Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2015-11-25

IDENTIFICAZIONE DELLA VEDUTA: COMODITA' E VISONE GLOBALE IN CONCRETO - Riccardo MAZZON

requisiti necessari per l"esistenza di una veduta

la prospectio

visione globale, in concreto e in riferimento al fondo dal quale la veduta è esercitata

Quanto alla comodità della veduta, altra caratteristica, richiesta alla c.d. prospectio (ma vedi, amplius, il volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto), è quella dall"esercizio in concreto

"per la sussistenza dei requisiti di una veduta ai sensi dell'art. 900 c.c. è necessario che l'apertura consenta una comoda "inspectio", e cioè la possibilità di guardare nel fondo del vicino senza l'uso di mezzi artificiali, ed una "prospectio" altrettanto comoda, quale sussiste qualora, sempre in modo normale, l'apertura consentita di sporgere il capo e di vedere nelle diverse direzioni in modo agevole e non pericoloso" (Cass. 14.10.88, n. 5557, GCM 1988, fasc. 10),

e con riferimento al fondo dal quale la veduta è esercitata,

"ai sensi dell'art. 900 c.c., la comodità (o quanto meno la non disagevolezza) della "inspectio" e della "prospectio", elementi costitutivi essenziali della veduta, vanno accertati con riferimento al fondo dal quale la veduta si esercita, e non già al fondo oggetto della veduta stessa, dovendosi intendere per "fondo del vicino" di cui al medesimo articolo, qualunque parte, anche minima o marginale (persino un muro di cinta) del fondo stesso che possa essere guardata da un'apertura esistente nel fabbricato sito nel fondo confinante, dalla quale sia anche possibile affacciarsi" Cass. 23.11.87, n. 8626, RGE, 1988, I, 63,

"alla stregua dell'art. 900 c.c. la comodità (o quanto meno la non disagevolezza) della inspectio e della prospectio (elementi costitutivi essenziali della veduta) va accertata con riferimento al fondo dal quale la veduta è esercitata e non già al fondo oggetto della veduta stessa: affinché sussista una veduta, a norma dell'art. 900 c.c., è necessario, oltre al requisito della inspectio anche quello della prospectio nel fondo del vicino, dovendo detta apertura non solo consentire di vedere e guardare frontalmente, ma anche di affacciarsi, vale a dire di guardare non solo di fronte, ma anche obliquamente e lateralmente, così assoggettando il fondo alieno ad una visione mobile e globale" (Cass. 17.1.02, n. 480, GCM, 2002, 77; conforme Cass. 4.1.02, n. 71, RN 2002, 1493),

con visione globale:

"affinché sussista una veduta, a norma dell'art. 900 c.c., è necessario, oltre al requisito della "inspectio" anche quello della "prospectio" nel fondo del vicino, dovendo detta apertura non solo consentire di vedere e guardare frontalmente, ma anche di affacciarsi, vale a dire di guardare anche obliquamente e lateralmente, così assoggettando il fondo alieno ad una visione mobile e globale" (Cass. 1.12.00, n. 15371, GCM, 2000, 2524),

"per la sussistenza di una veduta è necessario che l'apertura abbia una normale e permanente destinazione alla vista e all'affaccio sul fondo altrui, veduta che non deve subire limitazioni nemmeno a piombo sicché la visione, a carico del vicino, sia mobile e globale. Ne deriva che la costruzione di un manufatto a livello sino al confine, comporta il venir meno delle caratteristiche proprie delle vedute "in alienum" giacché queste non affacciano più sul fondo del vicino ma sul proprio, con la conseguenza che i rapporti fra le costruzioni finitime restano regolati dalle norme sulle distanze tra le costruzioni" (Cass. 9.12.99, n. 13751, GCM, 1999, 2474).



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