Changing Society, Generalità, varie -  Bedeschi Ilaria - 2015-06-20

IL BALLO DI CASTANO - UN LIBRO DI Luca PONTI

di Ilaria Bedeschi

A metà tra un libro di Bukowski e il viaggio di Ulisse, Il ballo di Castano è un romanzo che non lascia parti scoperte. Racconti e aneddoti che ripercorrono la vita del protagonista, ciascuno contraddistinto dalle domande che tutti nella vita ci poniamo – almeno è la speranza.

Castano è un personaggio quasi onirico, ha accenti comunicativi strani, piccole manie, gesti ripetitivi – mistici. Slanci che cercano di soddisfare la parte irrisolta di sé.

Appare come un uomo catapultato in una realtà che talvolta è fuori dalla sua portata, talaltra che lo riempie e lo avvolge completamente.

La scoperta della bellezza all"interno della quotidianità ma con il dialogo interiore spesso conflittuale e incapace di prendere il largo liberamente.

Quasi come se Castano fosse in costante tensione tra il consentire di essere trasportato dalla Vita e il continuare ad essere aggrappato alle sue identità schematiche di padre, professionista, figlio e nipote. Ma anche di produttore di cetrioli.

Perché poi, il protagonista, non si sa esattamente che strada abbia scelto nella vita. Fa tanti lavori, ognuno diverso dall"altro. Ognuno che richiede la predisposizione ad una certa capacità. Lui pare predisposto a molte parti di se stesso (Uno, Nessuno, Centomila?)

Castano compare – ed in questo lo specchio della tendenza della società attuale – come un automa che analizza ogni minimo dettaglio necessitando di un controllo totale. Quasi a volersi sentire capace di gestire la realtà.

Ma, ripetutamente, la situazione gli sfugge di mano perché la realtà cambia. Gli cambia le carte in tavola e lui non sa come procedere; si sente colto alla sprovvista. Ed in questi momenti viene fuori la parte naturale, emotiva e profonda del protagonista.

Perché lui è anche capace di sentimenti onesti e puri – ascolta buona musica.

Il narratore esterno non può che guardare con interesse la goffaggine di Castano che nasconde la profonda voglia e il profondo desiderio di vivere un sentimento. Di provare emozione. Di sentire che la vita è qualcosa di oltre e di altro dal controllo maniacale. Dalla sicurezza autoimposta.

Che nella vita esiste una porta misteriosa – per fortuna – che può essere solamente guardata ma non compresa totalmente. E che si apre quando lei lo decide.

Non c"è un inizio e una fine in questo libro, ma c"è il viaggio. C"è l"ascolto di ciò che accade nella vita di un altro, di qualcuno che non siamo noi. E, superato il primo momento, non ci si può che mettere nei suoi panni. Perché, in fondo, ciascuno è a suo modo strano per gli altri. Ma - anche qui – non siamo spesso estranei anche a noi stessi?



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