato di innumerevoli gocce d'acque...



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