Legislazione e Giurisprudenza, Separazione, divorzio -  Mazzotta Valeria - 2015-07-08

I REDDITI IN NERO VANNO PROVATI DA CHI CHIEDE L'ASSEGNO - Cass. 14051/2015 - Valeria MAZZOTTA

Assegno di mantenimento.

Spetta al richiedente provare i redditi in nero dell'onerato

Spetta a chi chiede l"aumento dell"assegno fornire la prova dei redditi in nero del coniuge onerato: lo afferma la Corte di Cassazione  con la sentenza n. 14051 del 7 luglio 2015, accogliendo il ricorso di un marito condannato a versare 760 euro all"ex moglie.

I Giudici di merito avevano posto a carico dell"uomo un assegno di 760 euro mensili per l"ex moglie, disoccupata, inabile al lavoro per infermità ed onerata di canone di locazione mensile di 495 euro.

Il marito, odontotecnico con una stipendio da dipendente di 900 euro aveva onorato solo in parte all"ordine di esibizione dei propri rapporti bancari e assicurativi richiesti. L"uomo sul punto si difende sostenendo di non aver potuto produrre altro trattandosi di documentazione inesistente, e che fosse onere della moglie dimostrare gli asseriti ricavi in nero.

Gli Ermellini, pur sostenendo che non vi fossero dubbi in ordine al diritto della moglie di percepire un assegno di mantenimento, ritengono la quantificazione effettuata dalla Corte di merito inadeguata, in quanto eccessiva rispetto ai redditi dell"uomo, ed evidenziano, in particolare, a prescindere dalla problematica inerente al valore probatorio dell'inottemperanza, in assenza di ulteriori elementi - che non risulta indicata a fronte della contestazione dell'esistenza di tali rapporti - la fonte di prova ad essi relativa, incombente sulla controparte.



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